Un articolo falsamente attribuito alla scrittrice bengalese Taslima Nasreen, condannata a morte dai fondamentalisti islamici, ha scatenato violenze in India. Lo stato indiano, a maggioranza induista, creca l’appeasement cpn l’islam Alexandre Del Valle (Geopolitico)

Due persone sono state uccise ieri nello Stato di Karnataka (India meridionale) da gruppi islamici fanatici a seguito della pubblicazione in un quotidiano locale di un articolo di Taslima Nasrin sul burqa. Impegnata da anni nella denuncia della religione islamica e nella difesa della condizione della donna nel mondo islamico, Taslima è stata costretta dagli anni 90 ad abbandonare il Bangladesh ed è stata esiliata in Europa, in Svezia, in Germania, poi in India, poi di nuovo in Europa, anche in Francia, e poi in America.

Di recente ha ottenuto di nuovo (dopo anni di tensioni col governo indiano che temeva che la sua presenza provocasse tensioni con la comunità musulmana che la odia) un visto di soggiorno di sei mesi in India. Ma gli incidenti, occorsi questi ultimi giorni nei distretti di Shimoga e Hassan, hanno fatto ricordare alle autorità indiane che il conflitto latente tra islam e India puo’ essere risvegliato per qualsisi motivo o pretesto. La presenza di Taslima e il fatto che sia un simbolo rappresenta un pretesto perfetto per i leader musulmani integralisti e fanatici per accusare l’India, Stato a maggioranza induista e odiato dagli islamici, di promuovere autori “islamofobi” o “apostati” come Taslima, che abbiamo intervistato parecchie volte  durante i suoi incontri a Parigi nel 2008-2009 dove ha ricevuto il Premio Simone de Beauvoir dal municipio di Parigi e un visti di sei mesi prima di tornare a New York come fellow. Per protestare contro l’articolo attribuito a lei (pero’ che Taslima nega di aver mai scritto. Si tratta di un pezzo che condannava il burqa e diceva che Maometto era contrario), i leader musulmani locali hanno quindi ordinato ai negozi di chiudere i battenti e portato centinaia di persone in piazza. Un giovane a Shimoga e’ morto quando la polizia ha aperto il fuoco contro i manifestanti barbari che stavano distruggendo moto ed automobili al grido di Allahu Akbar. E cosi che uno è morto, e che un’altro e’ deceduto per le ferite riportate nelle violenze generalizzate. Decine di persone sono inoltre state gravamente ferite e 50 altre sono state arrestate dalla polizia. Poi, e’ stato imposto un coprifuoco di due giorni. In seguito la calma è tornata, ma l’islamicamente corretto ha trionfato…

Appeasment policy

Invece di diffendere la libertà di espressione e di pensiero di Taslima e del quotidiano che si è espresso sul Burqa e su Maometto, la polizia indiana ha presentato alla giustizia una denuncia contro il quotidiano in lingua kannada che ha pubblicato l’articolo e contro il giornale in Urdu da cui esso e’ stato ripreso per ”offesa ai sentimenti della comunita’ religiosa”. La Nasreen ha negato di avere mai scritto l’articolo che ha creato una dura reazione della locale comunita’ musulmana, perchè nell’articolo che il giornale attribuisce a Taslima (le cui opere sono vietate in Bangladesh) si sostiene che il profeta Maometto non avrebbe creduto nell’uso del burqa per le donne, trattandosi di ”un oggetto che soffoca la liberta’ femminile”. Interrogata dall’agenzia indiana Ani, Taslima Nasrin, che ha vinto i Premi Sakharov e Simone de Beauvoir, ha assicurato che ”gli incidenti di ieri mi hanno veramente scioccata. Ma io non ho mai scritto in vita mia alcun articolo per giornali di Karnataka”. ”La pubblicazione dell’articolo – dice ancora – e’ una cosa atroce. In nessuno dei miei scritti ho mai sostenuto che Maometto fosse contro il burqa. Sospetto che siamo di fronte ad un tentativo deliberato di diffamazione nei miei confronti e di alterare il mio pensiero per creare disordini sociali”. Infatti, il colmo della situazione è che Taslima Nasrin è accusata di aver offeso l’Islam un’enesima volta e di aver parlato male di Maometto, mentre per lei, cio’ che è inaccettabile, non è di accusarla di essere contraria all’islam o al profeta, ma di aver fatto credere che avrebbe menzionato positivamente Maometto per criticare il Burqa…