Massima, serena, attenzione. La domenica capitolina – segnata dalla beatificazione di Giovanni Paolo II – sarà una giornata delicata sul fronte della sicurezza e della logistica, ma il lavoro perché nessuno possa avere o creare problemi di alcun genere è a punto. «Una struttura che ha gestito la Giornata mondiale della gioventù del 2000, i funerali dello stesso Giovanni Paolo II con circa 180 delegazioni straniere e tanti altri grandi eventi, è rodata…», spiega Francesco Tagliente, questore di Roma: «Ricordo bene ad esempio, proprio durante quella Gmg, il transito per ben sette chilometri della papamobile fra le transenne dietro le quali c’erano centinaia di migliaia di persone…».

Ci si aspetta un milione di persone, almeno. Ma c’è un “segreto” secondo Tagliente: «Pianificare attentamente tutto quanto , evita poi i problemi nella gestione di un evento». Ecco perché «crediamo di aver pianificato le misure organizzative di sicurezza necessarie a conciliare vivibilità e sicurezza» a Roma domenica prossima: «Due mesi fa è stato istituito un gruppo di lavoro. Abbiamo fatto numerosi incontri e tavoli tecnici, il penultimo questa mattina (ieri, ndr), durante il quale è stato fatto un punto della situazione».

Risultato? Qualche ora e arriverà l’ordinanza “dispositiva” per la gestione della sicurezza nella tre giorni della beatificazione di Giovanni Paolo II nella capitale, in concomitanza con il concerto del Primo Maggio, firmata dallo stesso Tagliente. Cioè 200 pagine che riguardano soprattutto quattro eventi: la veglia di preghiera dalle 17,30 dopodomani al Circo Massimo, la cerimonia di beatificazione domenica mattina, il concerto a San Giovanni nel pomeriggio e la Messa di ringraziamento di lunedì.
Così verrà attivato il “Centro gestione per la sicurezza dell’evento” nella sala operativa della Questura. Sono previsti tre diversi livelli di sicurezza dell’area in cui si svolgerà la cerimonia (“Massima sicurezza”, “Riservata” e “Di rispetto”), in pratica tre “anelli” nei quali è stata suddivisa, il più esterno dei quali garantirà il regolare e ordinato afflusso e deflusso dei fedeli, al rapido spostamento dei veicoli delle forze dell’ordine. L’intera zona a sua volta sarà suddivisa in nove “microaree”, ognuna sotto il controllo di diversi funzionari della Questura.

Un occhio particolare, poi, sarà fisso su scali portuali, ferroviari ed aeroportuali, mentre sarà imposto il divieto di sorvolo dell’area interessata dagli eventi. Sono previsti percorsi “dedicati” per le 70 delegazioni straniere e quattro aree di scambio per l’arrivo di pullman nelle zone Tiburtina, Anagnina, Cinecittà ed Eur (più altre sei aree di riserva). E a via della Conciliazione ci sarà un corridoio centrale per il transito di veicoli d’emergenza. Saranno dunque «tre giorni impegnativi per le forze dell’ordine», sottolinea Tagliente.

I giorni maggiormente “sotto osservazione” sono domani, dopodomani e lunedì. Ma «siamo pronti, grazie anche alle immagini che arriveranno dall’elicottero che sorvolerà gli eventi, a modulare in tempo reale gli interventi», va avanti il questore. E lo ripete ancora: «Siamo comunque allenati da anni e anni ed eventi di esperienza…».

È sereno anche il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro: «Tutto è pronto – fa sapere – e tra oggi e domani ci saranno i primi arrivi». In linea di massima «stimiamo che domenica ci saranno un milione di persone, che possono aumentare se si tiene conto della partecipazione dei romani». Detto questo, stamani «ci incontreremo nuovamente con le forze dell’ordine per definire gli ultimi aspetti e per verificare gli arrivi nella capitale». Il prefetto si è detto, infine, «molto fiducioso: spero che andrà tutto nel migliore dei modi per onorare la memoria di papa Wojtyla».

Insomma, sarà una città «sicura, ma non militarizzata» la capitale che accoglierà pellegrini da tutto il mondo per la beatificazione di papa Wojtyla, assicura e rassicura infine anche il capo della Polizia, Antonio Manganelli. «Non c’è da aspettarsi una città militarizzata – ha spiegato – ma misure di sicurezza che faranno stare tranquille sia le persone che parteciperanno agli eventi sia quelle persone che non vi parteciperanno».

Pino Ciociola da Avvenire