La dichiarazione della presidente Maria Voce

ROMA, giovedì, 20 ottobre 2011 (ZENIT.org) – “È con sorpresa e grande gioia e gratitudine che abbiamo accolto l’annuncio del prossimo “Anno della fede” indetto da Papa Benedetto XVI. E ancor più la sua lettera apostolica “Porta fidei”, con cui egli indice tale anno, che avrà inizio l’11 ottobre 2012, nel 50° dell’apertura del Concilio Vaticano II”. Lo ha dichiarato la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce.

“Ancora una volta si coglie la forte spinta dello Spirito Santo in questa iniziativa che giunge puntuale in questo momento della storia – ha aggiunto Maria Voce -. I giovani della Gmg, le famiglie, i lavoratori e i giovani che scendono nelle piazze, inaugurano nuove primavere e invocano profonde riforme sociali; sono segnali che dicono quanto l’umanità oggi sia alla ricerca di cambiamento”.

“Rilanciati con ancor maggiore vigore dal ‘mandato’ del Papa – ha poi proseguito – ci siamo impegnati a ritornare alla radicalità degli inizi del Movimento, a rievangelizzare innanzitutto noi stessi, per poi irradiare il Vangelo, con la sua forza di trasformazione, sull’umanità che ci circonda. Ancora oggi – come scriveva Chiara Lubich già nel 1948 – ‘il mondo ha bisogno di una cura di Vangelo’”.

La leader focolarina ha poi ricordato le parole di papa Benedetto XVI che esortava a testimoniare la fede della parola vissuta “come esperienza di un amore ricevuto”, “comunicata come esperienza di grazia e di gioia”.

Maria Voce ha poi ricordato i primi anni di attività del Movimento dei Focolari, durante i quali “era una novità la comunione delle esperienze della vita della Parola”, capaci di “generare l’incontro vivo con Gesù, di far di persone disperse una comunità”.

Questa comunione, secondo la presidente dei Focolari si riscontra nelle parole del Santo Padre, che “ci ha ricordato che non si affronta questa impresa da soli, ma in compagnia. Vogliamo intensificare quella esperienza di comunione e fraternità nei nostri ambienti: nei parlamenti, nelle fabbriche, nei quartieri, nelle università, nelle famiglie, perché è nella comunione che il Risorto stesso si fa spiritualmente presente, tocca i cuori e trasforma”.