Un ricordo al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri .

I 150 milioni di euro votati dal Parlamento per costituire il Fondo“Dopo di noi “ e negati dal Suo Governo : é l’ultima ratio ?

Tutti sappiamo che la disabilità è il simbolo della fragilità, ma se ognuno di noi volgesse lo sguardo attorno alla vita quotidiana ed uno a chi è veramente vittima di sofferenze, molti di più sarebbero i cuori che si aprirebbero alla condivisione del giusto pensiero per trovare una via a proposte ed azioni per dimostrare che non dimentichiamo mai il nostro prossimo che resta pietra di paragone degli atti della nostra vita.

Nelle tante vicissitudini che la Torre di Babele della politica sta offrendo in questi n/ turbolenti giorni, è bene considerare la famiglia, fondamentale istituzione come è stata molto bene “evidenziata” nel “7°Incontro Mondiale delle Famiglie” avvenuto a Milano, soprattutto la famiglia che cura i propri membri ammalati o disabili .

Sul futuro di quest’ultimi è un’incognita che grava in maniera notevole ed evidente il “pensiero” delle famiglie, una giustissima, naturale ed umana “precauzione” tesa ad ottenere un qualche “cosa”, un margine di “sicurezza”, una concreta “soluzione” che consenta assistenza e cure ai loro familiari quando resteranno soli.

Queste “richieste” sono state approvate (maggio 2012) dalla 12° Commissione “Affari Sociali” della Camera dei Deputati e con l’istituzione di 150 milioni di euro quale inizio per la costituzione del “Fondo Dopo di noi”, “bocciato” dal Governo Monti.

Ma Signor Presidente del Consiglio dei Ministri : è l’ultima “parola”?

Da troppi anni insiste un velato e vergognoso silenzio delle Istituzioni sulle condizioni in cui “vivono” le famiglie dei sofferenti psico-fisici ed i disagi delle famiglie.

Ho sempre proposto al “Potere” la “spinta” e la “sollecitazione” ad agire, certo e con la speranza di poter raggiungere il traguardo prefissato, ma resta un cammino che richiede una lunga pazienza per “incontrare” chi ignora queste situazioni, chi ha orecchie per non sentire quanti parlano prima ai cuori .

Lei conosce benissimo, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, le stime statistiche che attribuiscono al 15% le famiglie italiane direttamente interessate alla disabilità e la vita del disabile con i propri familiari, meglio dire solo con i propri genitori che sono i più efficaci e più completi a soluzioni delle necessità assistenziali.

Occorre dare sostegno completo e concreto alle famiglie per non creare situazioni di svantaggio per i membri della stessa.

Ma bisogna non dimenticare che invecchiamo tutti ( forse prima i genitori di questi sofferenti !), quindi ad un certo punto il disabile si ritroverà senza nessuno e questo produce tensione, amarezza, incertezza ed una forzata ricerca di soluzioni individuali che molto spesso si rilevano non adeguate, costose e negative.

Ecco che entra in campo una priorità assoluta per queste famiglie, in ansia per il futuro della loro prole disabile che potrebbe essere costituita dalla “presenza” di una istituzione che provveda al loro futuro incerto che si chiama Fondo “Dopo di noi”, “bocciato” dal Suo Governo che non ha considerato con quei 150 milioni di euro, derivati dal gioco d’azzardo approvati dalla 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, necessari per arrivare ad una soluzione concreta sul futuro di questi “sventurati della vita”.

La negazione di quel provvedimento, è la dimostrazione del disinteresse o sottovalutazione che regna nel nostro Paese rispetto a questo grave disagio sociale, dove di tanto in tanto i mass media propongono velate spiegazioni, o semplici riproposizioni di giudizi che non portano che audience di un certo clamore, visto che questi “indici” sembrano essere termini di raffronto di avvenimenti .

Ancora una volta dobbiamo ribadire che questa problematica necessita di un intervento immediato come quel “Dopo di noi” adeguato ed efficace, perché il rispetto della dignità del disabile è essenziale in una società che vuol essere civile.

Le famiglie coinvolte non manifestano chiassosamente, possono solo contenere la loro forza residua affinché non si spenga quel briciolo di speranza che ancora rimane per una concreta definizione.

Non tradisca le famiglie, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri , Lei che non è un politico di professione, Lei che è un “buon padre di famiglia”, mentre la stima e la fiducia delle stesse guardano a Lei con infinita speranza .

 Previte

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