Grazie a questo miracolo, l’Apostolo dei Lebbrosi sarà canonizzato questa domenica

di Carmen Elena Villa

HONOLULU, mercoledì, 7 ottobre 2009 (ZENIT.org).- “Nessuno è sopravvissuto a questo cancro. Questa malattia la porterà alla morte”. Furono queste le parole che il dottor Walter Chang disse ad Audrey Toguchi nel 1997. Scientificamente per lei non c’era niente da fare.

La sua guarigione è stata il miracolo decisivo per la canonizzazione di padre Damian de Veuster, che si svolgerà l’11 ottobre in una cerimonia presieduta da Papa Benedetto XVI in Piazza San Pietro in Vaticano.

Padre Damiano, membro della Congregazione dei Sacri Cuori, noto anche come l’Apostolo dei Lebbrosi, nacque in Belgio nel 1840. A 33 anni si trasferì nell’isola di Molokai (Hawaii), dove i lebbrosi erano stati isolati.

Privandosi di tutto, il sacerdote rimase lì servendo, catechizzando e amministrando i sacramenti a quanti avevano contratto questa malattia. Contagiato anch’egli dalla lebbra, morì nel 1899. Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1995.

Malattia allo stadio terminale

Nel 1996 Audrey, originaria dell’isola hawaiana di Oahu, aveva 69 anni. “Non sapevo di avere un cancro”, ha detto a ZENIT.

“Mio marito notò un gonfiore dopo una caduta [era scivolata qualche giorno prima, mentre lavava il pavimento]. Il medico di famiglia disse che si trattava di un ematoma”.

L’anno dopo, l’ematoma non era scomparso, anzi, era aumentato. Audrey si sottopose a nuovi esami e le fu diagnosticato un liposarcoma alla coscia sinistra. Si trattava di un tumore maligno.

Un anno dopo fu sottoposta a intervento chirurgico, ma il cancro ormai si era diffuso. “Fu il chirurgo che scoprì, al momento di asportarlo, che era un cancro terminale molto raro e aggressivo”, ha commentato la donna.

“Altri oncologi che studiarono il caso dissero che non c’era al mondo alcun referto medico su una persona sopravvissuta a questo tipo di malattia”.

Durante un altro controllo, nel settembre 1998, le radiografie rivelarono che il cancro aveva provocato metastasi ai polmoni. I medici diedero ad Audrey tre mesi di vita.

La donna si sentiva molto debole. Non voleva la chemioterapia né altri interventi. Si rivolse così a una persona a cui era devota fin da bambina, da buona hawaiana: “Ho sempre amato padre Damiano”, ha confessato.

“L’ho pregato per tutta la vita. Per questo sono andata a Kalawao (dove si trova la sua tomba), a Molokai e nelle nostre chiese per molti anni”.

Nel novembre 1998 Audrey iniziò a sperimentare grandi miglioramenti. Gli esami medici mostrarono che il cancro stava regredendo. Sei mesi dopo, con un esame a raggi X, si notò un completo regresso delle metastasi senza che ci fosse stata alcuna terapia. Il cancro scomparve al cento per cento.

Mentre per i medici non c’è spiegazione – lo afferma anche il suo dottore, che non è cattolico –, per Audrey non c’è dubbio sul fatto che la sua guarigione sia avvenuta grazie all’intercessione di padre Damiano.

“Quando sono guarita completamente per amore del Signore e per l’intercessione di padre Damiano, mi sono sentita molto onorata e grata”, ha confessato.

Il 18 ottobre 2007, la Consulta Medica della Congregazione per le Cause dei Santi hanno esaminato i documenti clinici. Come si procede in vista di una possibile canonizzazione, credenti e non credenti hanno concluso affermando con certezza morale che la guarigione è non solo eccezionale, ma “soprannaturale”.

In seguito, la Commissione di Teologi ha determinato che si trattava di un miracolo, raggiunto per l’intercessione di padre Damiano, requisito indispensabile perché riceva il titolo di santo.

La signora Audrey ha parlato di come la testimonianza di padre Damiano faccia ancora breccia nel suo popolo: “Abbandonò il Belgio quando era molto giovane. Era il pastore degli hawaiani di ogni religione, perché tutti siamo figli di Dio. Imparò e rispettò la cultura hawaiana. La sua figura è molto venerata tra noi. Dopo 120 anni continua ad essere molto amato”.

Audrey Toguchi oggi ha 82 anni. Ha un volto e una voce sereni ed è piena di vitalità. Ha assicurato che si recherà a Roma per la cerimonia di canonizzazione.

“Il Presidente Abramo Lincoln, nel 1860, disse che Dio amava le persone comuni perché era diventato uno di loro”, ha concluso parlando con ZENIT.

“Io sono una persona molto comune. Nella sua compassionevole misericordia, Dio mi ha guarito e padre Damiano, che ha mostrato un grande amore per i più reietti  dell’umanità, ha voluto intercedere per me”.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]