Nel dibattito innescato in Cile dopo la decisione del supremo organismo amministrativo che vieta ai Comuni la distribuzione della cosiddetta “pillola del giorno dopo”, decisione che il governo appoggia con lo scopo di combattere le gravidanze di adolescenti, in particolare tra i settori sociali più poveri, è intervenuto ieri l’arcivescovo di Santiago, cardinale Francisco Javier Errázuriz.

Il porporato si domanda: “Perché tanta urgenza quando le esperienze di distribuzione di massa della pillola in altri Paesi, oltre agli effetti collaterali che lascia, non ha contribuito a diminuire le gravidanze adolescenziali?”. Le parole del porporato arrivano dopo che le autorità, a conoscenza della decisione dell’organismo amministrativo (“Contraloria general della Repùblica”), hanno annunciato che si procederà a introdurre l’uso e la distribuzione del prodotto tramite una legge con carattere urgente. “Ciò che serve, spiega il cardinale Francisco Javier Errázuriz al quotidiano “La Segunda” in un’ampia intervista, è da un lato il rispetto e dall’altro, una riflessione serena senza far ricorso alla fretta di una legge urgente”. Ribadendo che la Chiesa non tacerà mai di fronte al dovere di difendere sempre la vita, poiché è un mandato contenuto nel Decalogo, il porporato rileva che la strada maestra per promuovere e proteggere questo dono supremo di Dio, “sono la maternità e la paternità responsabili”; dunque, l’educazione di tutti, in particolare delle nuove generazioni, che insegna a rispettare i valori più alti dell’esistenza umana cominciando proprio da quello che la stessa “vita” rappresenta. In risposta alle domande sulle posizioni dei candidati alla presidenza della Repubblica riguardo a questi valori da difendere e da proteggere l’arcivescovo ritiene che la questione “sia stata toccata in modo più o meno confuso”. “Mi rifiuto di pensare che non siano in grado di percepire la verità e la gravità della materia. A volte hanno sostenuto delle posizioni per così dire ‘aperte’ spiegando che trattandosi di questioni che riguardano tutti i cileni, in quanto politici, non dovrebbero farsi guidare da convinzioni religiose”. Al riguardo, ha osservato il porporato “non vorrei chiudere quest’intervista senza ricordare e ribadire parole molto illuminate di Papa Benedetto XVI sui “principi non negoziabili”. E citando un brano del discorso del Santo Padre del 30 marzo 2006, il cardinale Francisco Javier Errázuriz ha sottolineato: “Questi principi non sono verità di fede anche se ricevono ulteriore luce e conferma dalla fede. Essi sono iscritti nella natura umana stessa e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Al contrario, tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia stessa”. (A cura di Luis Badilla)

© Radio Vaticana