Promettono beni materiali in cambio di conversioni

KÖNIGSTEIN, lunedì, 22 giugno 2009 (ZENIT.org).- La Chiesa cattolica in Guatemala rischia di soccombere di fronte alla notevole avanzata delle sette evangeliche, che non si fermano davanti a nulla per effettuare conversioni.

Una delegazione dell’associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) ha verificato che ormai quasi la metà del Guatemala è costituita da evangelici, mentre nuove Chiese spuntano ovunque nel Paese.

Dopo aver percorso 3.000 chilometri in 17 giorni visitando 10 delle 14 Diocesi guatemalteche, la delegazione di ACS afferma che le sette radicali sono accusate di corrompere la gente afflitta dalla fame promettendole cibo, medicinali e lavoro in cambio della conversione.

La delegazione ha redatto un documento in cui si dichiara che alcuni leader evangelici stanno prendendo di mira la Chiesa cattolica per convincere i fedeli ad abbandonare il cattolicesimo, attaccando insegnamenti fondamentali come l’importanza della Madonna o del Papa ed enfatizzando gli scandali che coinvolgono il clero.

“Siamo rimasti scioccati dall’enorme numero di nuove Chiese evangeliche che abbiamo visto durante il nostro viaggio – ha affermato il coordinatore dei progetti per l’America Latina di ACS, Xavier Legorreta –. Sembravano spuntare come funghi ovunque”.

Anche se il Guatemala ha una delle più forti comunità evangeliche latinoamericane, la rapidità diffusione di queste confessioni è sorprendente.

Nello spazio di appena 50 chilometri nel nord del Paese, la delegazione ha visto ben 10 cappelle o chiese evangeliche e solo 4 cattoliche.

Il rapporto di ACS afferma che i leader di alcune sette si sono recati in zone particolarmente povere mostrando cibo e vestiti che la gente avrebbe potuto avere se avesse iniziato ad assistere ai servizi religiosi.

Questo, spiega l’associazione, accade soprattutto nei momenti in cui la gente è più vulnerabile, come dopo un uragano o qualche altro disastro naturale.

“Sembra che ciò che attira la gente verso le sette non sia tanto una questione di fede ma un aspetto economico. E’ la promessa di diventare presto ricchi”, spiega il documento redatto dalla delegazione.

“Si pensa che il pastore – che spesso ha poca o nulla formazione religiosa – possa dare denaro, fornire un tetto e ogni tipo di sostegno”.

Sottolineando che le sette ricevono spesso cospicui finanziamenti da ricche organizzazioni statunitensi, il documento prosegue ricordando le campagne pubblicitarie evangeliche di massa con poster e altro materiale diffusi in tutto il Paese.

“I leader evangelici hanno indubbiamente fatto breccia nella coscienza delle persone – ha riconosciuto Legorreta –. Il loro messaggio è molto semplice e chiaro. La gente fa fatica a resistere”.

“Il cristianesimo evangelico è stato promosso ovunque – in televisione, alla radio, sui cartelloni –, anche davanti alle farmacie nelle strade principali”.

In questa difficile situazione, ACS sta aiutando i Vescovi con un progetto attualmente in fase di discussione che prevede la stampa e la distribuzione della Bibbia cattolica in tutto il Paese.

“I Vescovi guatemaltechi sono estremamente consapevoli del problema delle Chiese evangeliche”, ha confessato Legorreta. “Ciò che continuiamo a dire loro è: ‘Siamo pronti ad aiutare’”.

“La Chiesa cattolica riconosce la necessità di rispondere presentando la nostra fede in modo chiaro e usando tutti i mezzi disponibili”, ha aggiunto.

A questo scopo, “la formazione biblica è assolutamente fondamentale – non solo in Guatemala, ma in tutto il continente”.