Un decreto autorizzato dal Papa riconosce le loro virtù eroiche

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 20 dicembre 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha autorizzato questo sabato la pubblicazione dei decreti che riconoscono le virtù eroiche dei Papi Giovanni Paolo II e Pio XII, che in questo modo passano a essere riconosciuti come “venerabili” dalla Chiesa.

Si tratta del primo passo importante del processo romano per la causa di beatificazione dei due Pontefici. Perché possano essere elevati agli altari sarà necessario il riconoscimento di un miracolo attribuito alla loro intercessione dopo la morte da parte di una commissione scientifica, una commissione teologica, una di Cardinali e Vescovi, e infine, dello stesso Papa.

Perché siano dichiarati santi sarà necessario il riconoscimento di un altro miracolo attribuito alla loro intercessione. I decreti sono stati autorizzati da Benedetto XVI durante l’udienza che ha concesso all’Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

Il processo è stato spiegato da Benedetto XVI ricevendo i superiori, gli officiali e i collaboratori della Congregazione in occasione del 40° anniversario dell’istituzione di questo organismo vaticano.

“Le principali tappe del riconoscimento della santità da parte della Chiesa, cioè la beatificazione e la canonizzazione, sono unite tra loro da un vincolo di grande coerenza – ha affermato -. Ad esse vanno aggiunte, come indispensabile fase preparatoria, la dichiarazione dell’eroicità delle virtù o del martirio di un Servo di Dio e l’accertamento di qualche dono straordinario, il miracolo, che il Signore concede per intercessione di un suo Servo fedele”.

“Quanta sapienza pedagogica si manifesta in tale itinerario! In un primo momento, il Popolo di Dio è invitato a guardare a quei fratelli che, dopo un primo accurato discernimento, vengono proposti come modelli di vita cristiana; quindi, viene esortato a rivolgere loro un culto di venerazione e di invocazione circoscritto nell’ambito di Chiese locali o di Ordini religiosi”.

Infine, ha aggiunto, “è chiamato ad esultare con l’intera comunità dei credenti per la certezza che, grazie alla solenne proclamazione pontificia, un suo figlio o una sua figlia ha raggiunto la gloria di Dio, dove partecipa alla perenne intercessione di Cristo in favore dei fratelli”.

In questo cammino, ha dichiarato il Pontefice, “la Chiesa accoglie con gioia e stupore i miracoli che Dio, nella sua infinita bontà, gratuitamente le dona, per confermare la predicazione evangelica. Accoglie, altresì, la testimonianza dei martiri come la forma più limpida e intensa di configurazione a Cristo”.

La Chiesa svolge questi processi perché “nell’itinerario per il riconoscimento della santità emerge una ricchezza spirituale e pastorale che coinvolge tutta la comunità cristiana”.

“La santità, cioè la trasfigurazione delle persone e delle realtà umane a immagine del Cristo risorto, rappresenta lo scopo ultimo del piano di salvezza divina”, ha concluso.