I giudici d’appello hanno annullato i due mesi di cella inflitti allo studente che dovrà pagare una multa di 3mila euro

da Vatican Insider

Ci sono voluti 19 giorni in cella di isolamento nel carcere parigino di Fleury Mérogis ma alla fine i giudici francesi hanno riconosciuto che la condanna inflitta allo studente 22enne Nicolas Bernard Busse era decisamente sproporzionata e il 9 luglio, lo hanno liberato. Nicolas era finito in manette lo scorso 16 giugno, dopo un sit in pacifico contro la legge Taubira sulle nozze gay. La Corte d’appello di Parigi ha dunque commutato i due mesi di carcere inflitti al giovane con una multa di 3mila euro. Il processo di appello lo ha così scagionato dall’accusa di ribellione e di aver fornito una falsa identità,  ma l’ha ritenuto comunque responsabile di aver partecipato a una “manifestazione non autorizzata”.

Parlando del proprio arresto dinnanzi ai giudici, Nicolas lo ha definito una «cattura brutale».«Sono stato legato – ha detto – e scagliato come un animale sul furgone della polizia».

Non è andata come si aspettavano i suoi sostenitori che, parlando di  «condanna inaudita» e di «delitto d’opinione», si aspettavano un’assoluzione piena. Ma indubbiamente la mobilitazione registrata da più pezzi della società civile, anche da settori di quella favorevole al matrimonio gay, deve avere avuto il suo peso nella decisone ( e nel parziale passo indietro) dei giudici.