di Vittorio Lodolo D’Oria*

Il Cardinale Caffarra denuncia la deriva dell’Europa: solo il voto a Io amo l’Italia può arginarla

Ci siamo cascati tutti (o quasi) in quel devastante inganno chiamato Europa. Eppure il biglietto da visita non lasciava dubbi: nella costituzione europea non si era voluto dare spazio al riconoscimento delle profonde e inestirpabili radici giudaico-cristiane del vecchio continente. Pazienza, ci dicevamo, i benefici saranno di tipo pratico, cioè economico e finanziario. Sbagliato. L’effetto della moneta unica si fa subito sentire contraddicendo le più auree aspettative: costi delle merci raddoppiati e potere d’acquisto delle famiglie dimezzato; speculazioni finanziarie ed immissione di titoli derivati-tossici sul mercato. Ne discendono famiglie stremate, piccole e medie imprese fallite, disoccupazione alle stelle, ricorso agli ammortizzatori sociali per la grande industria, PIL in forte calo e debito pubblico ai massimi livelli. Un disastro totale. Basta così? Nemmeno per sogno. Ha infatti ragione da vendere il cardinal Vallini (vescovo vicario della diocesi di Roma) ricordandoci nell’intervista al Corriere della Sera del 18.01.13 che la crisi, prima ancora che essere economica, è innanzitutto morale. Dopo i “traumi” familiari del dopoguerra, col riconoscimento giuridico del divorzio prima (1970) e dell’aborto poi (1978), la nuova Europa oltre alla moneta unica  ci spinge immediatamente ad adottare una legge antiomofobia (che di fatto c’impedirebbe anche di insegnare il Catechismo della Chiesa Cattolica nelle nostre parrocchie), a riconoscere giuridicamente le coppie di fatto, così come i matrimoni omosessuali con relativa facoltà di adottare bimbi. Il tutto senza dimenticare in seconda battuta l’eutanasia, il divorzio express, la procreazione medicalmente assistita (leggasi eugenetica) e le altre amenità che sono di là da venire (non dimentichiamo infatti che anche la pedofilia può essere sdoganata come l’omosessualità, trattandosi di un “orientamento sessuale”, e che, in quanto tale, non può essere discriminato). La Corte di Strasburgo e la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo stabiliscono arbitrariamente cosa è discriminazione e cosa non lo è, finendo con l’equiparare l’incomparabile (coppie etero con coppie omo) e così istituzionalizzare il falso (Card. Caffarra). Le famiglie omosessuali vengono quindi insignite degli stessi diritti di quelle etero, ivi inclusa l’adozione. Il minore è trasformato d’ufficio in un tamagochi e può essere così affidato a chicchessia, poiché il diritto alla genitorialità dell’adulto non può mai venire meno, tanto più sulla base dell’orientamento sessuale che, mai ed assolutamente, può costituire in sé oggetto di discrimine.

Questo è stata per noi italiani l’Europa: un cavallo di Troia per laicizzare ed impoverire economicamente ed eticamente il nostro Paese che oggi appare riprecipitato nella condizione di una primordiale Babilonia.

A tirare le somme di questa pericolosissima situazione sono il pontefice (con la sua omelia pre-natalizia del 21.12.12, davanti alla Curia romana, sul pericolo dell’ideologia del gender), ed i più alti prelati della Chiesa Cattolica. Il cardinal Bertone, davanti alle aperture legislative di Francia e Inghilterra sul matrimonio omosessuale, avverte che la società si trova sull’orlo del baratro. Il cardinal Caffarra, nel suo appello al voto cattolico responsabile in occasione delle elezioni politiche (19.02.13), avverte drammaticamente che la vicenda culturale dell’occidente è giunta al capolinea, poiché si tratta di una grande promessa largamente non mantenuta. L’arcivescovo di Bologna sostiene inoltre il bisogno di costruire un nuovo edificio e non sarà mai perdonato ai cristiani di essere culturalmente irrilevanti nella difesa assoluta dei principi non negoziabili (vita, famiglia e libertà educativa).  Fa eco uno sconsolato Mons. Crepaldi, arcivescovo di Trieste, che di fronte al fallimento di Todi 3 e alla conseguente diaspora dei cattolici nei diversi schieramenti che si presentano alle urne, non può fare a meno di constatare (La Nuova Bussola Quotidiana del 20.02.13) le idee di un popolo cattolico confuso, ovvero opportunista e machiavellico, volto ad inseguire il proprio tornaconto piuttosto che il bene comune. L’appello dell’arcivescovo si conclude con l’invito ai cattolici ad impegnarsi nella ricostruzione della partecipazione politica attiva già a far capo dal 26 febbraio, all’indomani cioè della chiusura delle urne. Diviene pertanto essenziale ricordare, una volta di più, che l’unica proposta politica adeguata in linea con tutte le indicazioni sopra fornite, è operata dal movimento di Magdi Cristiano Allam (Io amo l’Italia). Buon voto ai cattolici e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

*Vicepresidente Famiglie Numerose Cattoliche