di Domenico Bonvegna

Ieri durante il programma Omnibus, de la La7, Maria Stella Gelmini del Pdl, pressata dal conduttore per avere una risposta in merito ai cosiddetti diritti civili sulle coppie gay o di fatto, ha risposto che questi sono problemi importanti, ma il tema centrale della politica deve essere il lavoro, quella che conta è l’agenda economica, i problemi etici sono secondari. Per la verità sono in molti tra i politici a pensarla così, per loro per esempio non esiste una emergenza demografica, cioè che non nasce più nessuno e che siamo ormai al suicidio demografico, la questione è sempre il lavoro.

 Pertanto i temi etici non hanno diritto di cittadinanza nelle varie agende politiche, c’è posto soltanto per quelle economiche. E’ vero, da tempo la politica snobba i principi non negoziabili (Vita, famiglia, libertà di educazione, e libertà religiosa), ma la colpa non è solo dei politici, forse è soprattutto dei cattolici, dei vescovi, dei preti che in questi anni a partire dalla Nota dottrinale del 2002 della Congregazione della Dottrina della fede, sottoscritta dall’allora prefetto cardinale Ratzinger, non hanno spiegato che cosa sono questi principi e soprattutto non hanno fatto da cassa di risonanza a quello che poi da papa, in continuazione ha cercato di ribadire in ogni circostanza. Marco Invernizzi collaboratore di Radio Maria ed esponente di Alleanza Cattolicaa questo proposito sul blog Comunitambrosiana.org halamentato la poca sensibilità dei sacerdoti su questi temi: potrebbero ogni domenica durante le omelie spiegarlo ai fedeli, invece non lo fanno. Infatti “la grande colpa della Chiesa italiana è stata quella di non formare laici alla Dottrina naturale, alla Dottrina sociale della Chiesa. Non si è colto l’urgenza e si è perso un treno con la storia. Ora il treno lo si dovrà prendere comunque con devastazioni etiche non più all’orizzonte ma presenti”.

  Alleanza Cattolica, un’agenzia di laici cattolici nata per diffondere la Dottrina Sociale della Chiesa, da anni cerca di amplificare il messaggio della Chiesa sui principi non negoziabili, però da sola non può fare molto.

 Peraltro, occorre chiarire un altro aspetto, i principi non negoziabili non sono valori confessionali, esclusiva della Chiesa, di papa Ratzinger, ma elementi di diritto o morale naturale e su questo che bisogna discutere a 360 gradi con tutti.

 A questo proposito, ho ricevuto una mail dal curatore del sito internet dove collaboro, Guidareferendum.it, il quale,mi criticava perchè il titolo del mio intervento:“Io sto con l’agenda Ratzinger” gli sembrava fuorviante, per questo non  ha pubblicato il pezzo, inoltre, sottolineava che i principi non negoziabili non sono prerogativa dei cattolici, pertanto non bisogna farli apparire come principi confessionali, ma ragionevoli e oggettivi, per non concedere alibi a chi non è cristiano.Tutto vero e mi trovo d’accordo con la sua nota, in merito all’aconfessionalità dei principi non negoziabili, il tema l’ho affrontato altre volte, del resto non si possono affrontare tutti gli argomenti in un intervento. Per quanto riguarda il titolo, ho inteso fare una provocazione giornalistica.
Tuttavia l’attuale situazione politica italiana soffre di uno stato confusionale totale, esiste uno stato di smarrimento, in particolare per i cattolici che non sanno per chi votare, nonostante la Chiesa offra punti di riferimento oggettivi e immutabili, anche se naturalmente non dà indicazioni partitiche. E’ significativo l’episodio di Natale Forlani, il portavoce del Forum di Todi2. Forlani ha raccontato al Corriere della Sera qual’era il progetto comune che avevano in mente i vertici di Todi: “era quello di cercare di avere una forza effettiva di un centinaio di parlamentari presenti nei tre principali partiti, in grado al momento giusto di far valere trasversalmente le questioni che ci stanno a cuore, le questioni eticamente sensibili”.
Ebbene, tale progetto lascia alquanto interdetti – scrive Riccardo Cascioli – è vero che in Italia non esiste più un partito che è punto di riferimento obbligato dei cattolici, ma ciò non significa che per la Chiesa una scelta valga l’altra, basta che poi in Parlamento tutti votino allo stesso modo su aborto e simili. Il Papa ha fatto in questi anni un grande sforzo di sintesi per rendere chiara e comprensiva quella che noi abbiamo chiamato “agenda Ratzinger”, ovvero la proposizione dei princìpi non negoziabili – vita, famiglia, libertà di educazione, uniti alla libertà religiosa – come base per ogni politica che miri al bene comune”.(R. Cascioli, Per favore un po’ di chiarezza, 17.1.13 lanuovabq.it)
Pertanto dopo la grande manifestazione francese del 13 gennaio scorso contro il progetto di legge del presidente Holland del “matrimonio per tutti”, quindi anche per gli omosessuali, si può ricavare qualche insegnamento anche per l’Italia, intanto non è stata una manifestazione cattolica, c’erano anche ebrei, musulmani, atei, socialisti e anche omosessuali che considerano una legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso un errore. Inoltre la manifestazione non è stata sostenuta da nessuna forza politica francese, perfino Marine Le Pen si è defilata, temendo “derive omofobe”.

 La manifestazione francese e la situazione italiana sembrano dunque contenere gli stessi insegnamenti – ha scritto il professore Massimo Introvigne – Chi condivide l’analisi del Pontefice secondo cui non la crisi economica, ma le trascrizioni legislative dell’ideologia del «gender» rappresentano oggi il più grave pericolo per il bene comune, ha il dovere di operare per creare contro tali trascrizioni fronti ampli, politicamente efficaci, unendo anche persone e forze che su altre questioni non la pensano nello stesso modo.
E non ci si deve stancare di ricordare che i principi non negoziabili non sono un «optional». Sono effettivamente la bussola per un giudizio cattolico su ogni partito e programma”.

 Sui programmi dei partiti, movimenti, o coalizioni delle prossime elezioni affronterò l’argomento la prossima volta.