di Francesco Dal Mas
Tratto da Avvenire del 21 luglio 2009

La proposta di legge sul biotestamento, che proprio domani sarà al centro del dibattito parlamentare?

Non ha dubbi il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi: «Può essere modificata nelle parti relative all’accanimento terapeutico, non può esserlo, invece, per la parte che riguarda l’idratazione e l’alimentazione». Ecco il punto.

Ritorna alla memoria la vicenda di Eluana Englaro, che ha visto il suo tragico epilogo proprio qui a Udine. Il ministro arriva nella capitale del Friuli, la terra degli Englaro, per la prima volta dopo quell’esperienza che, come ammetterà, ha segnato anche la sua esistenza. Tra coloro che si battevano per la vita della giovane c’era pure lui.

Anzi, lui più di altri, fino a contrastare i suoi stessi amici della maggioranza, quelli della Regione, che si erano schierati (non tutti per la verità) sul fronte opposto, solidarizzando con Englaro. Ieri, dopo un appuntamento tanto desiderato con l’arcivescovo monsignor Pietro Brollo (sulla crisi e la sua ricaduta sulle famiglie, oltre che su questi temi), Sacconi ha fatto visita alla Regione, in particolare alla giunta, da una parte il presidente Tondo, vicino alla famiglia Englaro, dall’altra gli assessori Kosic e Molinaro, all’epoca decisamente schierati per la vita di Eluana. Sacconi, ancor prima di questo faccia a faccia, ha voluto riflettere a voce alta sul biotestamento, ricordando tra l’altro che «sull’idratazione e l’alimentazione il Consiglio dei ministri si è pronunciato all’unanimità». «È ovvio quindi – ha aggiunto – che il governo inviti la sua maggioranza, ma più in generale il Parlamento, a confermare quella posizione. Una decisione – ha proseguito – che è stata oggetto di un’intensa discussione interna. Poi – ha concluso – il Parlamento è sovrano». Di più il ministro non ha voluto aggiungere, precisando comunque che di questo problema ne aveva parlato anche con l’arcivescovo Brollo. Sacconi ammette, ovviamente, le «differenze d’opinione» con gli amministratori friulani, irritati a suo tempo (non tutti, evidentemente) per l’atto di indirizzo con cui aveva bloccato nel dicembre 2008 l’arrivo di Eluana da Lecco alla clinica «Città di Udine». Atto, però, che non riuscì a fermare l’accoglienza, poco più di un mese più tardi, nell’altra struttura assistenziale, alla «Quiete». «Il caso ha sollevato, probabilmente per volontà dello stesso Beppino Englaro, un problema politico in generale – ha ricordato ieri il ministro –. Come noto, sulla regolazione del “fine vita” c’è una legge all’esame del Parlamento e noi auspichiamo una rapida approvazione di quel testo». A chi poi gli chiede un commento sulla scelta del Pd da parte di Beppino Englaro, peraltro molto vicino ai forzisti friulani Saro, Tondo e Renzulli, Sacconi risponde: «L’ingresso di Beppino Englaro nel Pd è la logica conclusione del percorso intrapreso dal padre della giovane». E aggiunge: «L’adesione al Pd e il sostegno a Ignazio Marino sono la logica conclusione di quel percorso».