da Avvenire

«La testimonianza di Stefano, come quella dei martiri cristiani, indica ai nostri contemporanei spesso distratti e disorientati, su chi debbano porre la propria fiducia per dar senso alla vita». Lo ha ricordato il Papa all’Angelus, che ha guidato in piazza San Pietro per circa 20 mila fedeli convenuti all’appuntamento nonostante la pioggia. «Il martire – ha ricordato – è colui che muore con la certezza di sapersi amato da Dio e, nulla anteponendo all’amore di Cristo, sa di aver scelto la parte migliore. Configurandosi pienamente alla morte di Cristo, è consapevole di essere germe fecondo di vita e di aprire nel mondo sentieri di pace e di speranza. Oggi, invochiamo per questo l’intercessione – ha concluso il Pontefice – di Maria, Madre del Redentore e Regina dei Martiri».

«Santo Stefano – ha detto ancora il Papa – non ha esitato a dare la vita per amore del suo Signore e come il suo Maestro, muore perdonando i propri persecutori e fa comprendere come l’ingresso del Figlio di Dio nel mondo dia origine a una nuova civiltà, la civiltà dell’amore, che non si arrende di fronte al male e alla violenza e abbatte le barriere tra gli uomini, rendendoli fratelli nella grande famiglia dei figli di Dio».

L’appello all’Italia perché ritrovi «un clima di intesa e comunione». Papa Benedetto XVI ha rivolto, dopo l’Angelus di Santo Stefano, uno speciale saluto ai pellegrini italiani, augurando che “la sosta in questi giorni presso il presepio per ammirare Maria e Giuseppe accanto al Bambino, possa suscitare in tutti un rinnovato impegno di amore vicendevole e di reciproca comprensione, affinché all’interno delle famiglie e dell’ intera Nazione si viva quel clima di intesa e di comunione che tanto giova al bene comune». Già ieri, nell’augurio natalizio pronunciato in 65 lingue diverse, il pontefice aveva raccomandato all’Italia un «generoso impegno per la concorde costruzione di una società più giusta e solidale».

La donna che ha fatto cadere il Papa: «Non volevo fargli del male». «Non volevo fare del male al Santo Padre». Lo ha detto ai soccorritori e ai medici che le hanno prestato assistenza, una volta ricoverata in ospedale, Susanna Maiolo, la donna che ieri sera ha tentato di avvicinarsi al Papa facendolo cadere durante la messa di Natale in San Pietro. Chi ha avuto modo di parlarle la definisce «una persona disturbata» con un «pensiero distorto» che probabilmente l’ha portata a tentare per due volte di avvicinarsi al pontefice.

Susanna Maiolo, secondo fonti vaticane era giunta direttamente dalla Svizzera, dove abita, per assistere alla messa in Vaticano. Stessa cosa aveva fatto lo scorso anno, quando aveva compiuto un gesto analogo: durante la messa di mezzanotte del 2008 infatti, vestita con una giacca rossa molto simile a quella che indossava anche ieri, aveva scavalcato la transenna, ma era stata bloccata prima di potersi avvicinare ulteriormente a Benedetto XVI. La donna subito è stata subito trasportata all’ospedale S. Spirito e presa in cura dai medici del servizio psichiatrico di diagnosi. Dopo le prime cure farmacologiche è stata trasferita in una struttura protetta fuori Roma dove rimarrà ricoverata.

L’incidente. Tutto è avvenuto all’inizio della Messa della notte di Natale, all’ingresso della Basilica di San Pietro, tra lo stupore e l’agitazione generali. La donna svizzera ha saltato una transenna di legno mentre il Pontefice passava in processione e si è gettata sul Papa facendolo cadere a terra.Benedetto XVI è rimasto illeso e si è immediatamente rialzato, proseguendo la processione e portando a termine le due ore di funzione, mentre l’anziano cardinale Roger Etchegaray, 87 anni, che era nella processione col Papa, è stato ricoverato per la rottura del femore.

Immagini tv hanno mostrato la donna, con una giacca rossa, saltare la barricata con un balzo verso il Papa, che è caduto sul pavimento di marmo. La donna è stata poi fermata da una guardia della sicurezza mentre era a terra con il Santo Padre. Il portavoce del Vaticano padre Federico Lombardi ha spiegato che la donna, descritta come “instabile”, è la stessa che tentò un gesto simile alla messa di Natale dello scorso anno. Il Papa è stato aiutato a rialzarsi e dopo pochi secondi ha continuato la processione nella navata centrale per celebrare la messa ed è apparso calmo per il resto della ceremonia. La donna è stata fermata per essere interrogata dalla polizia del Vaticano.