Sharon Mollerus da Il Sussidiario.net

Con una decisione chiave da un punto di vista giuridico, il giudice federale Vaughn Walker, del Distretto della California, ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta “Proposition 8”.

Questa legge, votata in un referendum popolare con il titolo “The California Marriage Protection Act”, definiva il matrimonio come l’unione di un uomo e una donna. Il referendum fu indetto dopo che una sentenza della Corte Suprema della California aveva affermato il diritto delle coppie omosessuali a contrarre matrimonio. Peraltro le unioni di fatto già offrono in California alle coppie omosessuali gli stessi diritti legali riservati alle coppie sposate eterosessuali.

La “Proposition 8” fu approvata con il 52% dei voti dopo una rumorosa e costosa campagna pubblica. Il Governatore Schwarzenegger e il Procuratore Generale Jerry Brown, pur imputati come rappresentanti dei cittadini della California nella causa intentata da alcuni contro la “Proposition 8“, non si sono tuttavia impegnati in difesa del referendum. Quattro esperti chiamati a testimoniare in favore del matrimonio tradizionale si sono ritirati dopo che il giudice ha deciso che le udienze sarebbero state riprese e trasmesse su YouTube.

Il sessantacinquenne giudice, che si dice sia omosessuale, ha sentenziato che la legge discrimina senza ragione le coppie gay. In base alle testimonianze ha concluso che i figli di coppie omosessuali non manifestano problemi nello sviluppo e che gli argomenti morali contro il matrimonio gay non sono rilevanti. “È provato che la ‘Proposition 8’ promulga, senza ragione, una concezione morale privata secondo la quale le coppie omosessuali sono inferiori a quelle eterosessuali”, scrive il giudice.

La Conferenza Episcopale Cattolica della California ha espresso sgomento per la sentenza: “Che il giudice possa considerare il matrimonio – istituzione pubblica da sempre nelle civiltà – irrazionale e discriminatorio è una grande ingiustizia per la stessa istituzione e finirà per incoraggiare ulteriormente la disintegrazione delle famiglie basate sul rapporto padre-madre. Senza dubbio gli omosessuali hanno diritto all’amore, alla compagnia e al supporto di un’altra persona, ma i tribunali non hanno il diritto di distorcere il significato del matrimonio”.

La dottoressa Jennifer Roback Morse del Ruth Institute afferma: “Il ragionamento con cui il giudice Walker ha annullato la ‘Proposition 8’ rende evidente la sua incomprensione dell’essenziale scopo pubblico del matrimonio, che è di unire padre e madre ai loro figli e tra loro. Il giudice sostituisce questo scopo pubblico con obiettivi privati rappresentati da sentimenti e desideri degli adulti. Quando il giudice Walker e quelli del suo stampo avranno finito non rimarrà del matrimonio nient’altro che un registro governativo di amicizie. Il problema fondamentale dell’unità dei figli con padre e madre sarà del tutto messo da parte e dovrà essere risolto in qualche altro modo”.

La “Proposition 8” è stata fortemente sostenuta dai votanti neri e frequentatori di una chiesa. Un’organizzazione per i diritti dei gay ha recentemente analizzato i risultati dei sondaggi sul voto, scoprendo che una larga parte dei votanti che si sono spostati durante l’intensa campagna media delle ultime sei settimane è rappresentata da Democratici con figli in casa sotto i 18 anni e che si dichiaravano preoccupati che lo stile di vita omosessuale venisse promosso nelle scuole. Il rapporto ha anche scoperto che, a causa di una certa confusione tra “sì” e “no”, i risultati dei sondaggi erano più vicini al 54% in favore del referendum.

Al centro della questione è una definizione di matrimonio che avrà ampi effetti sociali, a cominciare dalle adozioni, l’educazione nelle scuole pubbliche e il lavoro. Roger Severino del Becket Fund for Religious Liberty, la prestigiosa Fondazione che si occupa della difesa dei diritti religiosi, ha dichiarato: “Il semplice cambiamento della definizione di matrimonio apre la porta a un’ondata di cause legali contro istituzioni religiose sulla base delle leggi che vietano la discriminazione sulla base della situazione familiare e degli orientamenti sessuali. In più, istituzioni religiose che rifiutino di riconoscere la nuova definizione imposta dallo Stato potrebbero essere escluse dai programmi governativi, vedere ritirate le esenzioni fiscali e perfino perdere la possibilità di celebrare matrimoni civili”.

Il giudice Walker ha affrontato, nella sua sentenza, il tema della libertà delle istituzioni religiose di celebrare matrimoni in osservanza della Costituzione della California: “Accordare alle coppie omosessuali l’opportunità di ottenere la qualifica di matrimonio non lede la libertà religiosa di nessuna organizzazione, funzionario o persona religiosa; a nessuna religione verrà richiesto di cambiare le sue politiche o pratiche religiose relative alle coppie omosessuali e a nessun officiante religioso verrà richiesto di celebrare matrimoni che contraddicano le sue convinzioni religiose”.

Da entrambe le parti si pensa che alla fine il caso verrà portato davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, anche se il prossimo passo sarà davanti alla Corte di Appello del Nono Circuito. Ci si chiede se la Corte Suprema sia pronta a muoversi oltre l’opinione pubblica, e molto dipende dal voto del giudice Anthony M. Kennedy, noto per una serie di decisioni contro le discriminazioni verso gli omosessuali.