Il pontefice nella cittadina delle Marche tra bagni di folla e battute fuori dal protocollo. “Nella Santa Casa ci sentiamo a casa nostra”

GIACOMO GALEAZZI
da Vatican Insider

Ieri all’udienza generale in piazza San Pietro aveva tuonato contro gli “esperti” che snaturano la fede, oggi a Loreto ha reclamato una Chiesa che si rimbocchi le maniche, che non si chiuda in se stessa ma dialoghi con la società contemporanea e sia presente e missionaria nelle strade del mondo accanto alle persone concrete. Toni giovannei e slanci conciliari che testimoniano la radice comune tra il Papa che ha indetto  il Concilio Vaticano e il suo successore che a quella storica assise mezzo secolo fa fu teologo di punta. Ma soprattutto, come ha detto sorridendo il Pontefice, “ci sentiamo a casa nostra”. E la distanza dai veleni e dai sospetti curiali è apparsa subito immensa.

“Uscire dal Vaticano fa bene al Papa”, sintetizza un religioso davanti alla Santa Casa. E in effetti Benedetto XVI era sembrato piuttosto stanco e provato al suo arrivo al santuario, dov’è entrato sulla pedana appoggiandosi al bastone. Ai motivi di tensione degli ultimi giorni (sabato è attesa la sentenza nel processo al suo ex maggiordomo Paolo Gabriele) si è aggiunto stamattina il leggero fastidio provocato dallo spostamento in elicottero. Già in altre circostanza, come per esempio nel trasferimento da Parigi a Lourdes nel mezzo un violento nubifragio, un po’ di mal d’aria ha causato un lieve senso di malessere, poi però anche stavolta il Pontefice ha visibilmente recuperato energie nel corso della visita.

E la seconda parte del pellegrinaggio a Loreto è stata un “crescendo” tra bagni di folla e scambi di battute fuori protocollo con i tanti fedeli che si sono stretti attorno a lui in questo periodo di difficoltà per la Santa Sede. Un modo popolare e spontaneo della Chiesa sul territorio per esprimere calore e per esprimere al Papa la più convinta partecipazione alla sua coraggiosa missione di purificazione e di risanamento. Significativamente il Papa ha voluto accanto a sè il suo vicario per il Vaticano, il cardinale Angelo Comastri che qui ha Loreto è stato a lungo delegato e che martedì è finito sotto i riflettori dei mass media perché è stato chiamato in causa dal “corvo” come suo confidente nella rete di “suggestioni” che egli descrive all’interno della Santa Sede.

Sulle colline marchigiane, nella cintura dei fedeli accorsi a salutarlo, il clima è tutt’altro e l’atmosfera non ha nulla a che vedere con i venti malevoli di Curia. “Dobbiamo invocare la Vergine che ci aiuti ad offrire al mondo la verità che Dio c’e’ e ci vuole bene”, ha detto Benedetto XVI ai vescovi delle Marche e ai cardinali che lo hanno accompagnato nel suo pellegrinaggio mariano: il segretario di   Stato Tarcisio Bertone, il vicario per la Città del Vaticano e   arcivescovo emerito della Prelatura di Loreto, Angelo Comastri,  l’arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra, il presidente del dicastero per i migranti, Antonio Maria Veglio’, e il presidente emerito  dell’Accademia della Vita, Elio Sgreccia. E ha aggiunto:”A Loreto, nella casa di   Maria, tutti ci sentiamo a casa nostra e io ho chiesto protezione per il Sinodo e per l’Anno della Fede”.

Joseph Ratzinger è sembrato di buon umore. “Confermando una tradizione ormai consolidata, ora il Papa si ritira per riposare ma voi potete continuare a   chiacchierare e divertirvi e  magari prendete il caffé”, si e’ congedato così dai vescovi delle Marche e dalle personalita’ del seguito al termine del pranzo consumato nel Centro Giovanni Paolo II di   Loreto.  Il clima del pranzo, come testimonia la battuta del Pontefice  tedesco era molto festoso. A tavola ciauscolo, olive ascolane,  passatelli in brodo, carne grigliata e fagiolini. Alla fine anche dolci secchi dell’antica Pasticceria del Picchio. Per chi ha bevuto vino, c’era il Rosso del Conero.

Intanto le sue parole al santuario fanno rapidamente il giro di una Regione in profonda crisi economica, come dimostrano le delegazioni di lavoratori che hanno perso il lavoro  “Nella crisi attuale, che interessa non solo l’economia ma vari settori della società”, il Papa ha chiesto di far prevalere la “solidarietà sull’egoismo” e ricordare i problemi di tante famiglie che guardano al futuro con preoccupazione, i desideri dei giovani”, “le sofferenze di chi attende gesti e scelte di solidarietà e di amore”. L’invito formulato dal Papa a Loreto, a tener presente nella crisi economica attuale i valori della solidarietà e le difficoltà delle famiglie e dei giovani, ha certamente presente i dati sulla disoccupazione nella Regione, diffusi dall’Istat lo scorso settembre. Il tasso di disoccupazione nelle Marche in settembre è stato dell’8,2 per cento, cioé più 2,4 punti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tra i giovani sotto i 25 anni, ha raggiunto il 23,5 per cento. In Italia la situazione è ancora più grave: il tasso generale raggiunge il 10,05 per cento, con un picco di 34,3 per cento tra gli under 30.

Celebrando la messa davanti al santuario di Loreto, uno dei più importanti santuari del mondo dedicati alla Madonna, il Papa ha spiegato che l’invito a incarnare la fede nella vita delle persone e delle società “risuona oggi con particolare forza”, “nella crisi attuale, che interessa non solo l’economia ma vari settori della società”. In un passaggio ulteriore ha affidato a Maria “tutte le difficoltà che vive il nostro mondo – ha detto – alla ricerca di serenità e di pace, i problemi di tante famiglie che guardano al futuro con preoccupazione, i desideri dei giovani che si aprono alla vita, le sofferenze di chi attende gesti concreti di solidarietà e di amore”.