Oggi si celebra la Giornata della Santificazione Universale sul tema “La santità, dono per tutti”. L’iniziativa è promossa dal Movimento Pro Sanctitate che vuole diffondere nel mondo l’ideale della santità e della fraternità. Ma cosa vuol dire essere santi? Tiziana Campisi lo ha chiesto a Teresa Carboni, segretaria nazionale del Movimento Pro Sanctitate:
R. – C’è una via, ecco: è Gesù stesso che ci dice “Io sono la via”. Credo che l’umanità di Gesù sia la via per diventare santi. Gesù è stato una persona forte e nello stesso tempo mite, dolce; ha saputo perdonare, ha saputo accogliere, ha saputo parlare il linguaggio di tutti. Credo che questa scuola di umanità di Gesù, che ha saputo stare 30 anni nel silenzio e nella laboriosità e poi anche nell’annuncio, che ha saputo percorrere la via della croce, che ha saputo mangiare con i propri amici e stare a tavola con i peccatori. Questa mi sembra la via più semplice, la più bella e quella più percorribile.

D. – Come accostarsi alla santità? Talvolta viene vista come una parola lontana dalla realtà di oggi …

R. – Certamente, parlare di santità ad un uomo post-moderno quando sembra che i valori quasi non ci siano, può sembrare difficile. Eppure proprio quando si tocca il fondo nasce prepotente nell’uomo il desiderio di Dio.

D. – Il Movimento Pro Sanctitate promuove iniziative per la santificazione universale. In che modo?

R. – Il Movimento è nato proprio come una voce che vuole ricordare all’uomo che abbiamo un destino comune da inseguire e anche da accogliere come dono da Dio, che è proprio la santità. Nello stesso tempo, accompagna ogni uomo e direi anche ogni famiglia, ogni situazione umana per poter diventare evangelica, perché davvero questa buona notizia che Dio ci dà sia l’abitazione, ecco, nella quale l’uomo si trova a suo agio. Quindi, il Movimento Pro Sanctitate promuove iniziative – incontri, momenti di preghiera – soprattutto mira alla formazione della coscienza attraverso la stampa, attraverso il nostro mensile “Aggancio” che offre proprio una formazione di tipo ecclesiale-spirituale-liturgico: tutto quello che può servire perché l’uomo prenda coscienza di questo dono e diventi in qualche modo anche il promotore, nella sua vita e nella vita degli altri. Quindi, non solo un aiuto per il cammino della santità, ma anche un aiuto a diventare apostoli della santità.

D. – Santità e festa di Tutti i Santi: come guardare a queste due cose?

R. – Il nostro fondatore, già dal 1957, aveva avuto questa grande intuizione della Giornata della Santificazione universale, quindi di una giornata nella quale ricordare a tutti che i santi che sono in cielo ci guidano per poter diventare anche noi santi. Abbiamo questa potenzialità e questa possibilità reale per il dono del Battesimo; quindi la solennità di Tutti i Santi è un grande aiuto e nello stesso tempo, grazie a questa giornata promossa dal Movimento in tutte le parti del mondo, è proprio anche l’impetrazione, la richiesta a Dio di santi nuovi per il mondo di oggi: uomini e donne che anche oggi, in questa nostra società, possano vivere questa profonda unione con Dio.

D. – E come superare i limiti che impediscono di guardare ai santi come persone lontane?

R. – I santi non sono persone lontane da noi, sono persone che vivono accanto a noi. Io parlerei proprio del santo della porta accanto, ma forse direi anche il Santo di casa nostra. Cioè, quelle persone che nell’ordinario della loro vita, nella quotidianità vivono la straordinaria bellezza del Vangelo: credo che questa distanza possa essere colmata proprio dal fatto che riscopriamo anche accanto a noi persone imitabili per la loro bontà, per la loro mansuetudine, per le loro rettitudini, per la ricerca della giustizia …

© Radio Vaticana – 1 novembre 2009