dal Vangelo secondo Mt 9, 1-8 

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto.
Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
Allora alcuni scribi cominciarono a pensare: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: àlzati, disse allora al paralitico, prendi il tuo letto e và a casa tua».
Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

IL COMMENTO di don Antonello Iapicca

Cose malvage pensate nel cuore. Il nostro pensar bene di Dio e della vita si infrange sullo scandalo di una paralisi. Il potere che esigiamo da Dio è quello di scioglierci dai nodi dell’esistenza. Crediamo, indubbiamente… Ma in un totem che risolva il contingente. Quelle situazioni che ci angosciano e che vorremmo cancellare. Le cose malvage pensate nel cuore altro non sono che tentare Dio per trascinarlo su cammini che non gli si addicono. Un taumaturgo piegato ai nostri desideri. E non lo conosciamo. E non ci conosciamo. Vi è solo una paralisi. Il peccato. Dio si confronta con il peccato. Il male, il mistero dell’iniquità si cela nel peccato. Vorremmo capire i perchè di tante atrocità, di tante ingiustizie. Ma rifiutiamo la radice del male. Il peccato. Accovacciato alla nostra porta, insinuato nel nostro cuore, dal quale escono tutti gli abomini. Nel quale pensiamo cose malvage. Non riconoscere il peccato, guardarlo con supponenza, sorvolarne la serietà e la drammaticità è dare del bestemmiatore a Gesù. Significa essere nemici della Sua Croce.

Ignorare il peccato è ignorare Dio, il Suo potere, il Suo amore. Chiudersi alla misericordia, la bestemmia contro lo Spirito Santo, il peccato che non potrà essere perdonato. Per questo ci troviamo paralizzati, stesi sul letto della solita vita, dei soliti peccati. Guardare in faccia la Verità, lasciarci giudicare dalle Parole d’amore di Gesù. I peccati rimessi, la vera liberazione, il mistero del male svelato nel perdono. Per pura Grazia. Che fa accettare le conseguenze dei nostri peccati e, in esse, le conseguenze dei peccati di ogni uomo. La morte è entrata nel mondo per invidia del demonio e ne fanno esperienza quelli che gli appartengono. E il male si spande. Anche sugli innocenti. Ma noi, che innocenti non siamo, ne siamo schiavi, paralizzati. Ogni male che appare sulla terra è frutto del peccato. V’è una sola risposta, un’unica soluzione. Lasciarsi amare, riconciliare, perdonare. Accettare d’essere peccatori, e gettarsi tra le braccia del Signore. Ai Suoi piedi, piangendo e implorando. Per conoscere il potere di Dio, la Sua vittoria sul peccato e sulla morte. Per essere liberati e tornare a casa, nella storia d’ogni giorno con il letto che è la memoria dei nostri peccati e la consapevolezza della nostra debolezza. A noi la memoria di quello che siamo, a Gesù l’amore e il perdono.

Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorso 256 nei giorni di Pasqua

« Alzati e cammina »

« Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Cristo dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti darà vita anche ai vostri corpi mortali » (Rm 8,11). Adesso il nostro corpo è animale, lassù sarà spirituale. In effetti « il primo uomo fu creato per essere anima vivente, l’ultimo uomo sarà spirito vivificante » (1 Cor 15,45). Per questo « darà vita anche ai vostri corpi mortali ad opera dello Spirito che abita in voi ».

Oh felice Alleluia, quello di lassù! Alleluia pronunciato in piena tranquillità, senza alcun avversario! Lassù non ci saranno nemici, non si temerà la perdita degli amici. Qui e lassù si cantano le lodi di Dio, ma qui da gente angustiata, lassù da gente libera da ogni turbamento; qui da gente che avanza verso la morte, lassù da gente viva per l’eternità; qui nella speranza, lassù nel reale possesso; qui in via, lassù in patria. Cantiamolo dunque adesso, fratelli miei, non per esprimere il gaudio del riposo ma per procurarci un sollievo nella fatica. Come sogliono cantare i viandanti, canta ma cammina; cantando consolati della fatica… Canta e cammina!

Cosa vuol dire: cammina? Avanza, avanza nel bene… Se tu progredisci, cammini; ma devi progredire nel bene, nella retta fede, nella buona condotta. Canta e cammina! Non uscire di strada, non volgerti indietro, non fermarti! Rivolti al Signore.