Nota finale dell’Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Spagnola

MADRID, lunedì, 30 novembre 2009 (ZENIT.org).- L’aborto è stato uno degli argomenti principali della 94ª riunione dell’Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE), svoltasi a Madrid (Spagna) dal 23 al 27 novembre.

Al riguardo, i presuli hanno affermato che i cattolici favorevoli a questa pratica medica si pongono in una situazione oggettiva di peccato. I Vescovi hanno anche annunciato la prossima pubblicazione di due documenti: uno relativo alla crisi economica, l’altro rivolto ai sacerdoti.

L’Assemblea è stata inaugurata il 23 novembre con il discorso del presidente, il Cardinale Rouco Varela, seguito dall’intervento del Nunzio Apostolico in Spagna, monsignor Renzo Fratini, che nel suo saluto ha chiesto di valorizzare la storia del Paese, che ha saputo esprimere la fede nella cultura nel corso dei secoli.

“Le radici cristiane sono lì – ha sottolineato –. Dobbiamo essere ottimisti e positivi, e soprattutto non dimenticare che è Dio che con la sua Provvidenza amorevole muove i fili della storia. In Cristo non può mancarci la speranza”.

L’Assemblea si è conclusa mentre la Camera dei Deputati iniziava il dibattito sul “Disegno di Legge Organica sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza”, che in seguito ha superato la prima votazione alla Camera. Di fronte a un tema così rilevante per la società spagnola, i Vescovi hanno presentato varie considerazioni.

In primo luogo, raccomandano chiaramente la lettura della Dichiarazione della Commissione permanente, datata 17 giugno scorso e intitolata “Sul disegno di legge sull’aborto: attentare contro la vita dei concepiti trasformato in ‘diritto’”.

In secondo luogo, ricordano che il disegno di legge, come dice la Dichiarazione, “rappresenta un serio passo indietro rispetto all’attuale legislazione depenalizzatrice, già di per sé ingiusta”.

“Nessuno che segua gli imperativi della giusta ragione può approvare o votare questo disegno di legge – aggiungono –. In particolare, i cattolici devono ricordare che se lo fanno si pongono pubblicamente in una situazione oggettiva di peccato, e finché dura questa situazione, non potranno essere ammessi alla Santa Comunione”.

In terzo luogo, affermano che “noi cattolici siamo per il ‘sì’ alla vita degli esseri umani innocenti e indifesi che hanno il diritto di nascere; per il ‘sì’ a un’adeguata educazione affettivo-sessuale che formi all’amore vero; per il ‘sì’ alla donna in gravidanza, che deve essere efficacemente sostenuta nel suo diritto alla maternità; per il ‘sì’ a leggi giuste che favoriscano il bene comune e non confondano l’ingiustizia con il diritto”.

I pastori hanno ripreso in questa Plenaria il dialogo sulla crisi morale ed economica, alla luce dell’Enciclica di Benedetto XVI “Caritas in Veritate“. Come frutto dei loro lavori, hanno approvato una Dichiarazione che verrà pubblicata prossimamente in cui sottolineano come in questo momento di gravi difficoltà economiche e sociali per tante famiglie sia necessario trasmettere una parola di solidarietà e speranza.

La crisi, segnalano nella Dichiarazione, deve essere affrontata principalmente a partire dalle sue vittime, e con un giudizio morale che permetta di trovare la via adeguata per la sua risoluzione. In sintonia con l’Enciclica “Caritas in veritate”, i Vescovi pongono l’accento sulla necessità di aspirare a uno sviluppo integrale, che non può essere raggiunto senza Dio.

Sempre nella Dichiarazione fanno riferimento, tra gli altri, ai giovani, alle famiglie e a collettività come quelle dei migranti, che risentono particolarmente della crisi, e si dicono preoccupati della situazione soprattutto alla luce della Riforma sulla Legge sugli Stranieri recentemente approvata dal Parlamento.

Per i presuli, la crisi deve essere un’occasione di discernimento e di azione di speranza. Per questo, esortano tutti, soprattutto le comunità cristiane, a continuare a condividere i propri beni con le vittime della crisi. A tale riguardo, la CEE ha deciso, come l’anno scorso, di consegnare alla Caritas una percentuale del Fondo Comune Interdiocesano, che in questa occasione è pari all’1,5%.

Un altro tema centrale è stato rappresentato dalla riflessione e dal dialogo sull’esercizio del sacerdozio oggi in Spagna. L’Assemblea ha approvato un “Messaggio dei Vescovi della Conferenza Episcopale Spagnola ai sacerdoti in occasione dell’Anno Sacerdotale”, che verrà reso pubblico prossimamente.