di Berlicche

Mio caro Malacoda, quando non sai una cosa stimala. Non nel senso di apprezzarla, nel senso di stabilire a tua scelta le dimensioni del fenomeno. In Italia, dice un quantitativamente significativo (due pagine) articolo di Repubblica, sono tornati gli aborti clandestini. La cosa a noi non può che fare piacere, ma il trucco c’è e purtroppo è evidente. Il tono perentorio del titolo “Aborti clandestini raddoppiati in cinque anni, sono 40 mila nel 2012” sembra non lasciare spazio a dubbi. Ma non è supportato da cifre accertate, bensì da stime. Ovvio, se un dato è clandestino come fai a denunciarne la consistenza? Vuol dire che lo conosci, ma se lo conosci lo puoi combattere. Il dato clandestino viene quindi “stimato” e diventa una bandiera buona per tutte le battaglie. E se le stime “ufficiali” non bastano, le si raddoppia. Gli aborti clandestini in Italia secondo il ministero della Salute (stima ufficiale) sono 20.000? No! “In realtà” sono 40.000 (stima libera).

Con le stime degli aborti clandestini abbiamo nel tempo frastornato gli italiani: negli anni Settanta variavano dai tre milioni a 16 mila casi annui. Con la stessa approssimazione, le donne decedute ogni anno a causa dell’aborto oscillavano da 11 mila a 25 mila. Nel 1973 uno studio allora considerato autorevole stimava in 20 mila le donne morte di aborto e in 1.200.000 gli aborti annui. Chi si è preso la briga di verificare questi numeri – bastava una divisione – ha scoperto che implicavano un tasso medio di abortività che coinvolgeva tutte le donne italiane, le quali avrebbero praticato nella loro vita almeno 8 aborti clandestini. Quanto alle morti per aborto, nel 1972 le donne in età feconda (15-49 anni) decedute “realmente” furono in tutto 15.116, 10 mila in meno del dato stimato di 25 mila decedute per pratiche abortive. Di quelle 15 mila, 409 risultavano morte di gravidanza o parto, tra queste vanno conteggiate quelle dovute ad aborto clandestino, qualche decina. La legge 194 fu approvata nel 1978, nei primi cinque anni di applicazione aumentarono sia il numero assoluto degli aborti sia i tassi e i rapporti di abortività. Il massimo fu raggiunto nel 1982: 234.801 aborti, abortivano 17 donne su 1.000 (15-49 anni), i bambini abortiti erano 380 ogni 1.000 nati vivi. La cifra di oltre duecentomila aborti legali fu giustificata con l’assorbimento dell’abortività clandestina.

Ma se erano un milione la matematica dice, direbbe, che quelli clandestini rimasero 800 mila. Riducemmo allora la vecchia stima. Oggi torniamo ad alzarla e abbiamo già trovato i colpevoli. Prontamente li abbiamo additati alla pubblica opinione: sono troppi i medici italiani che fanno obiezione di coscienza rendendo inapplicabile la legge 194, e costringendo così le donne che vogliono abortire a rivolgersi a strutture clandestine, dalla mafia cinese a ricchi studi ginecologici. Detta così però, caro nipote, sembra più l’inizio di una battaglia per vietare l’obiezione di coscienza (anche dei medici donna), una battaglia non proprio liberale, che un nuovo passo avanti verso la totale e completa autodeterminazione delle donne. Occorre ristudiare la strategia. Studia.

Tuo affezionatissimo zio Berlicche

Fonte: Tempi.it