Il punto di vista del dr.Thomas Hammarberg “Commissario Europeo per i diritti umani” del Consiglio d’Europa nel suo Human Rights Comment pubblicato in questi giorni insieme ad un issue-paper, richiamando il ruolo importante dei mass media nella tutela dei diritti umani, afferma che “ le persone con disabilità sono da lungo tempo emarginate e costrette a condurre una vita di isolamento, in grandi istituti o nascoste dalle loro famiglie “, mentre hanno “pieno diritto di essere integrati nella società.

Non può essere ignorato, scrive ancora che “la loro capacità può essere abusata al punto di minacciare il funzionamento della democrazia” e nel citare la Convention on the Rights of Persons with disabilities ( CRPD) dell’ONU del 2008, scrive ancora essere molto importante ed assoluto che tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa “cessino di collocare i disabili in istituti “ ed avviino piani di transizione ed adeguati investimenti volti alla sostituzione di questi istituti.

In tempi non molto lontani il Commissario Europeo, richiamando le disposizioni della “Convenzione per i diritti delle persone con disabilità” dell’ONU, nella continua difesa dei diritti, ha affermato che “la loro capacità giuridica è limitata , a volte ne sono addirittura privati”, sollecitando “l’adozione di politiche che garantiscono la piena capacità giuridica dell’individuo” e “che le persone disabili siano messe al centro dei processi decisionali per la loro piena partecipazione nella società.”

 

E’ bene conoscere anche agli effetti giuridici e sociali, prima di un brevissimo commento per quanto afferma il Commissario Europeo, la differenzazione tra disabile ed handicappato, considerando che :

1.)    disabile é colui che è privato di una forza fisica ( esempio difficoltà nel superare le barriere etico-sociali ) ;

2.)    handicappato è colui che ha uno svantaggio in partenza, una difficoltà psicologica, una menomazione o involuzione della mente ( esempio l’impedimento di esprimere quel processo e complesso di efficienza globale e continua, una inferiorità autonoma di volontà intellettiva congenita o acquisita) , così come ritenuta dall’Organizzazione Mondiale  della Sanità.

Soffermandoci per quanto avviene nella società odierna, è necessario rilevare che l’handicappato psichico abbisogna come ogni altro paziente di cure mediche, di attrezzature ad alta tecnologia atte alla prevenzione, alla cura ed all’eventuale inserimento sociale ed affettivo per ogni suo periodo di sofferenza e non di proposizioni lavorative, come invece contempla l’articolo 27 della “Convenzione per i diritti delle persone con disabilità” dell’ONU.

Quella evidente inferiorità psichica può portare a gravi conseguenze per la famiglia e per la società, se non si danno misure sanitarie-sociali specifiche, per ridurre i rischi dell’esclusione sociale, discriminazione come anela la “Convenzione” stessa e la Costituzione Europea.

Abbiamo sempre auspicato e sollecitato il “Commissario Europeo per i Diritti Umani” a portare all’incremento ed alla possibilità di intervento nel campo del disagio di patologie psichiche e che il Parlamento Europeo e la Commissione Europea all’unisono potevano esaminare la possibilità d’adeguamento comunitario utile ed atta alla riorganizzazionedi questo vasto e grave settore di salute pubblica, ritenuto necessario ed urgente per aprire il cuore alla speranza delle famiglie di questi “malati” e dell’opinione pubblica che, anche in Europa, assume una rilevanza molto significativa.

Il voler accomunare la persona con minorazioni fisiche a quella con menomazioni mentali, senza riconoscere la diversità (Preambolo lettera i) si attua quella discriminazione che non rispetta la differenza della disabilità.

Ancora una volta ci chiediamo e domandiamo anche in riferimento alla “Convenzione” come può una persona handicappata mentale, a confronto del disabile fisico, fra le principali capacità giuridiche compiere:

1)   proprie scelte” che richiedono coesione di intelletto e responsabilitàart.3/a
2)   capacità giuridicaart.12/2
3)   controllare i propri affari finanziari ed avere uguale accesso a prestiti bancari, mutui ipotecari” art,art.12/5
4)   veste di testimoniart.13/1
5)   vivere in maniera indipendenteart.19
6)   piena capacità mentaleart.26/1
7)   diritto di mantenersi attraverso il lavoro comprensivo ed accessibileart.27
8)   contrarre matrimonio”, quando necessitano condizioni di valutazione del concetto giuridico di consenso e volontà?art.23/a.

La tematica che si pone il “Commissario Europeo per i diritti umani” è molteplice, diversificata, tendente a definire obiettivi e tempi chiari e prevedere adeguati investimenti nelle diversità culturali nell’osservanza e nel rispetto dei diritti di ogni persona con lo scopo di giungere ad una maggiore coesione sociale, come è l’obiettivo prioritario della Costituzione Europea nel Preambolo che “pone la persona al centro della sua azione” (Parte II° – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione ) e “diritto alla propria integrità fisica e psichica “ ( Art.II° – 63 n.1)

Ma in ambito UE i valori di difesa dei diritti umani anche se dichiarati da vari esponenti di rilievo della Unione Europea, pare, non apparire in sintonia con i principi di preminenza del diritto.

Ma la deistituzionalizzazione da sola non basta, come afferma nella nota il Commissario Europeo, in quanto molti disabili “sono isolati anche all’interno della stessa società a causa della inacessibilità a scuola, al lavoro, alla sanità, ai trasporti” o “per la carenza di servizi e strutture”, ma gli Stati UE dovrebbero definire un livello di sostegno della disabilità per essere inclusa nella comunità onde ogni persona possa avere il potere di far rispettare il proprio diritto.

Ci permettiamo ricordare che fattacci, come altri episodi di lucide follie che avvengono in Europa (come in tutto il mondo) hanno una inconfutabile matrice per cui urge una Direttiva Specifica Comunitaria inerente la malattia mentale che attualmente in Europa comporta di conseguenza una differente valutazione discriminando una patologia che dovrebbe avere una applicazione di trattamento uguale e specifica in tutti gli Stato membri della Unione Europea.

E’ condivisibile, quindi il pensiero del Commissario Europeo nell’affermare il pieno diritto delle persone con disabilità ad ottenere “ obiettivi e tempi chiari ed adeguati investimenti” che possano dare adito all’inserimenti nella società sperando nell’insistere nell’urgenza della loro applicazione con un provvedimento legislativo ad hoc, che per il momento non “vediamo” né nelle intenzioni, né nella politica, né nelle Istituzioni Comunitarie.

Previte

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