Chiedono riforme più rispettose della vita

WASHINGTON, D.C., mercoledì, 22 luglio 2009 (ZENIT.org).- La Conferenza dei Vescovi degli Stati Uniti esorta i legislatori a riformare il sistema sanitario per rendere l’assistenza accessibile a tutti e rispettosa della vita umana.

I Vescovi lo chiedono in una lettera ai congressisti statunitensi datata 17 luglio e firmata dal presidente del Comitato per la Giustizia Interna e lo Sviluppo Umano, il Vescovo William Murphy di Rockville Centre, New York.

La lettera, diffusa questo martedì, è stata scritta per far conoscere le priorità della Conferenza a tutti i senatori e ai membri della Camera dei Rappresentanti.

Nel testo, i Vescovi esprimono la speranza che il Congresso “realizzi una riforma del sistema sanitario nazionale che affermi realmente la vita”.

“Mentre il Congresso inizia il dibattito sulla riforma del sistema sanitario”, i presuli sottolineano il loro sostegno a queste azioni e offrono criteri per cambiamenti “giusti”.

“Abbiamo insistito e dobbiamo sempre insistere sul fatto che la riforma dell’assistenza sanitaria escluda la copertura dell’aborto e ogni altra azione che minacci la santità della vita”, dichiarano.

La lettera chiede una “politica sanitaria realmente universale che rispetti la vita e la dignità umana” e “l’accesso per tutti, con una speciale preoccupazione per i poveri e per l’inclusione dei migranti regolari”.

La politica sanitaria, avvertono i Vescovi, dovrebbe perseguire il bene comune e preservare il pluralismo, “inclusa la libertà di coscienza e la varietà delle opzioni”.

I costi sanitari dovrebbero inoltre essere ridotti e applicati “in modo equo nello spettro dei contribuenti”.

Moralità e politica

“Nessuna riforma sanitaria dovrebbe costringere noi o altri a pagare per la distruzione della vita umana, sia attraverso il finanziamento governativo che mediante la copertura obbligatoria dell’aborto”, continua il testo, sottolineando che “ogni azione di questo tipo sarebbe moralmente sbagliata”.

Una politica che finanzia l’aborto, sostengono i Vescovi, “sarebbe politicamente poco saggia”.

I presuli aggiungono che un altro requisito del dovere “di difendere la vita e la dignità di ogni persona” è ricordare il principio per cui “un’assistenza sanitaria dignitosa non è un privilegio, ma un diritto”.

“Tutti hanno bisogno e dovrebbero avere accesso a un’assistenza sanitaria di qualità che si possano permettere, e questa non dovrebbe dipendere dal loro stadio di vita, dal fatto che i genitori lavorino, da quando guadagnano, da dove vivono o dove sono nati”.

“La Conferenza Episcopale crede che la riforma del sistema sanitario dovrebbe essere realmente universale e autenticamente abbordabile”, sottolinea la lettera.

I Vescovi esprimono infine il desiderio di lavorare con i membri del Congresso “su queste priorità mentre compite scelte importanti su come rafforzare e migliorare l’assistenza sanitaria, una priorità nazionale fondamentale”.