Cari allievi demoni, passiamo ora ad esaminare il secondo comandamento.
Il Nemico, nel suo immenso egoismo, non vorrebbe essere nominato invano. Sappiamo tutti, mi auguro, cosa intende qui con nominare: tirare in ballo, coinvolgere. Avete capito il vecchiaccio? Prima crea un universo pieno di problemi e poi non vuole essere interrogato quando le cose si fanno pressanti. Per quelli di voi che fanno già i tentatori sul campo è come se un manager staccasse il telefono. Come se un padre chiudesse la porta in faccia ai figli.
Se dicessi queste cose a uno dei suoi servi lui risponderebbe che la parola chiave è “invano”…bella scusa. Come se spettasse a lui decidere cosa è importante.

Vedete, è il solito trucco: da una parte ci dice “arrangiatevi, vi ho dato la libertà”, dall’altro si crede migliore di noi e si mette a sindacare come utilizziamo questa libertà.
Dice che gli dispiace che la sprechiamo. Ma a noi non pare sprecata, per noi quest’inferno è il posto più bello che c’è: facciamo cosa vogliamo senza il suo fiato sulle corna, e se dobbiamo lavorare per procurarci il cibo che importa? Di anime di umani fessi ce ne sono più che a sufficienza. Che ce ne frega della sua libertà?

Noi siamo diversi, e orgogliosi di esserlo. Tutto è nostro. Il Nemico chiama inutili le cose che allontanano da lui, ma sono proprio queste che a noi piacciono. Vogliamo usare di quelle come di tutto il resto. Perché ogni lasciata è persa, capite? Se non ci pigliamo tutto lo farà qualcun altro.

Perciò è importante che il nostro nome risuoni ovunque. Io, io, io, questo è il nostro inno. La nostra missione è che tutto diventi nostro, mettere l’impronta e il sigillo su ogni cosa, e quindi piegarla al nostro volere. Io sono importante, io valgo.
Il mio nome è il solo che importa. Io voglio essere coinvolto.

Quindi, il secondo comandamento infernale è

II – Nominati sempre

Questo è il nostro credo. Solo chi grida forte il proprio nome su tutti vince. E voi farete bene a ricordare il mio.

da Berlicche