Nell’Angelus domenicale Benedetto XVI ha ricordato come per il cristiano siano necessari penitenza e preghiera e come il Padre si rivela in modo inaspettato. Parte la settimana di esercizi spirituali per la curia
Tratto da Vatican Insider

«Affido alla vostra preghiera la settimana di esercizi spirituali che inizierò con i miei collaboratori della Curia romana».

Benedetto XVI si è rivolto così ai fedeli prima dell’Angelus, annunciando l’inizio, dalle 18 di oggi e fino a sabato prossimo nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico, del ritiro di Quaresima cui parteciperà con i presuli di Curia. Per predicare le meditazioni sul tema «La comunione del cristiano con Dio», quest’anno il Papa ha scelto per la prima volta un cardinale africano, il congolese Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo di Kinshasa, come anticipato da Vatican Insider.

Intanto nel corso dell’Angelus il Papa ha commentato il Vangelo della domenica il brano evangelico di Gesù tentato da Satana nel deserto: «La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell’uomo».

Un luogo, il deserto, ha detto il Papa ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro, che «può indicare lo stato di abbandono e di solitudine, il ’luogò della debolezza dell’uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte».

Ma esso, ha proseguito, «può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo, come lo fu per il popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana, dove si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio».

L’episodio evangelico, per Ratzinger, insegna che «l’uomo non è mai del tutto esente dalla tentazione finchè vive», ma «è con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico»: «la pazienza e l’umiltà – ha spiegato, con grande intensità, – di seguire ogni giorno il Signore, imparando a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui o come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perchè è la fonte della vera vita».

Con l’invito «ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero», Benedetto XVI ha sottolineato poi che «il tempo della Quaresima è il momento propizio per

rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna».