di Luca Mazza
Tratto da Avvenire del 15 febbraio 2011

Le immagini strazianti dei cadaveri italiani esumati dalle foibe di Vines e Basovizza. Gli scatti che ritraggono le cicatrici dei soldati torturati dai partigiani di Tito nei campi al confine orientale dell’Italia.

Queste sono solo alcune delle fotografie inedite inserite nel dossier «Trattamento degli italiani da parte jugoslava dopo l’8 settembre 1943», rimasto fino ad oggi a disposizione esclusivamente del circuito diplomatico. Il documento, presentato dall’Associazione nazionale Dalmata a pochi giorni dall’anniversario del 10 febbraio, contiene anche una serie di testimonianze di civili e soldati dell’esercito italiano che denunciavano, abusi, sevizie, maltrattamenti e fucilazioni subiti nei campi di concentramento jugoslavi. Il volume fu elaborato nel 1946 dai servizi segreti della Marina Militare italiana per poi essere presentato al Trattato di pace di Versailles dell’anno successivo. Gli autori riuscirono ad averne una copia ciascuno con l’obbligo di non farlo circolare per evitare che l’opinione pubblica ne venisse a conoscenza. Oggi, per la prima volta, sono fruibili a tutti gli orrori che i partigiani  comunisti titini avevano perpetuato contro la popolazione italiana dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, vittima di una vera e propria pulizia etnica.

Nel testo sono raccolte centinaia di testimonianze dettagliate. Come quella del militare Federico Fissore che, reduce dal campo di Borovnica, racconta: «Due soldati staccatisi dal gruppo per bere in un ruscello vennero feriti alle gambe. Gli aguzzini finsero di soccorrerli per poi fucilarli dietro un muro». All’incontro, svoltosi ieri a Palazzo Marini, è intervenuto anche il senatore del Pdl Maurizio Gasparri.

«Nonostante una legge che istituisce la giornata del ricordo nei libri di testo scolastici e nell’insegnamento – sostiene il capogruppo del Pdl al Senato – c’è ancora trascuratezza e non piena divulgazione della storia delle Foibe. Questo contributo darà forza alla ricerca della verità su questa storia italiana». Il testo, infatti, verrà presto distribuito dall’associazione Dalmata nelle scuole.