Malta sia orgogliosa della sua difesa di vita e matrimonio, dichiara

di Roberta Sciamplicotti

LA VALLETTA, domenica, 18 aprile 2010 (ZENIT.org).- Incontrare Gesù rappresenta “un’esperienza  travolgente d’amore”, ha ricordato Benedetto XVI rivolgendosi questa domenica pomeriggio ai giovani di Malta e Gozo, incontrati al porto di La Valletta.

Il Pontefice è arrivato via mare, accompagnato da una delegazione di giovani, sulla nave “San Paolo”, che ha fatto ingresso nel porto scortata da una flottiglia di piccole imbarcazioni tipiche delle isole maltesi, mentre il Pontefice salutava la folla radunata sulla banchina, che sventolava bandiere bianche e gialle e scandiva il suo nome.

La voce dei giovani

Dopo la lettura del brano evangelico del giovane ricco (Mc 10, 17-22), sono intervenuti sette giovani che hanno chiesto al Papa consigli su come portare avanti la propria vita di fronte a situazioni diverse ma similmente difficili per le sfide poste dalla società.

Il primo giovane ha sottolineato che la Chiesa ha il grande merito di tener unita una grande varietà di persone, e ha chiesto come fare per continuare a soddisfare il desiderio di “cercare e scoprire la verità”.

Il secondo giovane e la terza ragazza hanno espresso un disagio derivante da situazioni molto diverse: quello dei ragazzi emarginati, che vivono situazioni difficili per aver vissuto un passato disordinato o in famiglie disgregate, per il fatto di avere una diversa identità sessuale o di essere immigrati e che si sentono ai margini della Chiesa e trattati come un “problema”, e quello dei giovani impegnati nelle attività religiose, che percepiscono un’esclusione dalla società proprio per questo loro impegno e chiedono consiglio al Papa per poter lasciare un segno nella Chiesa.

Si sono poi rivolti al Pontefice due giovani fidanzati, che hanno chiesto come essere fedeli alla vocazione coniugale in una società in cui la famiglia “sta subendo un cambiamento radicale” e viene messa in difficoltà in molti campi.

Hanno infine parlato al Papa due seminaristi, che hanno ricordato come in questo periodo i sacerdoti siano sotto attacco per lo scandalo degli abusi sessuali compiuti da alcuni di loro, lamentando che l’ammissione delle colpe sembra “non valga niente”.

Sottolineando l’ingiustizia di condannare tutta la comunità sacerdotale per le colpe di pochi, hanno chiesto al Papa come integrarsi in un contesto che “non riserva un posto per noi”.

La forza dell’amore

Nel suo intervento, il Papa ha voluto richiamare ai presenti la vita di San Paolo, del quale quest’anno si festeggia il 1950° anniversario del naufragio nell’arcipelago maltese.

“Un tempo egli era nemico della Chiesa ed ha fatto di tutto per distruggerla – ha osservato –. Mentre era in viaggio verso Damasco, con l’intento di eliminare ogni cristiano che vi avesse trovato, gli apparve il Signore in visione”.

“Tutta la sua vita venne trasformata. Divenne un discepolo fino ad essere un grande apostolo e missionario”.

“Ogni incontro personale con Gesù è un’esperienza travolgente d’amore”, ha dichiarato il Papa. “Dio ama ognuno di noi con una profondità e intensità che non possiamo neppure immaginare. Egli ci conosce intimamente, conosce ogni nostra capacità ed ogni nostro errore”.

“Poiché egli ci ama così tanto, egli desidera purificarci dai nostri errori e rafforzare le nostre virtù così che possiamo avere vita in abbondanza. Quando ci richiama perché qualche cosa nelle nostre vite dispiace a lui, non ci rifiuta, ma ci chiede di cambiare e divenire più perfetti”.

Non abbiate paura!”

San Giovanni, ha proseguito il Pontefice, dice che l’amore perfetto di Dio scaccia il timore (cfr 1Gv 4,18). “Perciò dico a tutti voi ‘Non abbiate paura!’”, ha esclamato.

“Certamente incontrerete opposizione al messaggio del Vangelo”, ha riconosciuto, constatando che “la cultura odierna, come ogni cultura, promuove idee e valori che sono talvolta in contrasto con quelle vissute e predicate da nostro Signore Gesù Cristo”.

“Spesso sono presentate con un grande potere persuasivo, rinforzato dai media e dalla pressione sociale”.

“Ecco perché dico a voi: non abbiate paura, ma rallegratevi del suo amore per voi; fidatevi di lui, rispondete al suo invito ad essere discepoli, trovate nutrimento e aiuto spirituale nei sacramenti della Chiesa”, ha detto ai giovani.

Difesa della vita

Benedetto XVI ha quindi ricordato che quella di Malta è una società “segnata dalla fede e dai valori cristiani”.

“Dovreste essere orgogliosi che il vostro Paese difenda sia il bambino non ancora nato, come pure promuova la stabilità della vita di famiglia dicendo no all’aborto e al divorzio”, ha detto ai ragazzi riuniti al porto di La Valletta.

“Altre Nazioni possono imparare dal vostro esempio cristiano”, ha aggiunto, ammettendo che nel contesto dell’attuale società europea “i valori evangelici ancora una volta stanno diventando una contro-cultura, proprio come lo erano al tempo di San Paolo”.

Accogliere la vocazione

Nell’Anno Sacerdotale, il Vescovo di Roma ha poi chiesto “di essere aperti alla possibilità che il Signore possa chiamare alcuni di voi a darsi totalmente al servizio del suo popolo nel sacerdozio e nella vita consacrata”.

“Riconoscete la profonda gioia che proviene nel dedicare la propria vita all’annuncio del messaggio dell’amore di Dio per tutti, senza eccezione”, ha invitato.

“Questa è la nobile vocazione di amore e di servizio che tutti noi abbiamo ricevuto – ha concluso –. Lasciate che ciò vi spinga a dedicare le vostre vite a seguire Cristo”.