di Leone Grotti da www.tempi.it
Lord David Steel ha introdotto la legge nel 1967 che ha legalizzato l’aborto. Le critiche dei pro-life: «Sei un ingenuo» 

lord-david-steel-aborto-regno-unitoLord David Steel è il padre dell’aborto nel Regno Unito, avendo introdotto la legge del 1967 che lo ha legalizzato. Per la prima volta ha criticato gli sviluppi della stessa legge che lui ha voluto. Davanti alla cifra confermata dal ministero della Salute che attesta che il 36 per cento degli aborti in Inghilterra viene praticato su donne che hanno già abortito almeno una volta, Lord Steel ha commentato: «Questo è un problema crescente e assolutamente indesiderabile. Non era questo l’obiettivo della mia riforma, non volevo che l’aborto diventasse un sistema contraccettivo».

I NUMERI DELL’ABORTO. Nel 2011 nel Regno Unito sono stati portati a termine 189.931 aborti, di questi almeno 68.105 su donne che avevano già abortito. Rispetto al 2010, la pratica degli aborti ripetuti è cresciuta del 2 per cento, con un costo per il Sistema sanitario nazionale di un milione di sterline a settimana. Ci sono 17.241 donne che hanno avuto almeno tre aborti, 434 che ne hanno avuti sei e 76 che sono almeno all’ottava interruzione di gravidanza. Lord Steel ha espresso le sue critiche la scorsa settimana, durante un’interrogazione parlamentare con il ministro della Salute Earl Howe.

«LORD STEEL INGENUO». Josephine Quintavalle, la più nota esponente laica del movimento pro-life britannico, ha risposto così a Lord Steel: «David deve affrontare la realtà dell’aborto in questo paese, che non è offerto solo alle donne che ne hanno un drammatico bisogno ma a tutte. Se nel 1967 davvero non pensava che sarebbe finita così, allora è davvero ingenuo. Il problema è che tante persone pensano che non ci sia niente di male negli aborti ripetuti: se infatti se ne può avere uno, perché non di più?».

«NON C’È NIENTE DI MALE». A Lord Steel ha risposto anche Ann Furedi, amministratore delegato di BPAS, società leader nel Regno Unito che opera aborti con oltre 40 cliniche: «Si fa un’ingiustizia alle donne se si pensa che possano vivere una vita moderna ma non avere accesso all’aborto – afferma -. Troppi politici dimenticano che l’aborto fa parte della vita e se ci sono aborti ripetuti è perché le ragazze intorno ai 20 anni sono molto fertili e fanno fatica a gestire la loro fertilità con i soli contraccettivi». Infine il ragionamento che non fa una grinza: «Quando l’aborto è legale e facilmente ottenibile, non è né sorprendete né sbagliato che le donne vi accedano».