Intervista del cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica
Tratto da Vatican Insider il 29 agosto 2011

“Per tutti gli insegnanti, affinché sappiano trasmettere l’amore alla verità ed educare agli autentici valori morali e spirituali”: è questa l’intenzione generale di preghiera del Papa per il mese di settembre. Un’invocazione sulla quale si è soffermato, con un’intervista rilasciata a Radio Vaticana, il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica

“Di fronte al relativismo – ha osservato il cardinale – circa i valori e le verità fondamentali della vita si postula di trasmettere l’amore della verità: se non si sa cosa sia il bene e che cosa sia il male; se tutto è relativo allora si pone la domanda “a cosa educare?” In realtà l’educazione non può essere ridotta alla trasmissione delle conoscenze e le capacità possono essere usate sia per il bene, sia per il male. Si deve educare la persona affinché sappia – ma soprattutto voglia – sfruttare queste conoscenze e capacità per il bene”.

L’emergenza educativa è uno dei grandi temi del Pontificato di Benedetto XVI: la Congregazione come sta rispondendo a questa grande sfida dei nostri tempi? “Noi cerchiamo – ha risposto mons Grocholewski – di elaborare un progetto educativo impostato sulla centralità della persona umana, sulla sua integrità. Anche riguardo alla formazione intellettuale, per noi questa non è solo una preparazione alla professione: la formazione intellettuale in primo luogo deve formare la persona, rendendola capace di essere critica, di essere in grado di giudicare e di valutare da sola; di non essere schiava di certe propagande o ideologie. Quando, qui in Congregazione, vengono alcuni ambasciatori presso la Santa Sede non cristiani spesso si vantano di aver frequentato la scuola cattolica, l’università cattolica… Io domando sempre come mai pur non essendo cristiani abbiano frequentato la scuola cattolica. Mi vengono date sempre due risposte: la prima, perché sono migliori; la seconda risposta – per me molto importante – perché la scuola cattolica non trasmette soltanto le conoscenze, ma forma la persona”.

Il presule ha poi concluso l’intervista ricordando l’insistenza del papa sul legame fede-ragione.

“Allargare gli orizzonti della razionalità e quindi non restringere l’intelletto umano soltanto a ricercare quello che è sperimentabile, quello che è utile concretamente, economicamente; ma aprirsi a tutta la verità, aprirsi anche alle questioni fondamentali della vita umana, del senso della vita, del destino della vita… Penso sia molto importante integrare in questo contesto ragione e fede: la ragione sincera non può chiudersi ai problemi che pongono le religioni. Non può chiudersi, perché sono domande fondamentali della vita!”