di Riccardo Paradisi
Tratto da cronache di Liberal del 12 agosto 2009

«Molti purtroppo non hanno capito che cosa è il nichilismo». Il filosofo Giovanni Reale  replica così a chi tra gli altri Adriano Sofri ieri sulla prima pagina di Repubblica – sostiene sia stato arbitrario da parte del Pontefice far derivare il male totalitario dal nichilismo e l’l’autopromozione dell’uomo a Dio dall’ateismo seppure umanistico.

«Non hanno capito il nichilismo, non lo hanno visto in faccia quelli che oppongono al Joseph Ratzinger queste letture edulcorate del nichilismo. Non hanno compreso la terribile annunciazione fatta da Nietzsche, il filosofo per eccellenza del nichilismo: la morte di Dio, la trasmutazione di tutti i valori, la fedeltà alla terra come unico principio di realtà».

Giovanni Reale nel suo studio La saggezza antica (Raffaello Cortina) ha dimostrato in modo analitico che tutti i mali dell’uomo di oggi derivano appunto dal nichilismo, l’ospite più inquietante come lo chiamava appunto Nietzsche, il suo vero, incompreso e terribile profeta. «Il nichilismo – riflette Reale – non è una semplice posizione filosofica, è un modo di pensare, di essere, di vivere che può assumere molte forme ma la cui sostanza resta identica a se stessa. Ebbene questa sostanza è il nulla. Molti usano il concetto nichilista in una maniera a cui sfugge questa essenza abissale dentro cui non c’è un principio né un fine, non c’è una verità, non c’è un senso. Il nichilismo è un buco nero che risucchia tutto, relativizza e disintegra quelli che noi siamo soliti chia- mare i valori e i principi umani, che cancella ogni ontologia e ogni metafisica». Il nichilismo è la morte di Dio «Ma non solo del Dio cristiano – specifica Reale rispondendo così a chi nella sua replica al Papa parla di altri umanesimi religiosi – ma di ogni possibile Dio. Di ogni possibile idea di Dio e quindi di ogni valore e di ogni ideale. Camus era uno psicologo metafisi- doco di altissimo livello: se anche non c’è Dio – diceva – io credo nei valori. Ma Camus che aveva ben compreso la trappola aggiungeva che questa è una finzione: se i valori non sono agganciati a dio, a una verità, al principio dell’essere, sono valori revocabili, storici, convenzionali. Non valori. Valori artificiali che vengono dal nulla e vanno nel nulla. Quando sento molti ragazzi fare professioni di scetticismo programmatico sento al lavoro il nichilismo. Il nichilismo può prendere diverse forme: minimalismo, ideologia, pensiero debole, relativismo, libertarismo. Maschere. Ma se strappi la maschera sotto trovi il niente. Nietzsche le chiamava le maschere d’oro del nichilismo. Sirene che alla fine traggono nell’abisso».

«Far coincidere il nazismo con il nichilismo riduce e offusca l’orrore nazista» scrive Sofri. «La morte di Dio – dice Reale – doco assoluta. Se tu cancelli i principi ma se non ti inganni ti accorgi di essere ormai in un vicolo cieco. Non c’è più un punto solido di riferimento. Se niente esiste tutto è permesso». Reale rimanda a Platone: «Aveva capito: la libertà non è un valore assoluto. Quando non s’aggancia a una verità diventa licenza, arbitrio. E relativizzando la verità l’arbitrio apre le porte alla demagogia dei sofisti e all’arrivo dei tiranni». Vedere i totalitarismi del ventesimo secolo in questa ottica non li assolve, piuttosto smaschera il loro cuore di tenebra. L’origine della loro lunga marcia fino al loro esplodere in superficie nella modernità.

«Ha fatto un grande effetto – continua Reale – che il Papa abbia detto che i lager sono stati l’inferno sulla terra. L’inferno è la cancellazione del bene, l’arbitrio assoluto a costo dell’olocausto degli altri. Lo sganciamento totale dalla verità. Il demonio è un angelo che si è ribellato a Dio: l’uomo che si è fatto dio lo segue. L’essenza del nichilismo è questa. Il nichilismo non è solo pensare il niente ma anche volere il niente. Quei ragazzi che lanciavano i massi dal cavalcavia sono segnali di un mondo accesso dal nichilismo. Alla domanda perché aveva fatto questo, all’obiezione che non c’era più il nesso tra causa e effetto, uno di loro ha risposto: “Ci sentivamo di fare così”. L’animalità, capisce? Un pensiero che non c’è più, un sentire che diventa azione. Istintualità pura. Come i surrealisti. Sparare dalla finestra al primo che passa. Ieri provocazione di un elite oggi fenomeno diffuso. Il fine del nazismo era togliere Dio dal mondo e mettere al centro la bestia bionda da preda profetizzata da Nietzsche». Ma non è solo stato il nazismo, nel Novecento degli orrori, a produrre l’inferno sulla terra. «ll comunismo ha fatto lo stesso: la creazione del nemico oggettivo, da nullificare nel gulag, il dissidente da riprogrammare nel campo di lavoro o nel manicomio. I figli che denunciano i padri perché in casa si parlava ancora di Dio». Infine Reale fa una critica al metodo di chi polemizza con il professor Ratzinger: «Ho una grande stima di giornali come Repubblica ma quando Repubblica parla di problemi religiosi sembra non capire cosa siano, li riduce a politica, sociologia. A chi fa questa operazione risponderei con Heidegger: “Se uno non ha un minimo di esperienza religiosa tenga giù le mani dai problemi religiosi”. È come chiedere a un cieco di parlare della luce o a un sordo di parlare della musica».