L’11 febbraio 2012, giorno in cui si ricorda la Beata Maria Vergine di Lourdes, la Chiesa Italiana celebra la “20° Giornata Mondiale del Malato” istituita il 13 maggio 1992 dal Beato Santo Padre Giovanni Paolo II° con l’intento di sensibilizzare il mondo civile e cristiano a dare una efficiente assistenza a chi è in sofferenza nel corpo e nella mente.

 

«Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!» (Lc 17,19)

In un mondo, quello odierno, nel quale la speranza è molto fragile, è importante che la comunità cristiana tenti di acquisire dalla Fede la ragione di intravvedere la spiga nel seme di senape che marcisce, “sull’esempio di Cristo che si è chinato sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle” mentre “tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore” (Messaggio del S.Padre in occasione della “XX° Giornata Mondiale del Malato” 20 novembre 2011 )

Insiste un firmamento buio di speranze per il malati, specie per quelli colpiti nella mente, e nel disagio dei loro familiari e la comunità cristiana in questa “Giornata” è interpellata ad essere coadiuvante nel contesto della emarginazione cui sono sottoposti questi “malati”.

Da quasi 34 anni il n/s Paese non risolve questa “patata bollente” e “dimentica” che questi “ultimi fra gli ultimi” spinti dalle leggi 180 e 833 del 1978 fuori dal contesto civile, sono alla ricerca di un posto dignitoso sia nella mappa della sanità nazionale, come nella società.

Dopo il varo delle leggi che hanno “allontanato” i “pazienti” accompagnati da polemiche ideologiche ed umanitarie, purtroppo tutte le Istituzioni hanno latitato, lasciando incancrenire la piaga e seppellendo nel silenzio drammi consumati nella solitudine delle famiglie e passando nell’indifferenza su evitabili tragedie.

Quante morti ? E su quali coscienze ora pesano ?

Il “problema” ha una sua forma educativa e di riforma, parola oggi molto in voga !

 

Educativa in quanto è necessaria la comunicazione con il “diverso” onde evitare azioni di emarginazione nei riguardi di persone bisognose di comprensione, affetto, stima e molta pazienza ; di riforma, che richiediamo nelle n/s Petizioni in modo di creare ambienti che diventino centri di cura  e salute dove si rispetti la dignità della persona e si instauri un cammino di solidarietà verso la famiglia dell’ammalato. Lo fanno tutti ? ( A parole molti, a fatti molto pochi o niente ! ).

Le strutture alternative promesse da quelli leggi, come day hospital, centri diurni per la cura e riabilitazione sociale, luoghi di residenze protette ed assistite ed “altro”, per ora sono rari e molto carenti in alcune Regioni, nel Sud specialmente.

E’ evidente che si deve innestare nella n/s società una cultura che non crei un “malato” un cittadino di “serie inferiore”, ma che dia alle famiglie quel supporto di solidarietà che contribuisca a far ri-nascere la speranza nel tunnel tenebroso che è in atto.

Non dimentichiamo, mai, come il Dostojevskij diceva che “una Nazione dimostra il proprio grado di civiltà da come tratta i malati mentali “.

Ma anche la comunità cristiana deve dare un sussulto di carità accogliente e dare voce a quanti non ne hanno, i quali non devono subire a titolo di elemosina, l’appagamento di un sacrosanto diritto di cittadino debole e fragile, che per noi cristiani è un membro ferito della n/s comunità, e come dice il S. Padre “E’ importante che i sacerdoti che prestano la loro delicata opera negli ospedali, case di cura e presso le abitazioni dei malati si sentano Ministri degli Infermi “ e deciso “ l’invito ai Pastori ad essere sempre più disponibili alla loro celebrazione per gli infermi”.

Termino continuando con le autorevoli, sagge parole di Papa Ratzingher nel Messaggio “ E mi preme aggiungere che, nell’attuale momento storico-culturale, si avverte anche più l’esigenza di una presenza ecclesiale attenta e capillare accanto ai malati, a tutela della vita umana in tutte le fasi, dal suo concepimento alla sua fine naturale (dal Vaticano 22 novembre 2009 Solennità di N.S.Gesù Cristo Re dell’Universo).

Previte

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