Nel celebrare la Messa nella Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi

di Antonio Gaspari

ROMA, giovedì, 12 novembre 2009 (ZENIT.org).- Questo giovedì, ad Assisi, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, di fronte ai partecipanti dell’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), il Cardinale Angelo Bagnasco ha rinnovato l’assoluta fedeltà al Papa e la consacrazione dell’Italia al cuore immacolato di Maria.

Nel corso dell’omelia, nel santuario che custodisce la Porziuncola e che è dedicato a Santa Maria degli Angeli, il Presidente della CEI ha espresso l’affetto e l’ubbidienza al Pontefice Benedetto XVI.

“Nel cuore dell’Eucaristia – ha confessato -, il nostro pensiero va al Santo Padre, Benedetto XVI: il ricordo non viene dall’esterno, ma sorge dall’affetto che abbiamo per lui, la sua persona e il suo compito: ‘Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa’”.

“Nasce da quel vincolo di radicata e obbediente comunione che il divino Maestro chiede innanzitutto a noi, Pastori della sua Chiesa”, ha sottolineato.

“Davanti all’altare e sotto lo sguardo della gran Madre di Dio – ha affermato l’Arcivescovo di Genova – rinnoviamo il ‘sì’ che abbiamo pronunciato un giorno, quello della nostra Ordinazione episcopale. E’ affiorato trepidante sulle nostre labbra, coscienti che per essere Vescovi secondo il cuore di Dio avremmo dovuto farci in modo più deciso e amoroso discepoli di Cristo”.

“Siamo qui – ha detto – anche per fare memoria del 50° anniversario della Consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria, un evento che ha segnato coloro che l’hanno vissuto in prima persona, e che ha segnato altresì la storia religiosa della Chiesa e del Paese”.

Il porporato ha spiegato che i gesti che si compiono nel segno della fede, non restano in superficie come dei gesti esteriori e convenzionali, ma scendono in profondità come dei semi buoni che, una volta deposti, portano frutto secondo i tempi e i modi che Dio solo conosce.

In questo contesto il Presidente della CEI ha raccontato come da un capo all’altro dell’Italia, il numero sconfinato di chiese parrocchiali e santuari, di cappelle ed edicole dedicate alla Madonna, siano come “un grande abbraccio, il segno visibile di una presenza che illumina e rassicura come lo sguardo di una madre”.

Di fronte alla devozione del popolo alla Vergine Maria, alle tradizioni radicate nel cuore della gente, non solo degli adulti e degli anziani ma anche dei ragazzi e dei giovani, l’Arcivescovo di Genova ha sostenuto che i Vescovi sono “testimoni spesso commossi e grati”.

Il Presidente della CEI ha riconosciuto che “la devozione alla Madonna non subisce tracolli col tempo, è sempre fresca e profonda, irriga l’anima e orienta a Dio, supera indenne e feconda le temperie culturali più diverse”.

Successivamente ha reso noto il messaggio del Pontefice Benedetto XVI che al proposito ha scritto: “I Vescovi italiani vollero consacrare l’Italia al Cuore immacolato di Maria. Di tale atto così significativo e fecondo, voi rinnoverete la memoria, confermando il particolarissimo legame di affetto e devozione che unisce il popolo italiano alla celeste Madre del Signore. Volentieri mi unisco a questo ricordo”.

Facendosi guidare dall’esempio di Maria Madre di Cristo, la quale “è stata anche la prima e più fedele discepola”, Bagnasco ha auspicato che “la devozione nostra e del nostro popolo tocchi l’anima e la vita, i sentimenti e le decisioni” di tutto il popolo dei credenti.

“Tutti – ha riconosciuto – siamo esposti alla tentazione di correre sulle cose disperdendo quanto il Signore ci dona di ispirazioni, grazie, incontri, affetti. Anche noi Vescovi corriamo questo rischio pressati da responsabilità molteplici e gravi”.

Il porporato ha però ricordato che ai Vescovi “è dato il compito di custodire integro il Deposito della fede, la storia delle nostre Chiese Particolari perché nulla vada perduto”.

Ma “il cuore della Vergine – ha continuato -, non è un semplice e geloso contenitore di ricordi, un puro esercizio di memoria: è anche il luogo della riflessione” perchè “è storia di salvezza. La riflessione di Maria si rivela così desiderio e ricerca della volontà di Dio. Per questo è preghiera”.

A questo proposito, dopo aver ricordato le anime di grandi mistici quali san Francesco d’Assisi, santa Teresa d’Avila, il Santo Curato d’Ars e Madre Teresa di Calcutta, il Cardinale Bagnasco ha concluso invocando la Madonna affinché “ci faccia crescere come Pastori secondo il cuore di Cristo ricordando le parole del Curato d’Ars: ‘il sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù’”.

“Ci doni di essere uomini di speranza, seminatori della gioia evangelica e sacerdotale nei nostri sacerdoti, messaggeri miti e forti di quel Dio che l’uomo cerca, a volte senza saperlo, e che in Gesù Cristo si è fatto il Dio dal volto umano”, ha detto infine.