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	<title>Segni dei tempi</title>
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	<description>C&#039;è un mistero, c&#039;è un contenuto nascosto nella storia (...) Il mistero è quello delle opere di Dio, che costituiscono nel tempo la realtà autentica, nascosta dietro le apparenze.  Card. Jean Danièlou</description>
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		<title>Dan Brown: un manifesto per la cultura della morte</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biopolitica]]></category>
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		<description><![CDATA[di Massimo Introvigne da www.lanuovabq.it<br />
<br />
«Il Vaticano mi odia», afferma a un certo punto di «Inferno», il nuovo romanzo di Dan Brown, la dottoressa Elizabeth Sinskey, direttrice dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e santa laica del racconto. «Anche lei? Pensavo di essere l’unico», risponde Robert Langdon, il professore di simbologia di Harvard già protagonista dei precedenti romanzi «Angeli e demoni», «Il Codice da Vinci» e «Il simbolo perduto», che svolge sempre la funzione di portavoce delle idee di Dan Brown.<br ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Massimo Introvigne da www.lanuovabq.it</em></strong></p>
<div style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Dan Brown" alt="Dan Brown" src="http://www.lanuovabq.it/fileCondivisi/img-_innerArt-_dan%20brown%20inferno.jpg?t=" width="120" height="63" /></div>
<p style="text-align: justify;">«Il Vaticano mi odia», afferma a un certo punto di «Inferno», il nuovo romanzo di Dan Brown, la dottoressa Elizabeth Sinskey, direttrice dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e santa laica del racconto. «Anche lei? Pensavo di essere l’unico», risponde Robert Langdon, il professore di simbologia di Harvard già protagonista dei precedenti romanzi «Angeli e demoni», «Il Codice da Vinci» e «Il simbolo perduto», che svolge sempre la funzione di portavoce delle idee di Dan Brown.</p>
<p><strong>L’avversione per «il Vaticano», cioè per la Chiesa Cattolica</strong>, è il filo rosso che tiene uniti i romanzi di Dan Brown. In «Angeli e demoni» – scritto prima de «Il Codice da Vinci», anche se tradotto dopo in italiano – scopriamo che la Chiesa è da secoli nemica della scienza. Ne «Il Codice da Vinci» Brown cerca di distruggere le fondamenta stessa del cristianesimo, rivelandoci che Gesù era sposato con Maria Maddalena, non pensava di essere Dio e non intendeva fondare la Chiesa. Ne «Il simbolo perduto» il romanziere americano aggiunge che la tradizionale rivale della Chiesa, la massoneria, è un’organizzazione molto più simpatica, illuminata e amica del progresso. Stavolta… e qui devo chiedere al lettore interessato a farsi sorprendere dai colpi di scena di Brown di smettere la lettura di questo articolo, perché – pur senza scendere in troppi particolari – per illustrare l’ideologia che presiede a «Inferno» è necessario dire qualcosa della trama.</p>
<p><strong>Stavolta Langdon – che all’inizio del romanzo ha perso la memoria</strong> e si trova in un letto d’ospedale a Firenze – è impegnato in una corsa contro il tempo per evitare una pandemia, un’epidemia planetaria scatenata – prima di suicidarsi – dallo scienziato svizzero Bertrand Zobrist. Lo scienziato, un famoso biochimico, fa parte di un’ala estrema del Transumanesimo, un movimento realmente esistente, alle cui origini c’è il biologo Julian Huxley (1887-1975), che propugna la trasformazione della natura umana in una realtà di livello fisicamente e intellettualmente superiore attraverso l’uso senza limitazioni dell’ingegneria genetica. Nel romanzo, Zobrist si convince che gli scopi del Transumanesimo non potranno essere raggiunti, perché richiedono tempi lunghi e nel frattempo l’umanità sarà annientata dalla crescita demografica. Come spiega un’altra scienziata a Langdon, «la fine della nostra specie è alle porte, Non sarà causata dal fuoco né dallo zolfo, dall’apocalisse o da una guerra nucleare… Il collasso globale sarà provocato dal numero di abitanti del pianeta. La matematica non è un’opinione».</p>
<p><strong>Zobrist ha dunque pensato a una soluzione drastica.</strong> Ha nascosto nell’acqua in un luogo molto frequentato una sacca idrosolubile, che entro pochi giorni da quando Langdon entra in scena si aprirà e libererà un virus in grado di diffondersi rapidamente nel mondo intero, risolvendo drasticamente il problema della sovrappopolazione. Aiutato dall’inevitabile bella signora, – ce n’è una diversa in ogni romanzo – di cui finirà per innamorarsi, Langdon si mette dunque alla ricerca della sacca letale. Decifra indizi lasciati dallo stesso Zobrist, fanatico cultore dell’«Inferno» di Dante Alighieri (1265-1321), che alludono alla «Divina Commedia», al pittore e storico dell’arte rinascimentale Giorgio Vasari (1511-1574) e all’astuto e controverso doge veneziano Enrico Dandolo (1107-1205), che lo portano da Firenze a Venezia e da Venezia a Istanbul. Perché Zobrist – se veramente voleva che la sacca non fosse scoperta – abbia lasciato degli indizi che un esperto di simboli può decifrare abbastanza facilmente non è veramente spiegato.</p>
<p><strong>Ma l’appassionato di Dan Brown trova comunque quello che cerca</strong>: inseguimenti mozzafiato quasi in ogni capitolo, perché con Langdon corrono per trovare la sacca – senza che si capisca subito chi lavora per chi, chi finge, chi fa il doppio gioco – gli agenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità guidati dalla dottoressa Sinskey, quelli del «Consortium», una società privata di «contractor» – Brown afferma che esiste davvero, gli ha solo cambiato nome – disposta a fare qualunque cosa per il migliore offerente, e i Transumanisti discepoli di Zobrist i quali intendono assicurarsi, dopo il suicidio del loro maestro, che il suo piano giunga comunque a compimento.</p>
<p><strong>Non senza un ulteriore ammonimento a saltare almeno questo paragrafo</strong> rivolto a chi vuole leggere il romanzo e lasciarsi sorprendere dal finale – che però è essenziale per capire gli aspetti ideologici – menzionerò soltanto che Langdon, per una volta, fallisce. Quando arriva al luogo dov’è nascosta la sacca, questa si è già aperta, e il virus ha ormai rapidamente contagiato quasi tutti gli abitanti della Terra. Ma non si tratta di un virus che uccide. Rende sterili, ma in alcuni casi l’organismo riesce a difendersi così che questa sterilizzazione forzata, inconsapevole e trasmissibile alle generazioni future colpisce solo un terzo degli abitanti della Terra. E alla fine Langdon, la sua bella e la stessa dottoressa Sinskey si rendono conto che Zobrist usava sì metodi discutibili e perfino criminali ma i suoi scopi erano giusti: conviene non cercare nessun antidoto e lasciare le cose come stanno. Forse lo avrebbe voluto lo stesso Dante, il cui messaggio «non riguardava tanto i tormenti dell’inferno quanto la forza dello spirito umano nell’affrontare qualsiasi sfida, anche la più terribile». Questa «laicizzazione» di Dante, che ignora il profondo cattolicesimo del poeta, ha una lunga tradizione nel mondo esoterico, ma è del tutto infondata.</p>
<p><strong>Nell’epilogo del romanzo Langdon medita sul fatto che il «peccato» esiste</strong>, ma non è quello di cui parla la Chiesa Cattolica. È la «negazione» (denial), una «pandemia globale» che fa sì che cerchiamo di non pensare alla bomba a orologeria della sovrappopolazione mondiale che ticchetta e che distruggerà certamente l’umanità, distraendoci e rivolgendo la nostra attenzione ad altri problemi, tutti in realtà meno urgenti.<br />
La Chiesa Cattolica è la principale responsabile di questo «peccato» universale. Si oppone alla sterilizzazione di massa – di cui il virus del romanzo è un’ovvia metafora – e alla «diffusione capillare degli anticoncezionali», specie in Africa. La dottoressa Sinskey spiega che il Papa e i vescovi «hanno speso un’enorme quantità di soldi e di energie per indottrinare i paesi del Terzo mondo e indurli a credere che la contraccezione sia un male». «Chi meglio di un gruppetto di ottuagenari celibi può spiegare al mondo come si fa sesso?» risponde con il consueto livore anti-cattolico Langdon. E, in uno scambio con Zobrist, la Sinskey si vanta del fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha «speso milioni di dollari per inviare medici in Africa a distribuire profilattici gratis». Non serve, risponde Zobrist: «dopo di voi un esercito ancora più numeroso di cattolici si è precipitato ad ammonire gli africani che se avessero usato i profilattici sarebbero finiti all’inferno». Per fortuna, ci hanno pensato Bill Gates, il padrone della Microsoft, e sua moglie Melinda – che per avere «coraggiosamente sfidato l’ira della Chiesa» meriterebbero di «essere santificati» – a donare «cinquecentosessanta milioni di dollari per favorire l’accesso al controllo delle nascite in tutto il mondo». Ma anche questo sforzo è arrivato troppo tardi.</p>
<p><strong>Chiudendo il romanzo, si rimane perplessi.</strong> Brown non può non sapere che quello dell’esplosione demografica è un mito, un «cavallo morto» – per usare un’espressione americana – distrutto da innumerevoli studi statistici che mostrano come gran parte del mondo soffra precisamente del contrario della sovrappopolazione. L’Europa e la Russia hanno troppe poche nascite, non troppe, e i giovani sono già diventati troppo pochi per mantenere livelli adeguati di produzione, di consumo e di contribuzione pensionistica a favore di chi ha cessato di lavorare.</p>
<p><strong>La Banca Mondiale prevede che la Cina avrà a breve lo stesso problema.</strong> L’Africa stessa potrebbe mantenere una popolazione ben superiore a quella attuale, con una migliore e più razionale distribuzione delle risorse. In un momento in cui da tanti grandi economisti a Putin tutti paventano semmai il «suicidio demografico» evocato dal beato Giovanni Paolo II (1920-2005) sembra paradossale che Brown si presenti a frustare il cavallo morto della sovrappopolazione, riprendendo un vecchio mito che sembrava perfino sprofondato nel ridicolo. Chi prende sul serio oggi il Club di Roma che nel 1970 prevedeva intorno al 2000 guerre mondiali per il controllo di risorse agricole che sarebbero dovute venire a mancare a causa dell’aumento della popolazione?</p>
<p><strong>Ma Brown non è solo. Per rimanere a casa nostra Marco Pannella</strong>, Dario Fo, Eugenio Scalfari – per non parlare di Gianroberto Casaleggio, il vero capo del movimento di Beppe Grillo, che considera anche lui necessario ridurre da sette miliardi a un miliardo gli attuali abitanti della Terra per assicurare loro un luminoso futuro a cinque stelle – hanno cercato di rilanciare negli ultimi anni, in un coro unanime e sospetto, i vecchi miti della sovrappopolazione. Nostalgie della loro giovinezza? No, c’è una ragione precisa per questo ritorno a miti screditati. Si tratta di fare propaganda per la sterilizzazione forzata, l’aborto, l’eutanasia e anche per l’ultimo abominio, l’infanticidio dei bambini già nati – e sfuggiti all’aborto – di cui si paventano malattie gravi, mascherato sotto il nome ipocrita di «aborto post-natale» e per cui si è già cominciato a battere la grancassa.</p>
<p><strong>Il virus del dottor Zobrist – purtroppo, direbbe Brown – non esiste,</strong> è solo un’invenzione da romanzo e non è possibile immetterlo nell’aria per sottoporre a sterilizzazione forzata, senza che possa in alcun modo opporsi, un terzo della popolazione mondiale e i suoi discendenti. Ma siccome la «negazione» e il non voler pensare all’inevitabile e relativamente imminente – cento anni al massimo – fine dell’umanità dovuta alla sovrappopolazione è l’unico vero «peccato», è chiaro che si deve fare qualcosa. Subito: e non manca, come in tutti i romanzi di Dan Brown, la solita avvertenza in prima pagina secondo cui tutti i riferimenti scientifici «si basano su dati reali». Così, il libro si risolve in un manifesto per quella che il beato Giovanni Paolo, Benedetto XVI hanno chiamato la cultura della morte: la cultura dei «disegni di morte» evocata da Papa Francesco nella Messa d’inaugurazione del suo pontificato. Se un virus che rende molti sterili non è disponibile, non resta che lottare contro le nascite con altri mezzi. E favorire le morti: Langdon ricorda che «negli Stati Uniti circa il sessanta per cento delle spese sanitarie serve a curare i pazienti durante gli ultimi sei mesi di vita». «Il nostro cervello capisce che è una pazzia», gli risponde la sua compagna.</p>
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		<title>Referendum Bologna, Rodotà: «Le scuole deve farle lo Stato per principio». Non per i bambini?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:48:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Correttore di bozze da www.tempi.it<br />
<br />
Ieri il Correttore di bozze ha appreso con sgomento che perfino il suo personale babau, Romano Prodi, the king of the adult catholics, si è schierato a favore del finanziamento pubblico degli asili paritari da parte del Comune di Bologna, e che quindi al referendum cittadino del 26 maggio voterà B. B come Bologna, come Bambini e come Bozze. «Perché bocciare un accordo che ha funzionato bene per tantissimi anni e che, tutto sommato, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tempi.it/blogs/la-preghiera-del-mattino">Correttore di bozze da www.tempi.it</a></p>
<div style="text-align: justify;">
<p>Ieri il Correttore di bozze ha appreso con sgomento che perfino il suo personale babau, <a href="http://www.tempi.it/referendum-bologna-prodi-votero-b-per-una-semplice-regione-di-buon-senso#.UZs9EY7npTs" target="_blank"><strong>Romano Prodi</strong></a>, the king of the adult catholics, si è schierato a favore del finanziamento pubblico degli asili paritari da parte del Comune di Bologna, e che quindi al referendum cittadino del 26 maggio voterà B. B come Bologna, come Bambini e come Bozze. «Perché bocciare un accordo che ha funzionato bene per tantissimi anni e che, tutto sommato, ha permesso, con un modesto impiego di mezzi, di ampliare almeno un po’ il numero dei bambini ammessi alla scuola dell’infanzia?», ha scritto Prodi con una dose di buon senso talmente incredibile da lasciare tramortito il Correttore di bozze. Ma come? – si è domandato smarrito quest’ultimo – Significa che non è rimasto proprio nessuno a resistere contro «questa regalia di denaro pubblico ai privati», come l’ha definita Paolo Ferrero, leggendario segretario del Partito della Rifondazione Comunista, l’ultimo dei cubani?</p>
<p>Poi, per fortuna, stamattina a pagina 4 del <i>Corriere della Sera</i> è apparsa la lettera di Stefano Rodotà, il rubicondo ancorché leggermente impolverato ex presidente del Pds ed ex altre-cose-di-sinistra che i parlamentari grillini volevano eleggere al Quirinale in qualità «presidente di tutti», avendo egli racimolato la bellezza di quattromila e rotti like dal famoso popolo del web. Il quale Rodotà per altro già da tempo ha sposato la causa dei referendari bolognesi contro il (micro)finanziamento in questione, aderendo all’appello in compagnia di un circolino di menti lucide da strappare le mutande, tipo Margherita Hack, Dario Fo e Maurizio Landini.</p>
<p>Ebbene, oggi nella sua lettera al <i>Corriere </i>il quasi-presidente-di-tutti spiega molto bene quali sentimenti animino i promotori del referendum antiparitarie, regalando emozioni che il Correttore di bozze non provava più dai tempi gloriosi del compagno Lunaciarskij, indimenticato Commissario del Popolo all’Istruzione dell’Unione Sovietica. Sostiene Rodotàrskij che «il vero ispiratore» di tutto l’ambaradan non è lui stesso, magari lo fosse, ma è in realtà «l’articolo 33 della Costituzione, dov’è scritto che i privati possono istituire scuole “senza oneri per lo Stato”». E senza oneri, secondo Rodotà, che di mestiere fa il giurista ma legge la Costituzione come un ayatollah leggerebbe il Corano, significa senza alzare un dito. Né un quattrino né una scartoffia né niente. Neanche quando si tratti, per lo Stato stesso, di risparmiare.</p>
<p>Hai voglia poi a spiegargli che in realtà, nel caso delle scuole paritarie in questione, l’onere a ben vedere è tutto «sulle spalle della società civile» visto che «il Comune dà 1 milione all’anno, ricevendo però in cambio un servizio da 6 milioni» (lo dice l’economista <a href="http://www.tempi.it/bologna-referendum-scuole-paritarie-firmate-il-manifesto-zamagni-sara-un-bel-segnale-per-litalia#.UZs-W47npTs" target="_blank"><strong>Stefano Zamagni</strong></a>, non il Correttore di bozze). Inutile ribadire, come ha fatto il cardinale <a href="http://www.tempi.it/referendum-bologna-contro-le-paritarie-bagnasco-non-sono-un-onere-ma-un-risparmio-per-lo-stato#.UZs-xo7npTs" target="_blank"><strong>Angelo Bagnasco</strong></a>, che «quel finanziamento permette allo Stato di risparmiare». Non gliene frega un piffero, a lui, dei numeri: «Non siamo di fronte a una questione contabile». Per noi maomettani della Carta siamo piuttosto di fronte a una bestemmia, «una triste interpretazione, giuridica e politica, che ha voluto aggirare la chiara lettera della Costituzione» allo scopo di «distinguere “finanziamenti” da “oneri”, e battezzare come “pubblico” un sistema di cui i privati sono parte integrante». Come se la sacra Costituzione si dovesse adattare alla volgare realtà. O magari alle persone. Ma come osate, infedeli? Non lo sapete che è l’uomo che è fatto per il sabato? «Ci si dovrebbe un po’ vergognare».</p>
<p>Ugualmente si dovrebbero vergognare quelli che usano i bambini come scudi umani. Come se i bambini c’entrassero qualcosa in questa sacrosanta crociata contro i privilegi della Chiesa. Proprio non si può sentire l’argomento secondo cui con gli stessi soldi (ma forse è meglio dire spiccioli) «regalati ai privati» il Comune tirerebbe fuori manco un decimo dei posti asilo. Perché il punto è un altro, per Rodotà: «Siamo ormai così disabituati alle questioni di principio che, quando ci capitano tra i piedi, cerchiamo di liberarcene tacciandole di “ideologia”. I promotori del referendum, per fortuna di tutti, sono abituati a un altro realismo e chiedono che i princìpi siano rispettati al di là delle convenienze e che la legalità costituzionale venga onorata». È chiaro adesso? È una questione di principio. Le scuole mica si fanno per i bambini (luride convenienze). Le scuole si fanno per la legalità. E se un domani vostro figlio non troverà posto, forse dovevate adottare un articolo della Costituzione.</p>
</div>
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		<title>Il fronte dei sindaci francesi che chiede l’obiezione di coscienza per non celebrare i matrimoni gay</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Benedetta Frigerio da www.tempi.it<br />
<br />
Anche se sono previste sanzioni c’è chi ha intenzione di disobbedire alla norma. Si attende la protesta di oltre 20 mila sindaci<br />
<br />
<br />
La legge francese che equipara il matrimonio fra uomo e donna a quello omosessuale, adozione piena compresa, non prevede l’obiezione di coscienza. Chi si rifiuterà di attuarla, dunque, sarà sanzionato. A ribadirlo è stato il presidente della Repubblica Francois Hollande, che a ridosso della promulgazione del “matrimonio per tutti” ha ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Benedetta Frigerio da www.tempi.it</em></strong></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><strong><em>Anche se sono previste sanzioni c’è chi ha intenzione di disobbedire alla norma. Si attende la protesta di oltre 20 mila sindaci</em></strong></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><img class="alignleft" alt="manif-sindaci-coscienza-gay" src="http://www.tempi.it/wp-content/uploads/2013/05/manif-sindaci-coscienza-gay1.jpg" width="199" height="149" />La legge francese che equipara il matrimonio fra uomo e donna a quello omosessuale, adozione piena compresa, non prevede l’obiezione di coscienza. Chi si rifiuterà di attuarla, dunque, sarà sanzionato. A ribadirlo è stato il presidente della Repubblica Francois Hollande, che a ridosso della promulgazione del “matrimonio per tutti” ha detto: «È venuto il tempo del rispetto della legge. Veglierò affinché venga applicata e nessuno possa turbare i matrimoni omosessuali».</p>
<p><strong>RIBELLIONE DEI SINDACI.</strong> Ma se i primi matrimoni fra persone dello stesso sesso sono previsti per giugno, c’è chi ha già dichiarato pubblicamente che farà obiezione di coscienza. Costi quel che costi: «È vero, quando celebro le nozze sono il rappresentante dello Stato e conosco anche le sanzioni e le sospensioni, ma nulla mi farà cambiare idea», ha detto il sindaco del Comune di Vienne Jacques Remiller. Dello stesso parere il primo cittadino di Beziers, Raymond Couderc, che ha chiesto un adeguamento del diritto, affinché non si violi il principio di libertà di coscienza e religiosa su cui si fonda ogni democrazia: «La mia coscienza – ha detto Couderc – mi vieta di fare una cosa simile. Quindi non la farò. Dobbiamo avere il diritto di non compiere atti in totale contraddizione con le nostre convinzioni e regole morali».</p>
<p><strong>CONTINUA LA PROTESTA.</strong> Si prevedono ulteriori proteste, visto che sono 14.900 i sindaci francesi che la pensano come Remiller e Couderc. La scorsa settimana, inoltre, 20 mila primi cittadini hanno firmato una petizione a favore dell’obiezione di coscienza e contro il disegno di legge, come riportato dal <em>Le Figaro</em>. A dar forza all’opposizione sarà sicuramente la manifestazione popolare della <a href="http://www.tempi.it/grazie-a-nome-degli-omosessuali-per-essere-qui-a-difendere-il-reale#.UZto8ErAUpD" target="_blank"><strong>Manif pour tous</strong></a>, che ha già visto circa un milione e 400 mila persone sfilare per le strade di Parigi in difesa della famiglia naturale. Torneranno in piazza, probabilmente ancora più numerosi, <strong><a href="http://www.tempi.it/a-giugno-i-primi-matrimoni-gay-in-francia-la-manif-si-organizza-il-26-maggio-saremo-milioni-a-parigi#.UZuAzErAUpA" target="_blank">domenica prossima</a></strong>. Si attendono anche le reazioni dell’organizzazione “Sindaci per l’infanzia”, di cui fanno parte 649 giurisdizioni. Franck Mayer, primo cittadino di Sottesville-sous-le Val e portavoce dell’organizzazione, aveva dichiarato che nessuno dei suoi membri era disposto a celebrare il matrimonio omosessuale.</p>
</div>
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		<title>Spagna, vietato parlare di Natale nelle scuole delle Asturie</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo regionale invia una circolare agli istituti chiedendo che dal calendario scolastico venga soppresso il riferimento alla Natività sostituita da “Vacanze d’inverno”<br />
Marco Tosatti<br />
da Vatican Insider<br />
Il governo del Principato delle Asturie ha deciso di contribuire all’eliminazione delle radici culturali cristiane dalla Spagna. E in particolare, la Responsabile dell’Istruzione del governo regionale, Doña Ana González Rodríguez, ha emanato una circolare, inviata a tutte le scuole che ricadono sotto la sua giurisdizione, chiedendo che sopprimano la dicitura “Natale” e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il governo regionale invia una circolare agli istituti chiedendo che dal calendario scolastico venga soppresso il riferimento alla Natività sostituita da “Vacanze d’inverno”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Marco Tosatti<br />
da Vatican Insider</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo del Principato delle Asturie ha deciso di contribuire all’eliminazione delle radici culturali cristiane dalla Spagna. E in particolare, la Responsabile dell’Istruzione del governo regionale, Doña Ana González Rodríguez, ha emanato una circolare, inviata a tutte le scuole che ricadono sotto la sua giurisdizione, chiedendo che sopprimano la dicitura “Natale” e “Settimana Santa” dal calendario scolastico. La signora Gonzalez impone che la vecchia dicitura, che ricorda la religione cristiana, venga sostituita con qualche cosa che possa essere accettabile per tutti, anche i non cristiani. Per esempio  “Vacanze d’inverno” e “Vacanze del secondo trimestre”.  Il problema è che la decisione è stata presa in maniera unilaterale , senza consultare né gli istituti interessati, né tantomeno i genitori. Naturalmente l’Osservatorio per la Libertà Religiosa e di Coscienza, (OLRC) ha inviato alla Consigliera Gonzalez una richiesta affinché tenga conto del sentimento comune e del rispetto verso le tradizione, e la esorta a impegnarsi integralmente a lavorare all’educazione globale dei giovani, così necessaria al momento attuale. “Brillante trovata della signora Gonzalez, con cui pretende dimenticare le radici cristiane della Spagna” ha commentato Maria Garcìa, portavoce dell’ORLC.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il governo socialista del Principato delle Asturie, questa decisione è stata presa per “non ferire sensibilità”. “Si sono sempre chiamati Natale e Settimana Santa, e nessuna sensibilità è stata ferita – è stato il commento dell’ORLC. – Però questa settimana del nulla, la Consigliera del governo delle Asturie si è immaginato di poterla fare, senza consultarsi con i protagonisti della comunità educativa. Qui all’ORLC non capiamo perché si possano ferire sensibilità, e chiediamo a Doña Ana González che ci spieghi le sue ragioni”.</p>
<p style="text-align: justify;">E continua Maria Farcìa: “Per tutto questo, l’ORLC esorta la Consigliera a rinunciare alle sue aspirazioni laicista, dal momento che la Spagna è un Paese con radici cristiane che non si possono dimenticare dalla notte alla mattina”. Fra l’altro, è da notare che proprio dal Regno delle Asturie partì, molti secoli fa, il processo di riconquista del territorio iberico invaso dai musulmani provenienti dall’Africa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo socialista asturiano imita d’altronde quello che sembra essere un tentativo di molti socialismi europei.  In Belgio nelle settimane passate è stata forte la polemica contro una circolare ministeriale che proibiva di parlare di “Vacanze di Pasqua”, e cambiava quel nome con quello di  “vacanze di primavera”. Anche in questo caso la giustificazione era quella della “laicità” delle istituzioni pubbliche che non devono “urtare” gli immigrati non cristiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il congedo di Ognissanti a novembre si chiamerà “congedo di autunno”; le vacanze di Natale diventano le “vacanze d’inverno” e perfino Carnevale viene messo in un angolo per fare spazio a un “congedo di relax”. Nazionalisti fiamminghi e valloni hanno denunciato l’ennesimo tentativo di distruggere l’identità cristiana del Belgio.</p>
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		<title>La Germania ha scelto: i bimbi non nati sono persone</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 06:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Germania è ora possibile dare legalmente un nome, e dunque un’identità giuridica e una sepoltura ufficiale, ai bambini nati morti anche se di peso inferiore ai 500 grammi.<br />
Finora in Germania li chiamavano Sternenkinder, bambini delle stelle, il loro nome infatti era scritto solo in cielo, nessuna traccia sulla terra. Oggi questi piccoli nati morti potranno essere iscritti dai genitori che lo vorranno nel registro civile ed avere una degna sepoltura. Lo ha stabilito il Bundestag e la legge è ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In Germania è ora possibile dare legalmente un nome, e dunque un’identità giuridica e una sepoltura ufficiale, ai bambini nati morti anche se di peso inferiore ai 500 grammi.</p>
<p style="text-align: justify;">Finora in Germania li chiamavano <em>Sternenkinder</em>, bambini delle stelle, il loro nome infatti era scritto solo in cielo, nessuna traccia sulla terra. Oggi questi piccoli nati morti potranno essere iscritti dai genitori che lo vorranno nel registro civile ed avere una degna sepoltura. Lo ha stabilito il Bundestag e la legge è entrata in vigore mercoledì scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">I bambini non nati, anche se morti durante la gravidanza, vengono quindi ufficialmente inseriti nel “mondo” degli esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">L’essere umano è sempre un essere umano: dal momento iniziale, in cui incomincia ad apparire nel mondo dell’esistenza, quando lo chiamiamo embrione o feto, è già uno di noi. La legge tedesca indica una strada ma è una strada ancora da percorrere a lungo, per arrivare all’affermazione che l’uomo è sempre portatore di una eguaglianza e di una dignità che è il valore supremo e che è da rispettare sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">È la strada seguita da <em>UnoDiNoi</em>. La coincidenza con la legge tedesca non può che rafforzare la campagna di raccolta delle firme e spingere le Istituzioni europee a far propria l’istanza per la dignità dell’embrione che l’iniziativa porta con sé.</p>
<p style="text-align: justify;">da www.zenit.org</p>
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		<title>La disabilità ri-cerca solidarietà e comprensione</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:20:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[I disabili fisici, gli handicappati psichici, i ciechi, ventesimisti, i sordi, i sordomuti, gli invalidi e tutto il mondo della sofferenza lottano da anni per ottenere legali diritti sanciti dalla Costituzione, ma soprattutto per far conoscere il loro status sociale quotidiano che rende la loro esistenza, la loro vita e quella dei loro familiari molto difficile ! Ma perché, il Parlamento, il Governo non provvedono a risolvere i loro problemi con “coerenza” e “gesti” di speranza ? <br />
Il 2013 ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;">I disabili fisici, gli handicappati psichici, i ciechi, ventesimisti, i sordi, i sordomuti, gli invalidi e tutto il mondo della sofferenza lottano da anni per ottenere legali diritti sanciti dalla Costituzione, ma soprattutto per far conoscere il loro status sociale quotidiano che rende la loro esistenza, la loro vita e quella dei loro familiari molto difficile !</span></b><b> <span style="text-decoration: underline;">Ma perché, il Parlamento, il Governo non provvedono a risolvere i loro problemi con “coerenza” e “gesti” di speranza ? </span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Il 2013 è stato proclamato “Anno Europeo dei cittadini” dalla Decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 novembre 2012 e l’iniziativa intende stimolare un dibattito quale aspetto inalienabile del diritto di cittadinanza per <b><span style="text-decoration: underline;">tutti</span></b> nell’Unione Europea e previsti eventi per informare il pubblico .  <b><br />
</b></p>
<p style="text-align: justify;">In una nota del Parlamento Europeo si ricorda che <span style="text-decoration: underline;">“i Trattati Europei hanno creato il concetto di cittadinanza europea ed ogni cittadino della UE benefica di una serie di diritti “</span> , fra i quali quelli dello studio, lavoro, apertura di attività, di usufruire della propria pensione in un altro Stato membro, della dignità umana, della solidarietà, della parità tra uomo e donna, del rispetto reciproco ed il principio della consapevolezza, oggi molto carente ( notizia appresa dal Bollettino Radiogiornale della Radio Vaticana Anno LVI n. 366 del 31.12.2012) .</p>
<p style="text-align: justify;">Questa esplicita protezione giuridica della dignità dell’uomo da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio, implica anche quella del diritto alla vita : <b><span style="text-decoration: underline;">dal concepimento alla morte naturale !<br />
</span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi 2013 siamo in un mondo in “subbuglio”, che barbaramente uccide per un nonnulla, quasi quotidianamente, i genitori, i mariti, le mogli, i figli, le donne, i bambini, i neonati, che modifica continuamente il sistema di vita, che “riduce” e “conduce” la società civile verso il regresso, che è egoisticamente ripiegata su se stessa, coinvolta in un forte egoismo oramai assai diffuso, che “tollera “troppe cose e pone “scarsa” attenzione ai più deboli ed ai più sofferenti <b>!</b></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;">Purtroppo il n/s Paese è stracolmo, come ci propinano le notizie dei mass media, di corruzione, di corrotti, di corruttori , una assoluta emergenza nel traffico di influenze illecite !</span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;"> </span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">“ Siamo poveri, siamo umili, miti, al servizio del popolo”</span> é’ <span style="text-decoration: underline;">l’esortazione</span> di Papa Francesco ( nella Messa presieduta a Santa Marta in Vaticano il 15 maggio 2013 ad un gruppo di dipendenti della Radio Vaticana ), ma <span style="text-decoration: underline;">questa</span> vale per tutti <b>?</b>. <b>Ma siamo veramente così ? Tutti buoni, accoglienti, solidali, coerenti, giusti, rispettosi ecc. ?</b></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il divorzio libero, l’aborto procurato, la contraccezione abortiva, la sterilizzazione “nascosta”, l’ideologia omosessualistica, l’eutanasia mascherata, il suicidio assistito, la legalizzazione delle sostanze stupefacenti, la manipolazione e sperimentazione genetica, la promozione dell’ideologia del permissivismo imperante, del relativismo crescente, del qualunquismo diffuso, del vivere poco associato, ebbene : non sono tutte forme di una medesima concezione antropologica contro l’uomo <b>?</b>. <b><span style="text-decoration: underline;">Ma la n/s società è davvero “inquinata” ?</span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;"> </span></b></p>
<p style="text-align: justify;">Il Papa Paolo VI° , molto argutamente, ha sempre affermato che <span style="text-decoration: underline;">la n/s non è la società dell’essere, ma dell’avere !</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Considerando che i giovani, speranza del domani, si trovano o sembrano disorientati, che la civiltà é incapace di reagire a questo modus vivendi, che l’uomo ormai é succube di un mondo irreale e come ricorda Papa Francesco :<span style="text-decoration: underline;"> “Sant’Agostino commentando il profeta Ezechiele parla di due tentazioni dell’uomo : la ricchezza che può diventare avarizia e la vanità un eccessivo “credo” per se stesso”</span> (15 maggio 2013 da Omelia nella chiesa di Santa Marta in Vaticano ). <b><span style="text-decoration: underline;">Ma sono queste le virtù dell’homo sapiens ?</span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Quello di Papa Francesco ( un “uomo” semplice, carico di entusiasmo carismatico, che converte, che ha saputo “ riunire” moltissimi uomini, un papà attento e premuroso <b>!</b>) non è in un delirio di pauperismo medievale , ma vuole il ri-avvio dell’applicazione pratica dell’amore cristiano insegnatoci attraverso il Santo Vangelo .</p>
<p style="text-align: justify;" align="center">
<p style="text-align: justify;">E’ necessario, per non dire urgente riscoprire l’educazione integrale che resta non solo quella dell’apprendere, ma anche quella della adozione dei valori morali che trovano nelle radici etiche il loro riferimento fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nelle difficili situazioni in ambito sociale di tutti, dei giovani ed anche soprattutto degli adolescenti ( e questo è purtroppo “cosa quasi quotidiana” <b>!</b>), occorre promuovere l’educazione morale come affannosa ricerca della maturazione della coscienza e non del possesso dell’avere . Ancora una volta riconosciamo l’insegnamento morale che ci apportano gli animali domestici, che rispettiamo ampiamente, e dove tutti sappiamo che la loro “sorte” fa parte dei diritti e dei doveri riconosciuti, giustamente, dalla “Carta dei diritti per animali domestici” e sanzionata dall’art. III-121 della Costituzione Europea . <b><span style="text-decoration: underline;">Ma restiamo del parere che è autentica vergogna, davvero intollerabile, constatare la “sorte” e la ignobile dimenticanza riservata all’uomo,( anziani, malati terminali, disabilitati, sofferenti patologie croniche) ed ampiamente “valorizzare” i n/s amici a 4 zampe e porli allo stesso livello se non sotto del genere umano ?</span></b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Quel quotidiano catastrofismo, quel rinnegare col silenzio ogni diritto ed aiuto morale, quel continuo diverbio politico allontana tutto e tutti dalla realtà e dalla coscienza, concentrando in un sordido egoismo ogni interesse in perfetta armonia contro il senso della solidarietà .</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Quella solidarietà sociale dovrebbe tendere a guidare la dinamica morale di tutti verso una crescita di sensibilità con i problemi sociali, con l’esempio di una visione pienamente umana della quotidianità, quale impegno di vicinanza sociale verso tutti, specie verso le persone più deboli e bisognose .</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ma ognuno aspira a star meglio, quasi disattendendo quella conclamata solidarietà verso quelle persone, deboli e bisognose, che hanno gli stessi diritti di quanti vivono in società <b>!</b></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Al di là delle barriere architettoniche, che non dovrebbero più esistere, ben più dure sono le barriere intellettive che offendono tutti, abili e disabili, ritorcendosi contro chi le continua a porre in atto, mentre la società civile può trovare su questo terreno interessi comuni di solidarietà, specie là dove le famiglie provate dalla disabilità psico-fisica di qualche suo componente fatica a stare al passo, ad interloquire con un mondo che sembra sfuggire non solo al confronto, ma anche allo sguardo per timore di perdere il senso della civiltà <b>!</b></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Lo Stato esperto di umanità e socialità <b><span style="text-decoration: underline;">non ascolta ! non sente! non vede !</span></b>, negando quindi intrinsecamente la necessità dell’incontro e del dialogo col mondo della disabilità, privo di ordinati intendimenti socio-pedagogici per ricercare e rimuovere i contenuti negativi di quelle necessità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><b><span style="text-decoration: underline;">All’evidenza le Istituzioni non posseggono più da tempo la capacità di captare le necessità del cittadino, restando molto lontane, significantemente lontane, troppo lontane dalla realtà !</span></b></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In questi frangenti restano dimenticati quanti drammaticamente “vivono” ora per ora, minuto per minuto , con i sofferenti di quelle “patologie” sopra menzionate, mentre <b><span style="text-decoration: underline;">tutti</span></b> continuano a coltivare la speranza e l’attenzione al mondo della sofferenza .</p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b></p>
<p style="text-align: justify;">L’opinione pubblica, <b><span style="text-decoration: underline;">Signori della Politica</span></b>, <b><span style="text-decoration: underline;">Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,</span></b> chiede e si aspetta di più, perché non si può più ignorare quella attenzione preferenziale per chi è più debole ed indifeso <b>!</b></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Le Istituzioni “multos in parvo” <b>!</b> “predicano austerità” ( ma per gli altri ! ) <b>:</b> rifinanziano le missioni militari all’estero, esplicano viaggi “diplomatici” inutili, continuano ad elargire e non togliere alla casta politica ogni privilegio, impongono sacrifici alla gente, nella legge di bilancio e nella manovra economica annunciano “ics” miliardi di eur destinati ad altre “opere” con tagli alla sanità, chiacchiere inusuali trascurando, anche, questo ambito della disabilità, perseguendo lo stratagemma della tela di Penelope nell’Odissea che “di notte disfaceva ciò che aveva tessuto durante il giorno “, o la ben nota logica gattopardesca “ di cambiare tutto, purché nulla muti <b>! “</b></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Dignità e speranza : questo è il binomio che si chiede alle Istituzioni : <span style="text-decoration: underline;">dignità</span> per un rigoroso rispetto del loro essere e dei loro diritti di disabili psico-fisici , <span style="text-decoration: underline;">speranza</span> perché questi diritti siano attentamente e finalmente valutati. La semplice considerazione della <b><span style="text-decoration: underline;">dignità</span></b> umana e della <b><span style="text-decoration: underline;">speranza</span></b>, ci porta a pensare che non è sufficiente mettersi dalla parte di chi soffre ed essere solo promotore di salute, ma sembra essere necessario ed urgente una mobilitazione delle coscienze</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’opinione pubblica, le famiglie, la comunità civile, tutti attendiamo che il <b><span style="text-decoration: underline;">Governo</span></b> ed il <b><span style="text-decoration: underline;">Parlamento</span></b> con sensi di responsabilità diano vita ad una vera giustizia sociale, ad una normativa di riorganizzazione dei servizi, una legislazione adeguata efficace chiara e categorica libera da forme che ne sviliscono l’applicazione verso il mondo dei deboli, dei bisognosi, dei sofferenti, piuttosto che incrementare o seguire, ripeto, la litigiosità politica, senza che emergenze ed esigenze siano lasciate nell’angolo più buio del “ buon senso ” e dei “palazzi” del potere .</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“Est modus in rebus” (c’è una misura nelle cose) questo famoso detto di Orazio esprime l’ideale classico del giusto mezzo, perché i giovani e gli adolescenti possono ottenere esempi ed insegnamenti di vita dai “grandi” , dato che per il momento quel giusto equilibrio da tutti invocato resta alquanto precario.</p>
<p style="text-align: justify;">E con le parole del Beato Giovanni Paolo II° <b><span style="text-decoration: underline;">:” Andiamo avanti con speranza !”</span></b></p>
<p style="text-align: justify;" align="center">Previte</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://digilander.libero.it/cristianiperservire" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">http://digilander.libero.it/<wbr />cristianiperservire</span></a></p>
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		<title>A giugno i primi matrimoni gay in Francia. La Manif si organizza: «Il 26 maggio saremo milioni a Parigi»</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 08:15:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Leone Grotti www.tempi.it<br />
<br />
Hollande ha promulgato ieri la legge sul matrimonio gay. Il prossimo 26 maggio la Manif Pour Tous torna in piazza (e organizza le baby sitter)<br />
<br />
<br />
Il presidente della Repubblica francese Francois Hollande ha promulgato ieri la legge su matrimonio e adozione gay, dopo il via libera con riserva del Consiglio costituzionale e l’approvazione all’Assemblea nazionale. Ora il matrimonio e l’adozione gay sono a tutti gli effetti legali in Francia e la celebrazione delle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Leone Grotti www.tempi.it</em></strong></p>
<div style="text-align: justify;">
<p><em>Hollande ha promulgato ieri la legge sul matrimonio gay. Il prossimo 26 maggio la Manif Pour Tous torna in piazza (e organizza le baby sitter)</em></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p><img class="alignleft" alt="FOTO FRANCIA" src="http://cdn.tempi.it/wp-content/uploads/2013/04/FOTO-FRANCIA.jpg" width="216" height="162" />Il presidente della Repubblica francese Francois Hollande ha promulgato ieri la legge su <strong><a href="http://www.tempi.it/la-legge-sul-matrimonio-gay-e-passata-ma-la-manif-pour-tous-non-morira#.UYk47CvORh2" target="_blank">matrimonio e adozione gay</a></strong>, dopo il <strong><a href="http://www.tempi.it/nozze-e-adozioni-gay-anche-i-giudici-francesi-dicono-si-alla-legge#.UZo0kivORh0" target="_blank">via libera</a></strong> con riserva del Consiglio costituzionale e l’approvazione all’Assemblea nazionale. Ora il matrimonio e l’adozione gay sono a tutti gli effetti legali in Francia e la celebrazione delle prime unioni è prevista per giugno.</p>
<p><strong>RISPETTO DELLA LEGGE.</strong> Hollande ha dichiarato: «C’è un tempo per prendere delle decisioni, e io le ho prese, adesso è il tempo del rispetto, quello dovuto a una legge della Repubblica. La legge, proprio perché è legge, riguarda tutta la Repubblica e io veglierò affinché venga applicata e nessuno possa turbare i matrimoni omosessuali».</p>
<p><strong>«NON CI FERMEREMO».</strong> Parole che non hanno impressionato il movimento della <strong><a href="http://www.tempi.it/grazie-a-nome-degli-omosessuali-per-essere-qui-a-difendere-il-reale#.UYk4syvORh3" target="_blank">Manif Pour Tous</a></strong>, che ha risposto con un comunicato: la legge Taubira «consacra l’abolizione del principio fondamentale del matrimonio; includendo l’adozione piena per tutti, implica che un bambino secondo la legge possa nascere da due uomini o due donne; consacra così l’ideologia del genere nonostante il carattere universale dell’identità sessuale femminile e maschile. (…) Ma il nostro movimento non si fermerà mai!».</p>
<p><strong>IN MILIONI A PARIGI.</strong> A dimostrazione di questo, una quarta manifestazione è prevista domenica prossima 26 maggio a Parigi. «Tutti i francesi coscienti dello scandalo di questa legge non possono non rispondere all’appello». Gli organizzatori si attendono milioni di persone e nonostante il matrimonio gay sia ormai legge in Francia, il morale è alto: «La battaglia persa oggi [ieri, con la promulgazione della legge, ndr] non è che una tappa verso la Vittoria! Le generazioni future contano su di noi. E noi non lasceremo mai, mai mai! Viva la Francia!».</p>
<p><strong>I FRANCESI SI MUOVONO.</strong> Per rendere più semplice la partecipazione di tutti i francesi, sul sito della Manif Pour Tous c’è tutto per organizzare il viaggio a Parigi: se da una parte sono riportati i costi e gli orari dei treni, dall’altra c’è una sezione intera dedicata a chi non ha molti mezzi ma vuole partecipare lo stesso. C’è chi mette a disposizione la sua macchina e offre un passaggio, chi si offre a Parigi per fare da baby-sitter ai bambini e chi libera la stanza in casa propria per le famiglie che hanno bisogno di dormire in città.</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Vittima dell’azzardo chiede allo Stato 10 milioni di danni</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:55:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Segni dei tempi]]></category>
		<category><![CDATA[Ludopatie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Denunce. Allarmi. Appelli. «Abbiamo chiesto a venti Procure della Repubblica, una per regione, il sequestro e la chiusura delle sale Vlt, quelle delle macchinette video poker e slot machine», ha annunciato il presidente del Codacons Carlo Rienzi, durante un convegno organizzato dallo stesso Coordinamento a Roma sul gioco d’azzardo. «Sono sale terribili &#8211; ha spiegato – perché distruggono la salute dei giocatori. Senza aria, senza luce, con fumo e rumori e dove la psiche umana viene distrutta».<br />
Un giocatore su ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="ctl00_PlaceHolderMain_ctl00_ctl10__ControlWrapper_RichHtmlField" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" alt="" src="http://www.avvenire.it/Cronaca/PublishingImages/ImmaginiArticolo/Sala_gioch_37774714_180.jpg" width="180" height="119" />Denunce. Allarmi. Appelli. «Abbiamo chiesto a venti Procure della Repubblica, una per regione, il sequestro e la chiusura delle sale Vlt, quelle delle macchinette video poker e <em>slot machine</em>», ha annunciato il presidente del Codacons Carlo Rienzi, durante un convegno organizzato dallo stesso Coordinamento a Roma sul gioco d’azzardo. «Sono sale terribili &#8211; ha spiegato – perché distruggono la salute dei giocatori. Senza aria, senza luce, con fumo e rumori e dove la psiche umana viene distrutta».</p>
<p><strong>Un giocatore su tre è ludopatico.</strong> L’ennesimo allarme. Un terzo dei frequentatori abituali delle sale giochi è ludopatico: in prevalenza maschi, stranieri, disoccupati e con basso livello di istruzione. Come racconta l’indagine curata da Matteo Temporin, dell’Università Cattolica di Brescia, condotta su un campione di 300 giocatori in 20 sale sparse su tutto il territorio nazionale.</p>
<p><strong>Perdono in media 40 euro al giorno.</strong> I risultati dell’indagine registrano poi che l’85% dei giocatori in una giornata perde in media 40 euro su circa 300 partite giocate, mentre il restante 15% riesce a vincerne circa 120. Un altro dato inquietante è che, all’interno del 30% che presenta profilo da giocatore d’azzardo patologico, nessuno si cura, oltre a presentare problemi di relazione.</p>
<p><strong>La metà è disoccupato.</strong> Complessivamente, ancora, il 50% dei ludopatici è disoccupato, il 17% studente, il 25% casalinga, il 27% un libero professionista, il 34% un lavoratore dipendente, il 17% è un pensionato e il 47% un lavoratore saltuario. Quanto al titolo di studio, secondo l’indagine, il 35% si è fermato alle scuole elementari o medie, il 31% ha fatto le superiori e solo il 18% ha una laurea. Sempre il 34% è celibe, il 30% coniugato, il 33% divorziato, il 14% vedovo e il 21% convivente. Tra questi &#8220;malati di gioco&#8221;, infine, il 60% frequenta le sale tra le 5 e le 7 volte alla settimana.</p>
<p><strong>«Meno spot, meno sale e decentrate».</strong> Scende in campo pesantemente anche il capo del dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, Giovanni Serpelloni, con il suo slogan: «Meno spot e meno sale gioco», ma anche sale in luoghi lontani dalle scuole e dai centri cittadini. Il governo – ha spiegato – «è sensibilissimo al problema del gioco d’azzardo. Come Dipartimento stiamo supportando l’osservatorio che abbiamo attivato presso i monopoli, ci siamo impegnati ad attivare un sistema informativo per capire quanti sono, dove sono e come vengono curati i ludopatici».<br />
<strong></strong><br />
<strong>«Chiedo allo Stato danni per 10 milioni»</strong>. Intanto è partita la prima iniziativa risarcitoria avanzata da una persona ludopatica: «Un giovane di 31 anni che si è rovinato con il gioco – ha detto Rienzi –. Un ragazzo con un buon lavoro, che però si gioca tutto quello che guadagna». E che ha chiesto dieci milioni di euro allo Stato, appunto come risarcimento.</p>
<p><strong>Questione sociale gravissima.</strong> Del resto la ludopatia rappresenta «una difficile sfida» e «una questione sociale gravissima – ha scritto in un messaggio al convengo del Codacons il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – che, secondo alcune stime, può interessare il 2-4% della popolazione, costituendo dunque anche un importante problema di salute pubblica».</p>
<p><strong>Combattere su ogni fronte la dipendenza.</strong>La dipendenza dal gioco d’azzardo va combattuta «su ogni fronte», a sentire la presidente della Camera Laura Boldrini – che ha scritto anche lei un messaggio al convegno –, perché «la dipendenza costituisce una piaga sociale tra le più insidiose del nostro tempo, per le conseguenze che comporta sulla salute dei giocatori e sui suoi familiari e per il rischio che finiscano nella morsa dell’usura».</p>
<p>Allora va promossa «una campagna di informazione e prevenzione sul tema delle ludopatie», che «educhi alla consapevolezza dei limiti che ognuno di noi deve ben conoscere ed osservare quando punta somme di denaro in uno dei tanti giochi presenti sul mercato e sul web». In questo quadro – conclude la Boldrini – le scuole dovranno svolgere «un ruolo chiave», specie per «il consistente aumento della diffusione dei giochi d’azzardo anche tra i più giovani».</p></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Pino Ciociola da www.avvenire.it</div>
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		<title>Bergoglio esorcista sulle orme di Wojtyla</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Diavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Esorcismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Giovanni Paolo II avrebbe scacciato Satana dal corpo di una donna in piazza San Pietro. Padre Amorth: “Il demonio ha lottato molto contro la beatificazione del papa polacco”<br />
di Giacomo Galeazzi<br />
 da Vatican Insider <br />
Il successore di Pietro contro il Principe delle tenebre: Bergoglio sulle orme dell’esorcista Wojtyla. Il prefetto della Casa pontificia Martin riferì nelle sue memorie postume di come Giovanni Paolo II il 27 marzo 1982 avesse scacciato Satana dal corpo di una donna umbra ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Anche Giovanni Paolo II avrebbe scacciato Satana dal corpo di una donna in piazza San Pietro. Padre Amorth: “Il demonio ha lottato molto contro la beatificazione del papa polacco”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>di Giacomo Galeazzi</em></strong><br />
<strong><em> da Vatican Insider</em> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="border: 0px none;" title="Giovanni Paolo II" alt="Giovanni Paolo II" src="http://vaticaninsider.lastampa.it/typo3temp/pics/096894ec7e.jpg" width="150" height="150" border="0" />Il successore di Pietro contro il Principe delle tenebre: Bergoglio sulle orme dell’esorcista Wojtyla. Il prefetto della Casa pontificia Martin riferì nelle sue memorie postume di come Giovanni Paolo II il 27 marzo 1982 avesse scacciato Satana dal corpo di una donna umbra vittima di possessione diabolica. Domenica il copione si è ripetuto. Siamo in piazza San Pietro, esattamente nei pressi dell’Arco delle Campane. La messa di Pentecoste è finita da poco. Francesco si avvia, come al solito, verso i malati che hanno assistito alla celebrazione. Il Pontefice si avvicina ad un ragazzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sacerdote che lo accompagna lo presenta al Papa con qualche parola che non si riesce a cogliere. Ma l’espressione di Francesco cambia improvvisamente. Il Papa appare pensoso e concentrato e stende le mani sul giovane pregando intensamente, mentre il ragazzo spalanca la bocca. «Gli esorcisti che hanno visto le immagini non hanno dubbi: si è trattato di una preghiera di liberazione dal Maligno o di un vero e proprio esorcismo», fa sapere Tv2000. Ma in serata il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, chiarisce che l’intenzione del Papa era quella di pregare per una persona sofferente e non di esorcizzarla. Se ne parlerà nella prossima puntata di venerdì prossimo, che sarà dedicata «alla battaglia di Papa Francesco contro il Diavolo e le sue seduzioni». In due mesi di omelie il Pontefice argentino ha più volte messo in guardia dalle insidie di Satana. Secondo il Codice di diritto canonico, nessuno può legittimamente proferire esorcismi sugli ossessi, se non ha ottenuto dal suo vescovo «peculiare ed espressa licenza».</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ autorizzazione che viene concessa soltanto «al sarcerdote ornato di pietà, di scienza, di prudenza e di integrità . Racconta il decano degli esorcisti Padre Gabriele Amorth: «Nel corso del suo lungo pontificato Giovanni Paolo II ha lottato diverse volte contro Satana. E la sua battaglia continua anche oggi che è morto». Infatti «Wojtyla è presente ancora oggi durante molti esorcismi». Aggiunge Amorth nel suo libro «L’ultimo esorcista»: «Una volta una posseduta mi ha detto: “Mentre mi esorcizzavi ho visto di fianco a te Giovanni Paolo II. Tu non te ne sei accorto ma mi stava esorcizzando assieme a te”». Dalle affermazioni di diversi esorcisti emerge che l’invocazione a Giovanni Paolo II ha un impatto devastante sul diavolo. «Quando si nomina Wojtyla durante un esorcismo il posseduto schiuma letteralmente rabbia- precisa Amorth-. Il demonio ha lottato parecchio contro la beatificazione di Giovanni Paolo II e ancor più lotterà per la sua canonizzazione. Ma non riuscirà a impedirla perché Satana è il grande perdente mentre Dio vince sempre».</p>
<p style="text-align: justify;">In Sudamerica la spiritualità carismatica e l’attenzione agli esorcismi sono predominanti. Bergoglio appare proiettato sulla scia pastorale di Wojtyla anche in quella lotta al Maligno che invece Ratzinger ha condotto salvaguardando l’ortodossia della dottrina da pericolose deviazioni. «Tutto il pontificato di Benedetto è stato un esorcismo», spiega Amorth.</p>
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		<title>La preghiera fa miracoli</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:38:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Post-it]]></category>
		<category><![CDATA[Miracoli]]></category>
		<category><![CDATA[Preghiera]]></category>

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		<description><![CDATA[Messa del Papa a Santa Marta<br />
da L&#8217;Osservatore Romano<br />
I miracoli esistono ancora oggi. Ma per consentire al Signore di compierli c&#8217;è bisogno di una preghiera coraggiosa, capace di superare quel &#8220;qualcosa di incredulità&#8221; che alberga nel cuore di ogni uomo, anche se uomo di fede. Una preghiera soprattutto per coloro che soffrono a causa delle guerre, delle persecuzioni e di ogni altro dramma che scuote la società di oggi. Ma la preghiera deve &#8220;mettere carne al fuoco&#8221;, cioè coinvolgere ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Messa del Papa a Santa Marta<br />
da <a href="http://www.miradouro.it/linkest.php?linkest=http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/index.html" target="_blank">L&#8217;Osservatore Romano</a></p>
<p style="text-align: justify;">I miracoli esistono ancora oggi. Ma per consentire al Signore di compierli c&#8217;è bisogno di una preghiera coraggiosa, capace di superare quel &#8220;qualcosa di incredulità&#8221; che alberga nel cuore di ogni uomo, anche se uomo di fede. Una preghiera soprattutto per coloro che soffrono a causa delle guerre, delle persecuzioni e di ogni altro dramma che scuote la società di oggi. Ma la preghiera deve &#8220;mettere carne al fuoco&#8221;, cioè coinvolgere la nostra persona e impegnare tutta la nostra vita, per superare l&#8217;incredulità. È questa la raccomandazione affidata da Papa Francesco a quanti hanno partecipato alla messa celebrata questa mattina, lunedì 20 maggio, nella cappella della Domus Sanctae Marthae.</p>
<p>Nell&#8217;omelia il Pontefice ha svolto una riflessione sull&#8217;incredulità a partire dal racconto del vangelo di Marco (9, 14-29) su un giovane posseduto dallo spirito maligno e liberato da Cristo. &#8220;Non è la prima volta &#8211; ha detto il Santo Padre &#8211; che Gesù si lamenta dell&#8217;incredulità: O generazioni incredule! Tante volte l&#8217;ha detto&#8221;; e ha sofferto molto per questa incredulità verso le sue parole, il suo messaggio. &#8220;Gli volevano bene, la folla andava a salutarlo. Gli volevano bene ma fino a un certo punto. Non rischiavano troppo nella loro fede nei confronti di lui. Non rischiavano. E Gesù soffriva per questo, no? È forte quello che dice oggi: O generazione incredula, fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi?&#8221;.</p>
<p>Il Papa ha poi notato che Gesù è serio nel suo rimprovero. Anzi, si rivolge deciso ai discepoli e chiede di portare il giovane posseduto davanti a lui. &#8220;Prende le cose in mano&#8221; e quando &#8220;Gesù prende le cose in mano, vanno bene&#8221;. Ma come si fa perché il Signore prenda le cose in mano? Certo non è facile, proprio perché entra in gioco l&#8217;incredulità. &#8220;Ma perché questa incredulità?&#8221; si è chiesto ancora il Papa. &#8220;Tutti vedevano che Gesù faceva dei miracoli, tante cose belle. Le parole di Gesù erano tanto belle e arrivavano al cuore&#8221;. Ed è proprio una questione di cuore: &#8220;Credo &#8211; ha infatti detto il vescovo di Roma &#8211; che sia proprio il cuore che non si apre, il cuore chiuso, il cuore che vuol avere tutto sotto controllo&#8221;. Abbiamo &#8220;paura di fallire&#8221;. Il Pontefice ha ricordato in proposito quanto avvenuto la domenica della risurrezione, &#8220;quando Gesù viene tra i suoi discepoli nel cenacolo. Luca dice: Era tanta la gioia che non potevano credere. Avevano paura che questa gioia fosse un sogno, fosse una fantasia, che non fosse Gesù&#8230; &#8220;.</p>
<p>Tornando all&#8217;episodio evangelico, il Santo Padre ha riproposto la domanda dei discepoli che non erano riusciti a scacciare lo spirito maligno dal giovane: &#8220;Ma perché noi non abbiamo potuto cacciarlo? Questa specie di demoni, spiega Gesù, non si può cacciare in alcun modo se non con la preghiera&#8221;. E il padre del fanciullo &#8220;ha detto: Credo Signore, aiuta la mia incredulità&#8221;. La sua è stata &#8220;una preghiera forte; e questa preghiera, umile e forte, fa sì che Gesù possa fare il miracolo. La preghiera per chiedere un&#8217;azione straordinaria &#8211; ha spiegato il Pontefice &#8211; deve essere una preghiera che ci coinvolge tutti, come se impegnassimo tutta la nostra vita in quel senso. Nella preghiera bisogna mettere la carne al fuoco&#8221;.</p>
<p>Il Pontefice ha poi raccontato un episodio avvenuto in Argentina: &#8220;Mi ricordo una cosa che è successa tre anni fa nel santuario di Luján&#8221;. Una bambina di sette anni si era ammalata, ma i medici non trovavano la soluzione. Andava peggiorando sempre, sino a quando, una sera, i medici dissero che non c&#8217;era più niente da fare e che le rimanevano poche ore di vita. &#8220;Il papà, che era un elettricista, un uomo di fede, è diventato come pazzo. E spinto da quella pazzia ha preso il bus ed è andato al santuario di Luján, due ore e mezzo di bus, a settanta chilometri di distanza. È arrivato alle nove di sera e ha trovato tutto chiuso. E lui ha cominciato a pregare con le mani aggrappate al cancello di ferro. Pregava e piangeva. Così è rimasto tutta la notte. Quest&#8217;uomo lottava con Dio. Lottava proprio con Dio per la guarigione della sua fanciulla. Poi alle sei di mattina è andato al terminal e ha preso il bus. È arrivato all&#8217;ospedale alle nove, più o meno. Ha trovato la moglie che piangeva e ha pensato al peggio: cosa è successo? Non capisco. Cosa è successo? Sono venuti i dottori, gli ha risposto la moglie, e mi hanno detto che la febbre è scomparsa, respira bene, non c&#8217;è niente&#8230; La terranno ancora solo due giorni. Ma non capiscono quello che è successo. E questo &#8211; ha commentato il Papa &#8211; succede ancora. I miracoli ci sono. Ma serve la preghiera! Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo, non quelle preghiere per cortesia: Ah, io pregherò per te! Poi un Pater Noster, un&#8217;Ave Maria e mi dimentico. No! Ci vuole una preghiera coraggiosa, come quella di Abramo che lottava con il Signore per salvare la città; come quella di Mosè che pregava con le mani in alto e si stancava pregando il Signore; come quella di tanta gente che ha fede e con la fede prega, prega&#8221;.</p>
<p>La preghiera fa miracoli, &#8220;ma &#8211; ha concluso Papa Francesco &#8211; dobbiamo crederlo. Io penso che noi possiamo fare una bella preghiera, non una preghiera per cortesia, ma una preghiera con il cuore, e dirgli oggi per tutta la giornata: Credo Signore! Aiuta la mia incredulità. Tutti noi abbiamo nel cuore qualcosa di incredulità. Diciamo al Signore: Credo, credo! Tu puoi! Aiuta la mia incredulità. E quando ci chiedono di pregare per tanta gente che soffre nelle guerre, nelle loro condizioni di rifugiati, in tutti questi drammi preghiamo, ma con il cuore, e diciamo: Signore, fallo. Credo, Signore. Ma aiuta la mia incredulità&#8221;.</p>
<p>Tra i presenti alla messa, un gruppo di dipendenti della Radio Vaticana, guidati dal direttore padre Federico Lombardi, e i dipendenti dell&#8217;Ufficio sistemi informatici del Governatorato.</p>
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