Intervista a padre Damase Masabo, Consigliere generale dell’Ordine dei Padri Mercenari

di Maurizio Tripi

ROMA, domenica, 2 maggio 2010 (ZENIT.org).- L’Ordine dei Padri Mercedari ha origini antiche risalenti al 10 agosto 1218. S’incammina, quindi, verso il giubileo per gli ottocento anni di servizio alla Chiesa e all’umanità.

Il loro fondatore, san Pietro Nolasco, diede vita all’Ordine della Beata Vergine Maria della Mercede per la redenzione degli schiavi.

Il 1 maggio quaranta Capitolari Mercedari provenienti da Africa, America, Asia ed Europa si sono riuniti a Roma (presso l’Istituto Maria Bambina) per l’apertura del loro Capitolo generale, in un’atmosfera di fede e di preghiera, per un aggiornamento del carisma dell’Ordine. Il Capitolo generale si  chiuderà il 22 maggio dopo avere eletto un nuovo Governo generale.

Alla cerimonia di apertura era presente il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, mentre quella di chiusura vedrà la presenza del Cardinale Franc Rodé, Prefetto per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (CIVCSVA).

Inoltre mercoledì 5 maggio, insieme con i laici che condividono la loro spiritualità parteciperanno all’Udienza generale con Benedetto XVI.

Il giorno 6 maggio, Festa di san Pietro Nolasco, la mattina si terrà una tavola rotonda su aspetti storici, mariologici, missionari ed attuali dell’Ordine. Alle ore 17, si celebrerà una Messa di ringraziamento nella Basilica San Pietro, presieduta dal Cardinale Angelo Comastri. Canterà la Corale  del Santuario della Madonna di Bonaria (Cagliari-Sardegna).

In occasione del Capitolo generale ZENIT ha intervistato padre Damase Masabo, Consigliere generale dell’Ordine dei Padri Mercenari.

Quali sono le iniziative e le aspettative per questo nuovo Capitolo generale ?

Masabo: Anzitutto, devo dire che le nostre Costituzioni, definiscono il Capitolo generale dell’Ordine come “una riunione rappresentativa di tutta la fraternità mercedaria, per prendere coscienza  di sé stesso e trattare questioni riguardanti il bene comune.  Scrutando i segni dei tempi, rinnova la fedeltà al suo spirito e alla sua missione, organizza la partecipazione dei suoi membri e aggiorna le sue leggi e la sua amministrazione in sintonia col pensiero della Chiesa”.

Seguendo quindi questa norma costituzionale, i capitolari si raduneranno nello spirito di preghiera e nell’ascolto dello Spirito per aggiornare le stesse Costituzioni, affinché possano mantenere viva la fiamma della fiaccola della redenzione seguendo le orme del nostro fondatore San Pietro Nolasco, nel mondo di oggi. I capitolari stabiliranno il piano di azione per i prossimi sei anni, preparando il grande giubileo di 800 anni (1218-2018) al servizio della Chiesa e dell’umanità. Eleggeranno anche un nuovo Governo generale.

A quasi ottocento anni di vita qual è il carisma e l’attualità dell’Ordine?

Masabo: Si potrebbero dire tante cose, perché otto secoli di vita dell’Ordine costituiscono già una storia lunga. Diciamo che il carisma è quello della redenzione  delle persone oppresse, perseguitate in pericolo di perdere la loro fede.

Allora questo carisma si va contestualizzando. Nell’attualità, i mercedari cercano di essere con le persone oppresse,  delle quali vengono rinnegate la libertà e la dignità della persona umana. Perciò, senza elencare tutte le attività carismatiche, alcune provincie si dedicano alla pastorale penitenziaria, altre lavorano nel campo della pastorale delle migrazioni (la problematica dei profughi e i rifugiati, altre con i bambini della strada, i bambini ex-soldati ecc.). Tutta la pastorale mercedaria è sempre marcata da questa spiritualità della redenzione; questo carisma orienta le nostre parrocchie, i nostri collegi ecc.

Riguardo all’attualità dell’Ordine, siamo  circa 800 religiosi. L’Ordine è costituito da 9 province, siamo in Africa, America, Asia ed Europa. Nell’insieme abbiamo abbastanza vocazione; un po’ meno in Europa pero andiamo avanti.

Come sono strutturate oggi le Missioni?

Masabo: Dal XV secolo l’Ordine  partecipa alla missione evangelizzatrice della Chiesa. Dalle nove Province dell’Ordine, sei sono latino-americane: Perù, Cile, Argentina, Quito-Ecuador, Messico e Brazile. Le altre tre sono europee, due spagnole e un’altra italiana.

Per la maggioranza, quando si parla delle Missioni, ci si riferisce alle Vicarie e alle Delegazioni che dipendono ancora delle province. In questo senso, Venezuela, Centro America costituiscono due Vicarie che dipendono dalla Provincia di Aragona (Spagna) insieme con la Delegazione di Mozambico. Le Vicarie del Caribe (Puerto Rico, Santo Domingo)  e la Delegazione centrafricana (Camerun) dipendono dalla Provincia di Castiglia (Spagna). La Vicaria degli Stati Uniti e la Delegazione dell’India dipendono dalla Provincia romana (Italia). La Delegazione di Angola dipende dalla Provincia di Cile.