da Sordionline.com

E’ quanto abbiamo chiesto a Franco Previte Presidente dell’Associazione “Cristiani per servire”

R. Nel n/s sistema sanitario si stanno verificando logiche di convenienze, di connivenze o protocolli d’intesa nelle Regioni, se tali, ci vorrebbero far allontanare prima dal principio della solidarietà e poi dal rispetto per l’individuo-persona.

Se sono vere le voci che circolano tra i cittadini riguardanti gli ambienti ospedalieri  e gli ambiti sanitari, pare, che finito quel “quid finanziario” spettante ad ogni degente, questo verrebbe dimesso dalle strutture ospedaliere.

Fin qui una possibile quanto discutibile normalità tutta da verificare in quanto il diritto all’assistenza sanitaria compete a tutti a norma dell’art.32 della n/s Costituzione, ma la Sanità avendo risorse dicono modeste deve programmare e stabilire delle priorità come quelle di concentrazione della spesa per tutti.

Ma diventerebbe un progetto terribile, secondo voci di corridoio, che determinarebbe una situazione drammatica ed inquietante, quando per ragioni di risparmio viene dimesso quel malcapitato normale paziente, ancor più grave e direi gravissimo, se è una persona disabile, anziana ed in fase terminale, come pare, avvenga nelle n/ s strutture ospedaliere.

Questo, se è vero ripeto, è eutanasia, un vero atto di crudeltà e non ho nessuna remora a definire una omissione di soccorso, come dicono i penalisti, reato perseguibile a norma del codice penale.

Questa “cultura” se prendesse piede comporterebbe una situazione gravissima in quanto ingenera nell’opinione pubblica effetti psicologici negativi e convinzioni devastanti sul piano sociale e profondamente diseducative per i giovani, portati a far credere che il vecchio, il disabile, il malato terminale, non ha nessun diritto alla vita perché un peso inutile per la società.

Un contrasto, una palese contraddizione, una orrenda filosofia contro la n/s civiltà, con quanto opera la ricerca scientifica per allargare la speranza di vita.

In una semplice parola una negazione del diritto alla vita, una licenza di uccidere.

D. La Sanità Italiana riceve contributi per l’esercizio della propria attività per la salute pubblica.

Mi sa dire perché nelle strutture sanitarie si paga ticket e per converso non si riceve una assistenza adeguata.

R: La risposta è insita nella Sua domanda. La Sanità Italiana, che occupa tra i Paesi Europei l’ultimo posto, per la grande contribuzione che riceve dallo Stato, deve la propria situazione deficitaria ed anomala perché ha molti sprechi o quanto meno mal utilizzo delle risorse finanziarie.

Non parliamo, poi, degli esosi ticket che la gente paga in farmacia e nelle strutture ospedaliere pubbliche e non , per cui si deve ammettere che non è una malasanità, ma una sanità malata, molto malata. Se tutti pagassimo questo “famoso balzello del ticket”, in cambio si riceverebbe molti servizi sanitari, ma purtroppo pagano sempre i soliti e quelli ignoti che non pagano se la ridono !

Quindi non è una malasanità, perché l’ambiente medico anche se a volte è in “difficoltà”, nell’insieme fa il proprio dovere, ma, ripeto, una sanità malata.

D:Ritornando al paziente che verrebbe dimesso dagli ospedali, una situazione anomala ? Quel “budget del ricoverato”, come Lei definisce, sarebbe temporaneo o continuo?

R.  E questo ce lo deve dire chi è nei “Palazzi del potere”!

Purtroppo il n/s Paese è costantemente “preso” nella litigiosità con scambi di accuse nel mondo politico, per corruzioni, concussioni ed altri reati di appropriazione indebita e chi ne ha più ne metta, senza minimamente curarsi se emergenze, divergenze od esigenze sono in atto, per non dire quotidianamente in quel “servizio permanente effettivo”, emergenze degne di essere chiamate tali e vergognosamente lasciate nell’angolo più buio del buon senso.

Quello che la politica dovrebbe auspicare e realizzare è nell’agire con omogeneità d’intenti mirati a concetti di solidarietà verso i più bisognosi ed i più esposti alle avversità, anche di natura della salute

In pratica, pare, quel “budget del ricoverato” trattarsi di episodi che siano avvenuti o stanno avvenendo in certi ospedali del n/s Paese, ma se tali ripeto, sarebbero una triste realtà il voler imporre in nome del risparmio limitazioni al diritto alla vita ed alla salute dei cittadini, portando alla disumanizzazione del rapporto sociale

Questa “forma” nel nome del risparmio, pare, voglia restringere i tempi di degenza del paziente, perfino per fasce d’età ed in qualunque condizione di salute si trovi il paziente, ancora gravissima se, ripeto, applicata questa “metodologia” in persona disabile, anziana ed ancor più terribile in stato agonizzante.

Se questa è la situazione è eutanasia, “fuori”, per ora, dall’ordinamento giuridico italiano !

Si parla di malasanità, giustamente per interventi chirurgici sbagliati, infatti una patologia organica conta di più. Invece, e non se ne parla, contano di meno malati disabili, in età avanzata od in fase agonizzante soggetti alla logica della efficienza economica che evita ricoveri lunghi e costosi.

In poche parole dimettendoli anzitempo dalle strutture nosocomiali, senza una adeguata “protezione” alternativa, si finisce con l’aggravare il loro precario stato di salute rimandandoli a casa senza una adeguata assistenza.

Infatti insistono nel n/s Paese 2000/3000 famiglie che curano i loro cari in stato vegetativo, ma con enormi sacrifici fino, purtroppo, ad augurare la mortalità.

Di fronte ai disagi ed alle sofferenze, assistiamo a tentativi di legalizzare l’eutanasia, una “eliminazione” di disabili fisici, handicappati mentali, anziani non autosufficienti, malati terminali

Ma ci vogliamo svegliare da questo sonno letargico!

Inoltre alcune “argomentazioni di consenso informato o di anticipato trattamento di fine vita”, sono “passaggi” mascherati ed intermedi per giungere all’applicazione di fatto dell’eutanasia, la quale purtroppo sarà la terza fase della realizzata trilogia sociale : divorzio, aborto ed eutanasia.

Del resto in alcune Nazioni è in vigore l’eutanasia, come in Olanda norme consentono la cultura della morte su bambini malati o su disabili fino al dodicesimo anno d’età, un delirio di autodistruzione.

A noi non interessa quello che avviene in altre Nazioni !

In breve, quello che semplicemente desidero conoscere e con me l’opinione pubblica, la casalinga che va al mercato, la persona che transita nella strada o relegata in casa e le tante voci circolanti tra i cittadini, quando il Parlamento, ed il Governo Berlusconi compreso, chiariranno questa evenienza che abbiamo esposta in una urgentissima Petizione, se non ricordo male, il 30 ottobre 2009.

Mi permetto di far conoscere il testo della lettera inviata al Presidente della 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica.

Ampiamente l’ho spiegato nella conferenza stampa il 10 dicembre 2009 nella Sala Conferenze di Palazzo Marini a Roma della Camera dei Deputati e riportato il tutto dai mass media.

In attuazione di queste nuove “norme”, ripeto, il n/s Parlamento ha voluto lenire il dolore, la così detta pietà, ma potrebbe essere uno “strumento giuridico” che porterebbe alla eliminazione della vita, o forme di eutanasia che potrebbero coinvolgere tutti, soprattutto, malati di Alzheimer, malati psichici, terminali, anziani non autosufficienti, come avveniva nell’antichità dove si “buttavano dalle mura delle città” queste persone malate nel fisico e nella mente.

Queste metodologie ci richiamano all’eugenismo e alle teorie di selezione del genere umano avvenute nel secolo passato per le quali la società civile e la Chiesa Cattolica e le altre Confessioni Religiose sono state ampiamente contrarie.

Alle volte mi domando e chiedo, ma dove sono quelli che dicono di difendere i disabili, siano fisici che psichici, che sbraitano in conferenze, convegni od altra tipo di cultura o che si affacciano dagli schermi televisivi ad ammannirci di belle parole?

Qui di seguito pubblichiamo la lettera inviata al Presidente della 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica da parte dell’Associazione “Cristiani per servire” in attesa di una concreta risposta di fondamentale importanza per tutti i cittadini ed in particolare dei pazienti fragili.

Cristiani per servire

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

e-mail previtefelice@alice.it

Il Presidente

Via e-mail

Rif.to V/Prot. n.779

del 21 gennaio 2010

Sen.Antonio Tomassini

Presidente 12° Commissione

Igiene e Sanità

Senato della Repubblica

Gentile Signor Presidente,

mi permetto far seguito alla Sua cortese lettera del 21 gennaio 2010 in risposta a quanto chiedevo circa il trattamento che, pare,venga riservato ai pazienti giacenti nelle strutture ospedaliere che trovandosi in qualsiasi condizione di salute e terminato quel quid finanziario riservato dal SSN ( “budget del ricoverato”), vengano dimessi, ancor più grave se eseguito, come pare, su disabili, in tarda età ed in fase terminale.

La urgentissima Petizione n.911 del 30 ottobre 2009, focalizza le necessità di una particolare tutela ed assistenza sanitaria ed ospedaliera per categorie di pazienti fragili quali persone in età avanzata e talora anche cagionevoli di salute, disabili fisici e psichici, malati terminali, persone sovente bisognose di prestazioni sanitarie costanti ed onerose, al fine di evitare situazioni di abbandono che, se tale, non ho nessuna remora a definire una eutanasia mascherata, “fuori”, per ora, dall’ordinamento giuridico italiano.

Nella Sua cortese risposta mi aveva assicurato che non appena fosse terminato l’esame del disegno di legge n.2350 , la mia Petizione sarebbe stata presa in considerazione.

Ora terminato l’iter parlamentare, Le chiedo, anche a nome del mondo cattolico, della sofferenza ed anche nel rispetto dell’art.25 lettera f)  della “Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità”, trattandosi di un diritto inalienabile quale è quello della vita, alle cure mediche nonché alla nutrizione ed alla idratazione, una chiarificatrice risposta su questo “budget del ricoverato” da parte della Commissione, una eventuale Indagine Parlamentare per una “perversa situazione” che tanta ansietà ha creato ed insiste molto preoccupante nella pubblica opinione.

RitenendoLa persona molto sensibile e solidaristica, confido ed ho fiducia nel Suo immediato intervento atto a dirimere questa anomala situazione.

La ringrazio di cuore e porgo deferenti ossequi.

Previte

previtefelice@alice.it

12 Marzo 2010