Lo studio dell`Institute for American Values “Ci sentiamo figli paga-e-porta-via”
Ross Douthat, editorialista del New York Times, il 30 maggio ha commentato sul quotidiano i risultati di un importante studio dell’Institute for American Values sugli americani adulti concepiti da fecondazione eterologa con seme maschile (si calcola che fino a oggi siano circa un milione, tra i diciotto e i quarantacinque anni). Non sorprende, scrive Douthat, il loro atteggiamento “nei confronti del mercato riproduttivo che ha reso possibile la loro esistenza”, a mezza strada tra “la gratitudine per l’industria della fertilità e il disagio per il modo in cui è avvenuto il loro concepimento”. Spesso, gli intervistati “sostengono la fecondazione assistita, ma allo stesso tempo sono ossessionati dalla sensazione di essere figli ‘paga-e-porta-via’”. Inoltre, se da un lato gli americani concepiti attraverso la donazione di seme sono più inclini dei loro coetanei a sostenere che ogni persona ha il diritto a un bambino, e ad approvare le politiche che incoraggiano la donazione di gameti, in loro tutto questo “coesiste con angoscia, inquietudine e perfino rabbia. Una consistente parte dice di essere turbata ‘dalle circostanze del mio concepimento’ e dal fatto alla sua base ci sia stato uno scambio di denaro”. Chi volesse, può leggere – ne vale la pena – l’intero studio collegandosi a questo link:

Nicoletta Tiliacos

da piùvoce.net