Bisogna fare delle precisazioni in merito alle dichiarazioni antiabortiste di lunedì scorso del cardinale Bagnasco durante la prolusione al Consiglio permanente. Qualcuno ha sostenuto che avrebbe esagerato con la sua tirata antiabortista, intervenendo a gamba tesa nella campagna elettorale. Per questo ventiquattr’ore dopo i vescovi della conferenza episcopale ligure, tra l’altro presidente lo stesso Bagnasco, pare che abbiano fatto delle dichiarazioni diverse. E’ come se Bagnasco avesse corretto se stesso.

Lunedì il cardinale spiegava che esiste una gerarchia di valori e che solo sul rispetto della vita, dal  concepimento alla morte naturale, della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna, della libertà religiosa e libertà educativa,   possono impiantarsi ed essere garantiti gli altri, che vengono dopo, come il diritto al lavoro e alla casa, all’accoglienza verso gli immigrati o la difesa dell’ambiente.

Il giorno dopo i vescovi liguri hanno corretto il tiro, mettendo tutti i valori sullo stesso piano. E così se l’intervento di Bagnasco è sembrato un altolà alle candidature di Bonino e di Bresso, la retromarcia avrebbe avuto un effetto riequilibratore, accolta con sospiro di sollievo dai leader del centrosinistra.

Del resto i signori politici che per anni si sono impegnati a perseguire programmi che contrastano apertamente con i principi etici cristiani, con quale faccia ora pretendono il voto dei credenti, sarebbe opportuno che per coerenza essi stessi chiedessero ai cattolici di non essere votati, ha detto monsignore Rino Fisichella intervistato da Il Giornale.

Abbiamo letto i commenti dei giornali che hanno cercato di costruire i retroscena sulla retromarcia di Bagnasco, paventando un contrasto tra i vertici della Chiesa; la sinistra in particolare accusa il presidente della Cei di “scivolone” sui valori non negoziabili. Andrea Tornielli su Il Giornale puntualizza che il documento dei vescovi della Liguria era stato scritto alcuni giorni prima della prolusione e anche le parole del vescovo di Vercelli che sul settimanale diocesano sostiene che il credente deve evitare di enfatizzarne alcuni valori e di dimenticarne altri.

Non solo ma il discorso del cardinale Bagnasco era stato sottoposto qualche settimana prima all’attenzione del papa in persona. Comunque sia il giornalismo nostrano che fa di tutto per mettere in cattiva luce Bagnasco, non sa che esiste una gerarchia di valori, è un insegnamento della teologia morale classica, che i valori ‘non negoziabili’ considerati fondativi siano quelli elencati dal presidente della Cei lo si evince dalla lettura della Nota dottrinale circa l’impegno dei cattolici in politica, pubblicata nel gennaio 2003, approvata da Giovanni paolo II, firmata dall’allora cardinale Joseph Ratzinger e dall’allora Segretario dell’ex Sant’Uffizio, Tarcisio Bertone. ( Andrea Tornielli, Le parole di Bagnasco? Concordate con il Papa, 26.3.2010 Il Giornale).

Infine chiariamo che Bagnasco non ha usato come una clava il tema dell’aborto e della RU486 per fini elettoralistici, perchè questi sono argomenti che  trovano spazio in quasi tutti i suoi discorsi e della Chiesa italiana che è quella di sempre, fedele a se stessa e alla necessità di attualizzare il magistero del Papa in ogni occasione utile – ha detto Marco Tarquinio, direttore di Avvenire – Questo ha fatto il cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione di apertura del Consiglio permanente della Cei di lunedì scorso.

Quindi “in nessun modo si può parlare di correzione. I vescovi liguri hanno riaffermato quanto Bagnasco aveva detto lunedì. Basta leggere i testi e non basarsi su loro interpretazioni frettolose o interessate, ma basterebbe anche considerare che nessun documento a più firme, come quello dei presuli liguri, si scrive in una notte (…) i valori cosiddetti ‘non negoziabili’ sono fondativi. Non vanno scissi dagli altri valori, ma che ci sia una gerarchia tra i diversi valori è innegabile. (La Chiesa italiana è una sola e sull’aborto sta col Papa (e con Bagnasco) intervista di Paolo Rodari a Marco Tarquinio, 26.3.2010 Il Foglio).

Purtroppo sappiamo quanta confusione e ignoranza esiste nel mondo cattolico in merito ai principi non negoziabili e sulla loro gerarchia, quasi sempre l’associazionismo cattolico, fa prevalere i temi dell’ambientalismo, o dell’immigrazione. A questo proposito monsignor Fisichella ha ribadito che “siano da evitare l’integralismo ma anche «lo strabismo» di chi separa la solidarietà sociale e l’impegno per i più poveri dalla difesa della vita umana in ogni sua fase. E si chiede quale solidarietà sociale è possibile se si rifiuta o si sopprime la vita, specialmente la più debole e indifesa?”.

DOMENICO BONVEGNA

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