Vengono promossi progetti contro la prostituzione finanziati dalla giunta Errani. Bignami (Pdl): “Pensavo fosse uno scherzo, invece è tutto vero”

Tratto da Il Resto del Carlino dell’8 gennaio 2011

Cosa ci fa il logo ufficiale della Regione Emila-Romagna accanto al trans ferrarese Kelly, al superdotato parmense Rocco e alla procace Juliana, che riceve amici generosi a tutte le ore in quel di Milano Marittima? Se lo è chiesto il vicecapogruppo del Pdl in viale Aldo Moro, Galeazzo Bignami, che ha raccolto la segnalazione di un cittadino, piuttosto sorpreso nel trovare la dicitura istituzionale dell’Ente sulla home page del sito ‘Piccole trasgressioni’.

Per chi non lo conoscesse, il portale pubblica annunci destinati ad un pubblico adulto, con nomi, numeri di cellulari e foto decisamente esplicite di chi offre compagnia: donne, uomini e trans. Scorrendo la pagina principale, dopo una rassegna di seni e glutei, si trova un banner con le scritte ‘Project inVisibile’ e Regione Emilia-Romagna. «Per progetti contro la prostituzione la Regione spende 2,8 milioni di euro — attacca Bignami —. Spero che non siano serviti anche a pagare quel banner e vorrei che qualcuno ci spiegasse cosa ci fa lì quel logo. I progetti, peraltro, sono condivisi da una serie di soggetti istituzionali ma nessun altro ha messo la propria firma in quel contesto. Quando mi è stato segnalato pensavo fosse uno scherzo ma poi ho verificato che è davvero così». Il consigliere del Pdl annuncia  un’interrogazione a tambur battente: «Chiederò se e quanto è stato pagato per tale servizio, di rivedere complessivamente le politiche della Regione in materia e se, dato che il progetto mi risulta sia scaduto, è legittima la presenza del logo». Le perplessità di Bignami derivano anche dal fatto che il sito a cui rimanda il banner reca una serie di indicazioni rivolte a chi svolge la professione più antica del mondo: ed esempio, notizie di sentenze che cancellano i fogli di via alle lucciole e documenti conditi da riferimenti politici contro Berlusconi: «E’ così che si combatte la prostituzione?», chiede il consigliere.

Il link ‘incriminato’ rimanda al sito www.lucciole.org, che fa capo al Comitato per i diritti civili delle prostitute Onlus. Il progetto ‘inVisibile’ è di carattere sanitario ed è indirizzato a chi ‘esercita’ in casa. «Non c’è nessuno scandalo — afferma Pia Covre, leader del Comitato —. Il banner è legato a un progetto importante che ha lo scopo di dare punti di riferimento a persone in difficoltà che di solito non ne hanno. Ci è stato chiesto di diffonderlo e il sito ‘Piccole trasgressioni’, che è molto frequentato, ce lo pubblica gratuitamente. Noi portiamo avanti progetti con diversi soggetti pubblici e il logo mi è stato fornito su un file così come si vede. Noi ci battiamo per il riconoscimento dei diritti civili delle prostitute, nel rispetto della legge Merlin».