“La famiglia tradizionale? Rischia di diventare un’eccezione, non una regola”; una dichiarazione che fa discutere, quella pronunciata dal ministro del Welfare Elsa Fornero, intervenuta questo pomeriggio a Montecitorio al convegno “È possibile un’alleanza italiana per la famiglia”, organizzato nell’ambito della Giornata internazionale della famiglia che l’Onu celebra oggi, 15 maggio, in tutto il mondo.

Un de profundis che appare sorprendente e prematuro, quello di Fornero, se non altro perché a tutt’oggi sono tra i 12  e i 15 milioni – dunque la stragrandissima maggioranza – le coppie sposate (“tradizionali”, dunque!), a confronto con meno di un milione di coppie di fatto. “Oggi le famiglie si fanno e si disfano – ha proseguito Fornero – e le famiglie tradizionali neppure si formano”. Se è vero che il matrimonio è in calo, se è vero che i giovani fanno fatica a pronunciare il fatidico “sì”, se è vero anche che le separazioni sono un fenomeno (apparentemente) inarrestabile, di qui a parlare di progressiva estinzione della famiglia, però, ne passa.

Il ministro poi ha spiegato che ci sono “coabitazioni di persone dello stesso sesso che chiedono di essere riconosciute come famiglia, e io che sono ministro anche delle Pari Opportunità, non posso dimenticarlo”. Nessuno può dimenticare, peraltro, l’articolo 29 della Costituzione. C’è anche da chiedersi  perché il ministro di un governo tecnico – dunque, privo di un mandato esplicito degli elettori su materie estranee al compito per il quale il governo si è costituito e ha assemblato la maggioranza in Parlamento – decida di mettere sul tavolo argomenti “sensibili” come questo, con il rischio concreto di apparire ideologico. Fornero ha peraltro precisato di non volersi pronunciare a favore di una cosa o dell’altra, “dico solo che esiste un problema di identità familiare”. Che è già risolto nella Costituzione e nelle leggi che la traducono in pratica.

In altri passaggi del suo discorso, Fornero affronta il tema del lavoro femminile, argine contro la povertà della famiglia, spiegando che “si deve evitare che le donne siano messe nella condizione di scegliere tra la maternità e il lavoro”. Giusto, ma perché poi aggiungere che entrambi i genitori devono lavorare perché questo “è il primo fattore del contenimento della povertà”. Poprio così: devono. Niente scelta di restare in famiglia, nemmeno se assolutamente consapevole e volontaria. Le donne devono lavorare. Antonella Mariani

IL RAPPORTO DELL’OSSERVATORIO SULLA FAMIGLIA
Nella sessione della mattina del convegno, è stato presentato il Rapporto “La famiglia in Italia”, stilato dall’Osservatorio nazionale sulla famiglia per il biennio 2011-2012 per conto del Dipartimento per le politiche della famiglia, alla presenza del ministro Andrea Riccardi. Secondo il dossier, il numero delle famiglie in Italia è in crescita, ma saranno sempre più nuclei piccoli, con pochi componenti, e con sempre meno figli. E in futuro non si potrà nemmeno contare sull’apporto delle donne immigrate, perchè la tendenza mostra che anche loro in Italia fanno sempre meno figli: dai 2,5 figli del 2006 ai 2,07 odierni.

Oggi – ha spiegato Gian Carlo Blangiardo, docente di statistica dell’università di Milano Bicocca – in Italia ci
sono 23,4 milioni di famiglie, che nel 2030 diventeranno 25,6 milioni. La tendenza è dunque all’aumento, ma questi nuclei familiari avranno un numero di componenti sempre più esiguo. Cresceranno, infatti, le persone sole (1,7 milioni in più in vent’anni). In aumento anche le coppie senza figli, che passeranno da poco meno di 5 milioni nel 2010 a quasi 6,1 milioni nel 2030. Le coppie con figli saranno, nel 2030, solo il 31% delle famiglie, mentre ora rappresentano quasi il 40% dei casi. Questa tendenza, ha sottolineato Blangiardo, riguarderà a sorpresa maggiormente il Mezzogiorno, fino a ieri parte trainante della demografia italiana.

Dunque, la famiglia cambierà sempre più la sua tipologia: aumenteranno le persone sole e le coppie senza figli, diminuiranno le coppie con figli. “Se non si interviene sarà questo lo scenario prossimo venturo” ha avvertito. E le persone sole saranno in prevalenza anziani, bisognosi dunque di aiuto e sostegno da parte della famiglia e dei figli – se esistono – o da parte di personale assunto per prendersi cura di loro, il cui costo ricadrebbe sempre sulla famiglia. In parallelo, i giovani tenderanno a prolungare la permanenza nella famiglia di origine, nell’attesa di raggiungere le condizioni ritenute necessarie alla formazione di una propria famiglia.

“È un circolo vizioso, che se non viene spezzato creerà una situazione sempre più drammatica. Il tessuto sociale si sta spappolando, occorre convergere verso un orizzonte comune” ha commentato Pierpaolo Donati, direttore dell’Osservatorio, che ha invocato “una alleanza per la famiglia sul modello di quella
nata in Germania”. Si tratta, ha spiegato, di “una metodologia di intervento sul territorio, mirata alla creazione di reti in cui tutte le istituzioni, pubbliche e private, convergano sull’obiettivo di rendere ‘amicò della famiglia ogni intervento sul territorio”.

GASPARRI: MONTI NON CEDA A SINDROME OBAMA
“Segnalo formalmente a Monti che sull’idea di famiglia il suo governo non può cedere alla sindrome di Obama. Lo spieghi al ministro Fornero, le cui dichiarazioni sono assolutamente sbagliate e non condivisibili. Pensi alla riforma del lavoro che sta andando avanti grazie alla nostra collaborazione. Non vorremmo ricrederci. Attendiamo chiarimenti”. Lo ha dichiarato il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

FAMIGLIA: GIOVANARDI, FORNERO SBAGLIA E NON L’AIUTA
“Mentre al Senato sta andando in porto  il disegno di legge  fortemente voluto dal Governo Berlusconi che parifica totalmente i figli nati fuori e dentro il matrimonio,  il ministro Fornero  si balocca in analisi sociologiche  arrivando  a indicare per il futuro come eccezione la famiglia  fondata sul matrimonio”. Lo dice il senatore Carlo Giovanardi responsabile Famiglia del Pdl. “Invece di dirci  come intende rimuovere fattori negativi che portano alla disgregazione e alla instabilità famigliare,  il Governo  – sostiene Giovanardi – cerca evidentemente applausi e consensi dagli ambienti più radicali, come dimostra  lo stravolgimento  in conferenza Stato Regioni  del testo del Piano Nazionale della Famiglia a suo tempo  licenziato  dal Governo Berlusconi”.

da Avvenire