La comunità presente a Yopougon accoglie al momento circa 8.000 persone

 

ROMA, mercoledì, 20 aprile 2011 (ZENIT.org).- La Comunità Missionaria di Villaregia, presente a Yopougon, periferia di Abidjan (Costa d’Avorio) dal 1991, sta accogliendo circa 8.000 persone che cercano nel terreno e nelle strutture della parrocchia un posto in cui rifugiarsi, in seguito agli atti di violenza ed agli omicidi che si registrano in alcuni quartieri della città, come strascico della guerra civile scoppiata nel Paese africano all’indomani delle elezioni di novembre 2010.

I 25 missionari della Comunità Missionaria, di cui 14 italiani, si stanno prodigando per offrire alla gente un luogo sicuro dove ci si senta protetti, per far fronte a numerose necessità delle persone ospitate e per sostenere spiritualmente e psicologicamente gli sfollati.

“Abbiamo scelto di restare, di stare accanto al popolo ivoriano, come il Buon Pastore che non abbandona le sue pecore – dice padre Amedeo Porcu, missionario responsabile della Comunità di Villaregia a  Yopougon – per la nostra missione non è un tempo facile. Nella nostra parrocchia stiamo accogliendo circa 8.000 persone: sono cristiani, non cristiani, cattolici e non cattolici, di tutte le etnie. Questa gente sente di trovare qui una protezione, un rifugio, ma soprattutto si sente accolta e rispettata. Ci sembra che nel nostro centro missionario si possa ritrovare quell’unità di cui c’è veramente bisogno”.

La situazione umanitaria continua ad essere critica. “Stiamo esaurendo le riserve d’acqua nei nostri serbatoi – racconta padre Amedeo – si prega che piova per approvvigionarli con l’acqua piovana. E nonostante le difficoltà, non mancano i segni di solidarietà di famiglie che portano qualcosa da mangiare o dell’acqua alla missione, sapendo che tanti vi si rifugiano. Per questo ringraziamo il Signore”.

“Anche il vescovo – continua il missionario – ha raggiunto la nostra missione per esprimere la sua solidarietà. Abbiamo scelto di continuare con l’attività del nostro centro medico. Arrivare agli ospedali rimane difficilissimo; le persone non possono spostarsi per accedere alle cure e quando ci riescono, non trovano i medici. Il nostro centro medico sta proseguendo con l’assistenza, finché abbiamo le scorte dei medicinali”.

Padre Amedeo Porcu lancia infine un appello: “Preghiamo perché questa terra insanguinata veda finalmente la pace. C’è un proverbio africano che recita: ‘Quando due elefanti fanno la guerra, a pagare è l’erba che c’è intorno’. Chiediamo il dono della pace”.