Chiedono di porre la persona al centro delle loro scelte politiche

ASSISI, venerdì, 12 giugno 2009 (ZENIT.org).- “Porre al centro la persona umana” è ciò che chiedono i Frati Minori in un messaggio indirizzato ai Ministri dell’Economia del G8, riuniti a Lecce il 12 e il 13 giugno.

Il messaggio, consultabile in italiano, inglese e spagnolo sul sito dell’Ordine www.ofm.org, è stato ampiamente discusso dall’assemblea dei 152 rappresentanti dei Frati francescani riuniti a S. Maria degli Angeli-Assisi (Pg) per celebrare il loro 187° Capitolo Generale, e propone orientamenti concreti per la costruzione del bene comune e la promozione di scelte economiche e produttive rispettose del creato.

Nell’anno in cui celebrano l’VIII centenario della fondazione dell’Ordine, i Frati ammettono di testimoniare nella società “il non sufficiente riconoscimento di alcuni inalienabili diritti della persona umana a livello economico, sociale, culturale, civile e politico, tra i quali il diritto alla vita in ogni suo momento, alla libertà nelle sue molteplici manifestazioni, al lavoro e allo studio, i diritti della donna e dei bambini, senza trascurare il problema cruciale della disoccupazione e della mancanza di sostegno alle famiglie in difficoltà”.

“Constatiamo con crescente inquietudine come la globalizzazione, retta dalle pure leggi di mercato, porti come conseguenze: l’attribuzione di un valore assoluto all’economia, la disoccupazione, la diminuzione e il deterioramento dei servizi pubblici, la distruzione dell’ambiente e della natura, la produzione e la vendita indiscriminata delle armi, l’aumento delle differenze tra ricchi e poveri, la concorrenza ingiusta che pone le nazioni povere in una situazione di inferiorità sempre più evidente, costringendo milioni di persone ad una disperata emigrazione dai propri territori”, osservano.

Per superare la crisi economica, i Frati propongono di “trasformare l’attuale stile di vita attraverso una sobrietà più responsabile, la condivisione come alternativa alla competizione, il rispetto dell’ambiente e la nonviolenza attiva”.

Per questo motivo, propongono che i Governi “programmino una economia che rappresenti un cambio di paradigma, il passaggio, cioè, da un modello di economia di libero mercato a un modello di economia della sostenibilità, che dia il primato alla dimensione sociale e ambientale su quella prettamente economica e che garantisca i bisogni fondamentali a tutti con il contributo di tutti”.

Allo stesso modo, chiedono di favorire “politiche produttive che evitino produzioni inquinanti”, di attuare “politiche energetiche basate su energie rinnovabili rispettando gli ecosistemi” e di mantenere “già solennemente presi relativamente allo stanziamento dello 0,7% del PIL per il raggiungimento degli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio”.

Seguendo l’insegnamento di Francesco d’Assisi, i Frati esortano quindi a “porre al centro la persona umana in tutte le sue dimensioni”, auspicando che vengano promosso “il rispetto della dignità e della uguaglianza della persona umana, con l’impegno conseguente della costruzione del bene comune e della destinazione universale dei beni”, “un rinnovato sforzo verso uno sviluppo sostenibile che garantisca la realizzazione dei bisogni delle attuali generazioni senza compromettere possibilità e soddisfazioni alle future” e “una crescita economica coniugata con la salvaguardia ambientale e la distribuzione dei benefici tra tutti i Paesi”.

“Per questo chiediamo che con sollecitudine Vi possiate adoperare per soddisfare nel miglior modo possibile le attese e i bisogni dell’uomo d’oggi”, concludono, assicurando ai Ministri “tutto il nostro appoggio per questo cammino”.

La lettera è stata consegnata alla Presidenza del Consiglio da fr. Michael Anthony Perry, Vicario Generale dell’Ordine, da fr. Vicente Felipe Tapia, Definitore Generale, e da fr. Roberto Ferrari, Ministro Provinciale della Lombardia.