di Vito Punzi
Tratto da La Bussola Quotidiana

«Oramai è da tempo che lo dico: dobbiamo uscirne […] non si può essere proprietari di un’impresa che diffonde cose così dozzinali e un tale lerciume». Ha detto così il cardinale Joachm Meisner, arcivescovo di Colonia, in un’intervista rilasciata a Welt Online, il sito d’informazione che di recente ha rilanciato la scandolosa questione di Weltbild, ovvero il colosso dei media e delle vendite online con sede in Augsburg, di proprietà di 12 diocesi tedesche, dell’Unione delle Diocesi di Germania e dell’Ufficio d’Assistenza Spirituale ai Soldati di Berlino, accusato ormai da alcuni anni di diffondere libri di contenuto erotico, pornografico e perfino anticattolico e satanico solo per la necessità di tenere testa, con i 775 titoli disponibili, alla concorrenza di Amazon.

La questione aveva raccolta la protesta di molti cattolici, ma sul punto i vescovi tedeschi continuanavano a tentennare, evitando di prendere una posizione chiarificatrice. Ora però, finalmente qualcosa si è mosso. Il 17 novembre ci sono state le dimissioni del responsabile finanziario della diocesi di Augsburg, Klaus Donaubauer, dalla presidenza del consiglio d’amministrazione di Weltbild (difficile capire se per scelta personale o perché sollecitato) e appena domenica scorsa è stato appunto il cardinal Meisner a prendere di petto la situazione.

«Non è possibile che durante la settimana guadagniamo soldi facendo uso di ciò contro cui predichiamo la domenica», ha aggiunto con durezza il cardinale, «è una cosa semplicemente scandalosa». Non è mancata una frecciata diretta ai suoi confratelli: «Non è appropriato che i vescovi siano proprietari di una grande impresa che vanti un fatturato di miliardi ed abbia oltre 6mila collaboratrici e collaboratori».

Al di là dell’affaire Weltbild, è significativo che Meisner si sia poi lasciato andare a dichiarazioni altrettanto ferme circa la realtà generale della chiesa cattolica tedesca, da lui definita un auto «la cui carrozzeria è troppo grossa in rapporto alla potenza del motore». Un motore che, per restare dentro la metafora, va troppo spesso in surriscaldamento. «Dobbiamo ridurre le dimensioni della carrozzeria», ha aggiunto, «così che sia conforme alla nostra attuale forza interiore. Quando raggiungeremo la Gerusalemme celeste non sarà certo importante se l’avremo fatto con una grossa Mercedes o con una Fiat Panda: l’importante sarà esservi arrivati!».

Bisogna dire che l’uscita di Meisner non è stata casuale. Ieri e oggi è infatti riunito il consiglio permanente delle ventisette diocesi tedesche, dunque il cardinale di Colonia ha voluto lanciare per tempo alcuni messaggi molto precisi, dimostrando in questo modo, tra l’altro, di essere un reale punto di riferimento per l’intera cattolicità tedesca.