Nell’udienza a una delegazione della Congregazione mariana di Ratisbona

ROMA, lunedì, 30 maggio 2011 (ZENIT.org).- “La cattolicità non può esistere senza un atteggiamento mariano”. E’ quanto ha detto questo sabato Benedetto XVI nel ricevere in Vaticano alcuni membri della Congregazione mariana maschile di Ratisbona.

Nel corso dell’udienza il Papa ha ricordato che, all’età di 14 anni, venne accolto da questa Congregazione. Erano gli anni bui in cui Hitler aveva già sottomesso gran parte dell’Europa. “Sembrava – ha osservato il Pontefice – che il continente fosse nelle mani di questo potere che poneva in forse il futuro del cristianesimo”.

Poco dopo essere stato accolto in seminario, era iniziata però la guerra contro la Russia e dunque la Congregazione era stata “dispersa ai quattro venti”. Essa, ha affermato, è tuttavia scomparsa solo esteriormente, rimanendo “come data interiore della vita”.

Questo “perché – ha detto Benedetto XVI – da sempre è stato chiaro che la cattolicità non può esistere senza un atteggiamento mariano, che essere cattolici significa essere mariani, che l’amore per la Madre significa che nella Madre e per la Madre troviamo il Signore”.

Una convinzione confermata nel Papa dagli studi di mariologia compiuti nel dopoguerra, e dall’influenza che hanno avuto Romano Guardini e il libro del parroco Joseph Weiger, “Maria, Mutter der Glaubenden”.

Benedetto XVI ha quindi rivelato che dopo la guerra, “la mariologia che si insegnava nelle università tedesche era un po’ aspra e sobria”. Una situazione, ha aggiunto, che credo “non sia cambiata molto” anche se ciò che spicca in Maria è la sua fede.

“Beata te che hai creduto!”, con le parole di Elisabetta il Papa ha sottolineato che Maria “è la grande credente”, colei che “ha concretizzato la fede di Abramo nella fede in Gesù Cristo, indicando così a noi tutti la via della fede”.

Maria, ha aggiunto, “ci ha indicato il coraggio di affidarci a quel Dio che si dà nelle nostre mani, la gioia di essere suoi testimoni”, il “coraggio di stare dalla parte del Signore quando egli sembrava perduto e proprio così rendere quella testimonianza che ha portato alla Pasqua”.

Il Papa ha affermato ancora che, specie durante le visite “ad limina” dei vescovi da tutte le parti del mondo, ha potuto sperimentare come le persone si affidino a Maria, la amino e attraverso di Lei “imparano a conoscere, a comprendere e ad amare Cristo”.

Imparano a capire che Maria continua “a mettere al mondo il Signore”, a portare Cristo nel mondo.