Il portavoce vaticano padre Lombardi saluta lo storico lieto evento

CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 8 novembre 2011 (ZENIT.org) – Secondo le stime delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale ha raggiunto nei giorni scorsi quota 7 miliardi, un fatto che in certi ambienti ha suscitato qualche preoccupazione.

Molto diversa è stata la reazione del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, S.I. Nel suo editoriale per il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano (CTV), Octava Dies, il gesuita ha dato un caloroso benvenuto al bimbo in questione, che ha definito unico e speciale, un dono meraviglioso, un miracolo.

“Caro bimbo sette miliardi! Non so se tu sia una bimba o un bimbo, se sia indiano o cinese, nato in una metropoli o in un villaggio, o se invece non sia nato nella pampa o sotto un igloo, o in una piccola isola sperduta, o in fuga sotto una tenda”, ha esordito il portavoce vaticano.

“Non so se tu sia sano o malato o portatore di handicap. Non so se ad abbracciarti ci siano tutti e due i tuoi genitori o solo la mamma. Non so se diranno che tu e i tuoi coetanei siete troppi o troppo pochi. Oggi questo non mi importa”, ha aggiunto padre Lombardi.

Purtroppo “questo mondo in cui arrivi è un po’ complicato e non è ospitale per tutti. Non siamo stati così bravi a preparartelo bene. I capi dei popoli più ricchi e potenti sono attorno a un tavolo ad arrovellarsi su come andare avanti senza combinare altri disastri, e anche noi ci interroghiamo sul tuo domani”, ha continuato il gesuita, alludendo al vertice del Gruppo dei 20 Paesi più industrializzati del mondo, il G-20.

“Però oggi io voglio dirti che tu sei unico e diverso da tutti gli altri, che sei un dono meraviglioso, che sei un miracolo, che il tuo spirito vivrà per sempre, e quindi sei benvenuto”, ha proseguito padre Lombardi.
“Noi ti auguriamo che quando sorriderai qualcuno risponda al tuo sorriso e quando piangerai qualcuno ti accarezzi. Che tu possa andare a scuola e non soffrire la fame. Che qualcuno risponda saggiamente alle tue domande e ti incoraggi nelle tue iniziative e nell’assumere le tue responsabilità. Che tu possa voler bene agli altri, crescere, lavorare e vivere con la tua famiglia, con tanti amici, in un popolo e in un mondo libero e in pace. Che tu possa capire che la tua vita ha un senso pieno al di là della morte”.

“Perché tu sei nato per questo”, conclude l’editoriale. “Il tuo Creatore e Padre ti ha fatto per questo. Noi faremo la nostra parte perché questo diventi possibile; tu datti da fare, perché il tuo futuro dipenderà anche da te e toccherà a te dare il benvenuto al bambino otto miliardi”.