BRNO, domenica, 27 settembre 2009 (ZENIT.org).- L’umanità è “assetata di qualcosa su cui poggiare saldamente il proprio avvenire”, e questa base non può essere che Cristo, ha affermato Benedetto XVI questa domenica nell’omelia della Messa che ha presieduto nella spianata attigua all’aeroporto di Brno, in Repubblica Ceca.

Nel secondo giorno della sua visita pastorale nel Paese, il Pontefice si è voluto concentrare sul tema della speranza, a cui ha dedicato la sua seconda Enciclica Spe salvi, nella quale riconosce che l’unica speranza certa e affidabile si fonda su Dio.

“L’esperienza della storia mostra a quali assurdità giunge l’uomo quando esclude Dio dall’orizzonte delle sue scelte e delle sue azioni, e come non è facile costruire una società ispirata ai valori del bene, della giustizia e della fraternità, perché l’essere umano è libero e la sua libertà permane fragile, ha osservato.

Per questo, bisogna mettersi in ascolto “di una parola che ci indichi la strada che conduce alla speranza”, anzi, “della Parola che sola può darci speranza solida, perché è Parola di Dio”.

La speranza si concretizza in Gesù Cristo, che, “morendo in croce e risorgendo da morte, ci ha liberati dalla schiavitù dell’egoismo e del male, del peccato e della morte”.

“E questo è l’annuncio di salvezza, antico e sempre nuovo, che la Chiesa proclama di generazione in generazione: Cristo crocifisso e risorto, Speranza dell’umanità!”, ha esclamato.

Sfide alla speranza

Benedetto XVI ha ricordato come la Repubblica Ceca, come altre Nazioni, stia vivendo “una condizione culturale che rappresenta spesso una sfida radicale per la fede e, quindi, anche per la speranza”.

“In effetti – ha riconosciuto -, sia la fede che la speranza, nell’epoca moderna, hanno subito come uno ‘spostamento’, perché sono state relegate sul piano privato e ultraterreno, mentre nella vita concreta e pubblica si è affermata la fiducia nel progresso scientifico ed economico”.

“Gli sviluppi tecnici ed il miglioramento delle strutture sociali sono importanti e certamente necessari, ma non bastano a garantire il benessere morale della società”, ha osservato. “L’uomo ha bisogno di essere liberato dalle oppressioni materiali, ma deve essere salvato, e più profondamente, dai mali che affliggono lo spirito”.

“Chi può salvarlo se non Dio, che è Amore e ha rivelato il suo volto di Padre onnipotente e misericordioso in Gesù Cristo?”, ha chiesto.

“La nostra salda speranza è dunque Cristo: in Lui, Dio ci ha amato fino all’estremo e ci ha dato la vita in abbondanza, quella vita che ogni persona, talora persino inconsapevolmente, anela a possedere”.

“Solo Cristo può essere la nostra certa speranza. Questo è l’annuncio che noi cristiani siamo chiamati a diffondere ogni giorno, con la nostra testimonianza”.

Il Vescovo di Roma ha invitato tutti a impegnarsi in questo annuncio: i sacerdoti, “restando intimamente uniti a Gesù ed esercitando con entusiasmo il vostro ministero, certi che nulla può mancare a chi si fida di Lui”; i religiosi e le religiose, “con la gioiosa e coerente pratica dei consigli evangelici, indicando quale è la nostra vera patria: il Cielo”; i laici, giovani e adulti; le famiglie.

“Gesù mai abbandona i suoi amici – ha segnalato -. Egli assicura il suo aiuto, perché nulla è possibile fare senza di Lui, ma, al tempo stesso, chiede ad ognuno di impegnarsi personalmente per diffondere il suo universale messaggio di amore e di pace”.

Affidamento della Repubblica Ceca a Maria

Nel suo intervento in occasione dell’Angelus, recitato al termine della Messa, Benedetto XVI ha invitato i cechi a mantenersi fedeli alla loro vocazione cristiana e al Vangelo “per costruire insieme un avvenire di solidarietà e di pace”.

“Maria tenga desta la fede di tutti voi, la fede alimentata anche da numerose tradizioni popolari che affondano le loro radici nel passato, ma che giustamente voi avete cura di conservare perché non venga meno il calore della convivenza familiare nei villaggi e nelle città”.

“A volte si constata, con una certa nostalgia, che il ritmo della vita moderna tende a cancellare alcune tracce di un passato ricco di fede – ha ammesso -. E’ importante invece non perdere di vista l’ideale che le usanze tradizionali esprimevano, e soprattutto va mantenuto il patrimonio spirituale ereditato dai vostri antenati, per custodirlo ed anzi renderlo rispondente alle esigenze dei tempi presenti”.

“Vi aiuti in questo la Vergine Maria, alla quale rinnovo l’affidamento della vostra Chiesa e dell’intera Nazione ceca”, ha concluso il Papa.