Tristi e tragici episodi di raptus, come quelli che la cronaca ci somministra quasi tutti i giorni, forse anche conseguenza possibile di patologie di esclusiva competenza psichiatrica o di alterazioni efferate che avvengono nel n/s Paese ( ultimi a Liegi ed a Firenze dove si è scatenata una folle violenza cieca ed inumana), ai quali assistiamo increduli, confusi e sconcertati, fanno emergere sempre più quanto sia pericolosa la sindrome delle turbe psichiche presenti in questa n/s società.

Tutto ciò ci fa pensare che per aiutare solidalmente pazienti con patologie psichiatriche senza adeguate strutture, non bastano le parole! (quelle poche che si sentono !).

Dalle originarie società primitive, dove i comportamenti si basavano sulla supremazia della violenza, siamo pervenuti a forme di civiltà proprio tutelando il diritto alla vita con un processo lento, continuo di civilizzazione, perché si era compreso che la violenza era considerata un complesso di comportamenti che potevano portare all’aggressività e non a risolvere problemi sociali.

Oggi, anno di grazia 2011, è subentrata la paura ! Le donne, le persone anziane, i bambini, i cittadini tutti hanno ed abbiamo paura !

 

Dobbiamo considerare che “fatti irresponsabili”, come quelli misteriosi ed insoluti dove vengono evidenziati “teoremi” incomprensibili e pieni di un vociare sovrapposto, ( sarebbe meglio lasciare alla Magistratura una concreta definizione e non dare “sentenze”), vanno addossati, anche, ad inerzia in questo comparto sanitario-legislativo e pongono interrogativi che dovrebbero penetrare nei valori etici della coscienza di quanti “non vedono” , “non odono”,” non sentono”.

La malattia mentale, spesso originata nei suoi diversi risvolti, è in forte aumento a livello sociale, specie fra i giovani, nonché fra le pieghe delle famiglie, scatenando paura ed angoscia. E lo “vediamo” quasi tutti i giorni!

Paura, un sentimento naturale, perché il cittadino non si sente tutelato.

Angoscia, con una marcata sensazione di sfiducia, perché la gente di fronte all’impotenza necessita sempre più ed urgente la difesa di quei diritti che fanno parte integrante dell’etica delle società civili.

La televisione, “meccanismo” pericolosissimo, micidiale, perverso, ambiguo : mostra violenza su violenza.

A volte legittima la cattiveria invitando i telespettatori a chiamare e telefonare per partecipare a trasmissioni che sono in “fondo” cieche, sorde, con sentimenti di un diffondersi pauroso, dilagante, relativismo e di un egoismo privo di contenuti.

Tutti siamo su questo palcoscenico della quotidianità, dove attori recitano copioni in ruoli e responsabilità diverse, dove gli spettatori sono soggiogati da disquisizioni illusorie, ma alla fine restiamo delusi perché non riusciamo a vedere nel finale l’utilità ed il contenuto della “recita” in questo teatrino dell’assurdo.

La nostra società, forse, sta soffrendo della progressiva perdita dei valori morali che rendono l’uomo sempre più attento al lato materiale e molto meno a quello solidale della sua esistenza, creando disinteresse

Nel Comitato Ristretto della 12° Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati il 30 marzo 2005, era stata affrontata una sostanziale modifica definitiva di questa “anomalia sociale”, ma il Testo Concordato Unificato Burani Procaccini, nel quale era abbinata la n/s Petizione n.23, da quell’epoca ed ancora oggi questa “patata bollente” è sparita dall’agenda parlamentare. Ce lo deve ancora chiarire l’allora Presidente della Camera dei Deputati Onorevole Pier Ferdinando Casini.

Intanto : i “manicomi” in Italia continuano.  Quali e dove sono ?

Sono le insufficienti o non adeguate strutture sparse sul territorio, sono soprattutto nell’essenza del volere ( a parole!) quella “chiusura” degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, orrore ed errore della politica, senza predisporre, fra l’altro, una programmazione della salute mentale.

Perché si continua a tollerare questa vergognosa e scandalosa situazione, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri e Signori della Politica ?

Le riflessioni, le proposte, le argomentazioni non in discussione in Parlamento sono necessarie per dare i giusti contenuti e riconoscimenti ad una disfunzione sociale così rilevante che dura da troppo tempo.

E’ troppo facile “liquidare”queste necessità con argomentazioni di diversa natura, ma la malattia mentale ha una priorità assoluta, perché “questa realtà” che si trascina da ben33 anni, evidenzia aspetti molto complessi e difficili da interpretare dove definizioni semplici o risposte interlocutorie assomigliano più ad una singolare pratica burocratica, la quale lascia il tempo che trova!

Con coscienza critica  le varie componenti politiche, invece di praticare inutili litigiosità, dovrebbero agire per essere capaci di incrementare lo sviluppo della giustizia e della sicurezza sociale più volte “richiamate” dalla n/s Costituzione, per dare quelle opportune risposte a quelle realtà di salute mentale per le quali moltissime famiglie sono succubi e vittime, specialmente nei loro giovani figli.

 

Signori della Politica, il mondo cattolico, quello dei deboli psichici e della sofferenza guarda a Loro quali persone dotate di una consistente umana solidarietà ed attenzione, di liberale civile connivenza, quindi attende quell’auspicabile intervento legislativo, quella legge-quadro, quella valutazione della “situazione” grave ed urgente che non “vediamo” nei Programmi del Governo Monti, che consenta alle Regioni di emanare disposizioni omogenee nei loro territori .

Signor Presidente della Repubblica, del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Consiglio dei Ministri, non sembra utile e necessario produrre meccanismi legislativi concreti a fronte di questa palese ingiustizia sociale ?

Previte

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