“Come cristiani abbiamo il coraggio di sperare. In un’epoca in cui su tutta la terra, milioni di persone disperano sotto il peso della crisi economica mondiale e sono sopraffatte dalle incertezze. E anche quando ogni sorta di paura, vecchia e nuova, invade le nostre menti e i nostri cuori. Come cristiani abbiamo il coraggio di sperare”. Con queste parole pronunciate dall’arcivescovo di Tirana, Anastasios, primate della Chiesa ortodossa di Albania, si è aperta mercoledì pomeriggio a Lione, nella storica chiesa di san Bonaventura, la tredicesima assemblea generale della Conferenza delle Chiese europee (Kek). All’assemblea, che ha  per tema “Chiamati  a un’unica speranza in Cristo”  partecipano settecentocinquanta delegati delle Chiese membro della  Kek e cioè delle chiese ortodosse, protestanti, anglicana e vetero-cattolica.

“In questa nuova fase della storia del mondo – ha detto l’arcivescovo Anastasios – noi, come cristiani siamo chiamati a vivere personalmente questa “speranza che è in noi” e allo stesso tempo, a proporla coraggiosamente laddove ci troviamo. Questo è il nostro messaggio:  c’è speranza. C’è speranza quando lottiamo per la verità e la giustizia. Quando resistiamo a ogni forma di violenza e di razzismo, quando difendiamo la dignità di ogni persona. C’è speranza – ha aggiunto Anastasios – quando sottolineiamo il dovere di solidarietà disinteressata tra tutti gli uomini e tutti i popoli; quando lottiamo per il rispetto sincero per il creato. Tuttavia, non possiamo, come cristiani, annunciare questa speranza in maniera convincente restando divisi; conservando relazioni tra noi formali, convenzionali e distanti. Da qui – ha concluso il primate della Chiesa ortodossa di Albania – la chiamata oggi rivolta alle chiese a ricercare l’unità per una “comune speranza” ad annunciare all’Europa e al mondo”.
Un augurio sincero ai numerosi partecipanti della tredicesima assemblea della Kek è stato rivolto dal cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione. “Come fratello – ha sottolineato il porporato – auspico che questi giorni di lavoro e di preghiera a Lione vi aiutino a progredire nella comprensione del mistero della nostra unità in Cristo in quanto le sfide della nostra società sono numerose e sono di natura economica, culturale, politica e interreligiosa”.
Facendo riferimento al tema dell’assemblea “Chiamati a un’unica speranza in Cristo”, il cardinale Barbarin ha detto:  “Sì, è il nostro comune appello:  testimoniare al mondo, spesso alla ricerca di speranza, che la luce di Cristo brilla su ogni uomo. Concretamente, la vostra assemblea vuole condurre una riflessione su cosa significa per i cristiani servire l’Europa di oggi e promuovere un impegno ecumenico. Avete già intrapreso un dialogo tra le differenti tradizioni – ha concluso l’arcivescovo di Lione – che lo Spirito Santo accompagni i vostri lavori, le vostre  sfide  e  anche la vostra preghiera”.

(©L’Osservatore Romano – 17 luglio 2009)