Tante le iniziative, oggi, per la Giornata della Memoria in ricordo delle vittime dell’Olocausto. A Milano, sorgerà uno spazio che documenterà gli orrori della follia hitleriana, ne ricorderà le vittime e permetterà a chiunque di raccogliersi in un momento di riflessione. L’unico, fra tutti i luoghi che in Europa sono stati teatro delle deportazioni, a essere rimasto intatto. Parte da un corridoio sotterraneo, umido e buio e da due vagoni, un misto di lamiere, legno e ruggine, la testimonianza tangibile della sorte di centinaia di ebrei e di oppositori politici che tra il 1943 e il 1945, videro la morte nei campi di sterminio nazisti. È lì che nascerà a Milano, nel ventre della Stazione Centrale, il Memoriale della Shoah: per riportare alla luce il ricordo delle deportazioni e stimolare la coscienza collettiva.

Una preghiera in lingua ebraica, ufficiata dal rabbino capo di Milano, ha dato il via ieri alla celebrazione che ha inaugurato i lavori per la realizzazione del Memoriale, con la posa simbolica della prima pietra. Settemila metri quadrati, per anni nascosti agli occhi della città, che si trasformeranno in «un luogo di studio e di scambio, per discutere, capire e meditare», ha ricordato il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah, Ferruccio De Bortoli.

Il Memoriale, che potrebbe vedere la luce già nel 2011, sarà realizzato proprio nelle stesse aree in cui avvennero le deportazioni. Diventerà un vero e proprio laboratorio della memoria, con una biblioteca tematica sulla Shoah e un percorso documentale su quello che fu il binario 21 della Centrale, da cui partivano i treni dell’Olocausto. Un muro riporterà tutti i nomi dei deportati nei campi di sterminio dal capoluogo lombardo e le immagini che scorreranno sulle pareti delle campate accompagneranno il visitatore sino al “Luogo di Riflessione”, una sala dedicata al raccoglimento e alla preghiera.

«Un’opera altamente significativa e un luogo di testimonianza di un evento tragico che dovrà per sempre rimanere come monito nella memoria delle generazioni future». Con queste parole il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha espresso, in un messaggio, il suo plauso al nuovo Memoriale della Shoah di Milano. «Peccheremmo di colpevole indifferenza se non adempissimo quello che ci si presenta come un dovere: non dimenticare ciò che è stato in una fosca stagione della nostra storia», ha ammonito il presidente della Repubblica, mentre ieri si inaugurava al Vittoriano di Roma anche la Mostra “Auschwitz-Birkenau”.

Alla cerimonia della posa della prima pietra hanno preso parte, oltre alle autorità civili locali, anche il presidente emerito della Consulta, Giovanni Maria Flick, e l’amministrare delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti.

Struggente la testimonianza di Liliana Segre, che a 13 anni arrivò ad Auschwitz su un vagone blindato partito proprio dalla stazione di Milano e fu una dei pochissimi sopravvissuti alla deportazione e che ieri è tornata nel luogo del dolore a testimonianza che «la memoria, anche se dolorosa, va mantenuta viva».

di Claudia La Via da Avvenire