“Svizzera e Olanda danno lo stop ai simboli che contrastano il cristianesimo”
Angelomauro Calza (Il Giornale di Sardegna, 16\03\2010)

Riceve amici e giornalisti nel suo quartiere generale, in un hotel di Potenza. Secondo piano.Prima però, tappa nella hall per i controlli, limitati all’esibizione dei documenti d’identità, un atto dovuto: Magdi Cristiano Allam è il civile più scortato d’Italia dopo le minacce di morte ricevute dagli integralisti islamici.

L’impressione è che l’europarlamentare candidato presidente “guastafeste” alla Regione Basilicata sembra non lasciare niente al caso.

Come spiega l’impennata dell’estrema destra in Olanda e l’esito del referendum in Svizzera che impedisce la costruzione dei minareti?

Io a questi due fatti ne aggiungerei un terzo: la sentenza della corte per i diritti dell’uomo di Strasburgo che impone all’Italia di non affiggere i Crocifissi.

Chiariamo meglio?

Sono cose che sono accadute in parallelo. L’esito del referendum in Svizzera non è un “no” alla libertà di culto né alla presenza di moschee. E’ un no a un simbolo, la mezzaluna, percepito come contrasto alla religione cattolica, al cristianesimo, in cui gli svizzeri si riconoscono al punto che la croce è presente sullaloro bandiera.

E per quel che riguarda l’Olanda?

Beh, spiegare l’ascesa di Geert Wilders, del Pvv, richiede una rivisitazione del concetto di estrema destra. Non significa riportare nell’Europa comunitaria fascismo, nazismo, negazione dei diritti fondamentali della persona. Non definirei Wilders di estrema destra. Paradossalmente lo definirei un estremista liberale che combatte il radicalismo  islamico in quanto negazione di democrazia e libertà. Si deve essere obiettivi: c’è una quota significativa di popolazione olandese che lo vota come alfiere di libertà e democrazia in un contesto dove è radicato il terrorismo islamico. Ci sono ghetti in cui vivono solo turchi e marocchini, che hanno creato uno Stato nello Stato. Lo stesso sindaco di Rotterdam è islamico e il 45% della popolazione a Rotterdam è di fede islamica. Di tutto questo gli olandesi sono preoccupati.

Quindi noi europei vivremmo una grande contraddizione?

Certo. Da una parte non si fanno affiggere i Crocifissi come se ci vergognassimo delle nostre radici giudaico cristiane, dall’altra ci si scandalizza e si condanna chi vuole mettere un argine all’Islam come identità dell’Europa, come nel caso dei minareti in Svizzera e infine si provoca una reazione forte da parte di quegli europei che sono preoccupati e che vogliono riconoscersi nella croce. Il cristianesimo è fondamento dei diritti, della cultura e della civiltà liberale.

Così non si rischia di sfociare in una sorta d’ integralismo cattolico?

Se si intende una comunità vasta che pratica un percorso di vita legato all’applicazione rigorosa dei Vangeli e degli insegnamenti di Cristo non utilizzando come strumento la violenza, allora potrebbe darsi, ma non può assollutamente essere accostato all’integralismo islamico. Anche l’ateismo e il relativismo sono possibili solo perché l’Europa ha radici cristiane. Se ci fosse l’islamismo non ci sarebbe alcuna libertà.

E un bel giorno Magdi Cristiano Allam decide di correre per la presidenza della Regione Basilicata…

Sì, è successo quasi per caso, mi venne chiesto a Benevento il 15 gennaio, a margine di un convegno, da tre esponenti del movimento La Grande Lucania.

Ma dica la verità, come è andata la storia della telefonata in diretta a Porta a Porta in cui lei annunciò la sua candidatura?

Dopo i necessari passaggi politici il 15 gennaio alle 12.15 ricevo la telefonata di Gianni Letta che mi dice: “Berluscono sostiene la tua candidatura”. Nel pomeriggio, alle 17.30, mi viene data da La Russa e Verdini la conferma del sostegno del Pdl lucano. Quindi latelefonata a Porta a Porta. Poi nei giorni seguenti arrivòil non gradimento di Fini e dell’ala finiana fino al 25 gennaio, quando con un comunicato ufficiale il Pdl indicava in Nicola Pagliuca il suo candidato. A quel punto ho compreso che il Pdl aveva scelto di perdere, in quanto l’ostacolo non era la sinistra, ma un sistema consociativo in logica politica concepito come spartizione del potere. E ho detto: “meno male che non c’è stato l’accordo”.