Nell’udienza ai pellegrini della diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti
Tratto dal sito ZENIT, Agenzia di notizie il 3 luglio 2011

“La Chiesa non è un’organizzazione sociale, filantropica, come ve ne sono molte: essa è la comunità di Dio”.

E’ quanto ha detto Benedetto XVI nell’incontrare sabato mattina, nell’Aula Paolo VI, i fedeli di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, impegnati nel primo Sinodo pastorale diocesano.

Rivolgendosi alle più di 7000 persone partite dalla Murgia per prendere parte all’udienza, il Papa ha ricordato che la Chiesa “è la Comunità che crede, che ama, che adora il Signore Gesù e apre le ‘vele’ al soffio dello Spirito Santo, e per questo è una Comunità capace di evangelizzare e di umanizzare”.

Questo perché, ha affermato, nell’attuale momento storico “segnato da luci e ombre”, “molti uomini e donne [… ] hanno bisogno di incontrare il Signore”.

Infatti, ha continuato, “assistiamo ad atteggiamenti complessi: ripiegamento su se stessi, narcisismo, desiderio di possesso e di consumo, sentimenti e affetti slegati dalla responsabilità. Tante sono le cause di questo disorientamento, che si manifesta in un profondo disagio esistenziale, ma al fondo di tutto si può intravedere la negazione della dimensione trascendente dell’uomo e della relazione fondante con Dio”.

Per questo, è stata la sua esortazione, “è decisivo che le comunità cristiane promuovano percorsi validi e impegnativi di fede”. Una particolare attenzione, ha quindi sottolineato il Papa, deve essere assegnata all’educazione alla vita cristiana, “affinché ogni persona possa compiere un autentico cammino di fede”.

Ecco allora il contributo determinante della famiglia: “Cari genitori, siate i primi testimoni della fede! Non abbiate paura delle difficoltà in mezzo alle quali siete chiamati a realizzare la vostra missione. Non siete soli! La comunità cristiana vi sta vicino e vi sostiene. La catechesi accompagna i vostri figli nella loro crescita umana e spirituale, ma essa va considerata come una formazione permanente, non limitata alla preparazione per ricevere i Sacramenti”.

Il Papa ha quindi sottolineato la partecipazione alla Messa domenicale come “decisiva per la famiglia e per l’intera Comunità” ed ha ricordato che nei Sacramenti, “soprattutto nell’Eucaristia, il Signore Gesù opera per la trasformazione degli uomini”. Importante anche “valorizzare” le iniziative di volontariato esistenti in diocesi, “per formare persone solidali, aperte e attente alle situazioni di disagio spirituale e materiale”.

Rivolgendo quindi un pensiero speciale ai sacerdoti, il Santo Padre li ha incoraggiati ad essere “sempre riconoscenti del dono ricevuto”, ad annunciare “con coraggio e fedeltà il Vangelo”, ad essere “testimoni della misericordia di Dio” e ad “indicare la verità, non temendo il dialogo con la cultura e con coloro che sono in ricerca di Dio”.

All’inizio dell’udienza il Vescovo Mario Paciello in un breve indirizzo di saluto aveva invitato il Papa a visitare la diocesi in occasione del Congresso eucaristico diocesano, in programma il prossimo anno, a conclusione delle assemblee sinodali: “Dedichi uno dei suoi viaggi apostolici nel Sud Italia alla nostra Diocesi, che ha dato i natali a due Suoi illustri predecessori, Innocenzo XII e Benedetto XIII”.