di Maurizio De Santis
Tratto da Giustizia Giusta il 24 settembre 2009

Un politico di razza sa tenersi aperte tutte le porte. E sa chiuderle  quando esse danno accesso ad un baratro piuttosto che ad un’opportunità.

Dopo aver condiviso, a lungo, con l’elettorato islamico salda intesa, i Verdi olandesi hanno qualche dubbio sulla coerenza dei loro programmi con quelli proposti dall’islam politico.

I politici rosso-verdi (che gestiscono moltissime municipalità), non possono più ignorare il clamoroso successo ottenuto dal controverso Geert Wilders, alle ultime elezioni europee.

Ecco allora la presidente del Movimento ecologista, Femke Halsema (foto), rilasciare ad un quotidiano gratuito in lingua persiana, un’insolita critica verso il mondo musulmano.

Halsema, ha detto, chiaro-chiaro, che l’islam costituirebbe “intrinsecamente un problema” per la democrazia olandese.

Al giornalista che, piuttosto sorpreso, obiettava come la sinistra progressista non avesse mai mosso critiche del genere contro l’islam ortodosso, Halsema ha risposto: “Siamo critici. Sono, con Geert Wilders, uno dei rari politici capaci di denunciare l’Arabia Saudita per le sue violazioni dei diritti delle donne. Per quanto mi riguarda – ha aggiunto – farò sempre una vigorosa campagna contro qualsiasi introduzione della Sharia sul suolo olandese”.

Non paga, Halsema ha evidenziato come già in un dibattito del 2006, essa considerò musulmani fondamentalisti, cristiani fondamentalisti americani e la Chiesa cattolica romana, come l’ “Asse del Male religioso”, poiché opprimono la donna.

Aggiungendo che fu “un dibattito che, all’epoca, mi causò più di qualche difficoltà”.

Dunque il panorama politico olandese si arricchisce di una nuova variabile.

All’indomani dell’elezione di Ahmed Aboutaleb, (di chiare origini marocchine), alla guida di Rotterdam, i circoli politici olandesi hanno verificato il peso del voto islamico e, soprattutto, la sua compattezza, sconosciuta alle altre organizzazioni politiche locali.

Il mondo islamico olandese, difatti, superata la fase di collaborazione utilitaristica con le sinistre locali, tende a mettersi in proprio nella gestione della politica nazionale. Lo sta facendo fondando il Partito musulmano olandese (Nmp) che, avendo natura confessionale, presenterà il programma politico tra qualche giorno e quindi subito dopo la fine dell’appena concluso Ramadan.

Sono i “nuovi verdi” (tonalità sacra all’islam), con molti più punti in comune con le organizzazioni politiche di ispirazione cristiana che non con i nipotini ecologico-marxisti.

Temi quali la difesa della vita, organizzazione sociale, fede, eutanasia, procreazione, diritti di gay e lesbo (dall’adozione al matrimonio), e santi benedetti (è il caso di dirlo) trovano l’islam assai più a ridosso delle Chiese cristiane che non ai centri sociali stile “soccorso rosso”.

Un certo brivido ha cominciato a serpeggiare nella schiena delle sinistre batave, tentate di “non pensare all’elefante”, pur di non prendere atto di essere stati “utili idioti” di sempre.