<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Segni dei tempi</title>
	<atom:link href="http://www.segnideitempi.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.segnideitempi.org</link>
	<description>C&#039;è un mistero, c&#039;è un contenuto nascosto nella storia (...) Il mistero è quello delle opere di Dio, che costituiscono nel tempo la realtà autentica, nascosta dietro le apparenze.  Card. Jean Danièlou</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Feb 2012 08:39:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Giovedì dopo le ceneri</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/giovedi-dopo-le-ceneri-2/chiesa/giovedi-dopo-le-ceneri-2/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/giovedi-dopo-le-ceneri-2/chiesa/giovedi-dopo-le-ceneri-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 08:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Liturgia]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17802</guid>
		<description><![CDATA[Dal Vangelo secondo Lc 9, 22-25<br />
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell&#8217;uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno» . <br />
E a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. <br />
Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Dal Vangelo secondo Lc 9, 22-25</strong></p>
<p><em>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell&#8217;uomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno» . </em><br />
<em>E a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. </em><br />
<em>Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. </em><br />
<em>Che giova all&#8217;uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?».</em></p>
<p><strong><em>IL COMMENTO di don Antonello Iapicca</em></strong></p>
<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: left;" align="center">Il nostro cammino quotidiano è guidato da un <em>imperativo categorico</em> che sentiamo graffiare il cuore, la mente, la lingua e le mani, un&#8217;irrefrenabile esigenza di auto-affermazione, di <em>essere,</em> per qualcuno, per sé stessi. E, immancabilmente, alla fine del cammino, una solitudine sconfinata, il prezzo del fallimento. <em>Autoaffermazioni in collisione</em>. Impossibile, per chiunque, foss&#8217;anche il più intelligente e il più potente, non soccombere. Tutti contro tutti al lotto dell&#8217;autoaffermazione.</div>
<div style="text-align: left;" align="justify"></div>
<div align="justify">Nel Vangelo di oggi appare il Messia, l&#8217;Uomo veramente affermato, che, paradossalmente, <em>deve</em> incamminarsi verso il patibolo che ne decreterà il totale fallimento. <em>Deve</em> - è il suo <em>l&#8217;imperativo categorico -</em> prendere il rifiuto, l&#8217;annichilimento, la totale cancellazione del suo essere. In una parola, <em>riprovato</em>. Il verbo utilizzato nell&#8217;originale greco, <em>apodokimazo, </em>ci aiuta a comprendere<em>.</em> Esso deriva da <em>dokimos, </em>che significa fidato, attendibile, provato, e, come termine tecnico, indica<em> </em>una <em>moneta autentica</em>, circolabile; è riferito anche a persone cui è tributato comune riconoscimento. Nella traduzione della Bibbia greca della LXX il termine era usato esclusivamente per qualificare le <em>monete valide</em>. Il verbo che ne deriva, <em>dokimazo </em>traduce l&#8217;ebraico<em> bakhan = provare con il crogiuolo.</em></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Così il testo evangelico si illumina:<em> </em>Gesù è dovuto passare per il crogiuolo del Sinedrio, ed è stato <em>a-podokimazo,</em> <em>ri-provato. </em>Lui non era la moneta autentica di cui gli anziani, i sommi sacerdoti e gli scribi avevano bisogno. Essi &#8220;rappresentano l&#8217;avere, il potere e il sapere. La ricchezza, la vanagloria e la superbia, strette parenti delle tre concupiscenze di 1 Gv. 2,16, sono le tre maschere del nemico, e le tre apparenze del frutto di Gen. 3,6: buono, bello e desiderabile&#8221; (S. Fausti, <em>Una comunità legge il vangelo di Luca</em>). Il demonio dunque ha <em>rigettato</em> Gesù, perchè era stato da Lui rigettato per tre volte nel deserto. <em>Bisognava</em> che satana gettasse fuori il Figlio dell&#8217;uomo: quella <em>moneta</em> non gli apparteneva. Lui era la <em>moneta</em> del Padre Suo, gettata nel mondo per pagare il riscatto per la libertà d&#8217;ogni uomo imprigionato nei lacci della morte. <em>Nel crogiuolo del Sinedrio allora, nell&#8217;apparente fuoco di satana, bruciavano le vampe gelose di Dio</em>. <em>Mentre il nemico rigettava Cristo, il Padre accoglieva noi</em>. Moneta rigettata dal nemico, pagava il riscatto per tutti. <em>Lo doveva fare, per un amore che si imponeva dal profondo cuore di Dio</em>.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Quella <em>moneta</em>, disprezzata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, ci ha salvati, ci ha riconsegnati alla nostra autentica identità. La Sua croce ha riportato alla luce l&#8217;immagine e l&#8217;iscrizione che portiamo impresse, quelle del Padre che ci ha creati a Sua immagine e somiglianza. Siamo infatti venuti al mondo per essere<em>monete autentiche</em>, immagini fedeli dell&#8217;amore di Dio. Come figli nel Figlio, anche noi siamo monete gettate nel mondo per riscattare il mondo.</p>
</div>
<div align="justify">Comprendiamo allora il cammino che questa Quaresima ci pone innanzi. <em>Rinnegare noi stessi</em>. Dire no a satana, difendere l&#8217;immagine e l&#8217;iscrizione che portiamo scolpite<em>.</em> Dire no alla moneta falsa, all&#8217;immagine corrotta che il demonio vuol farci indossare; in ogni istante di ogni giorno rinnegare la giustizia umana nei confronti del marito o della moglie; rinnegare la concupiscenza che brucia la carne nel fidanzamento; rinnegare l&#8217;accidia che ci distoglie dalla fedeltà alle piccole responsabilità di ogni giorno; rinnegare l&#8217;avarizia che ci fa arpionare cose e persone per chiuderle nella cassaforte del possesso; rinnegare ideali e idoli che invadono la nostra volontà per distoglierla dall&#8217;adeguarsi a quella di Dio. E prendere la croce, ogni evento, parola, persona che ci inchioda alla volontà di Dio, all&#8217;immagine che Gesù ha cesellato in ciascuno di noi. Dire no a quanto in noi è di scandalo a quest&#8217;immagine, attraverso i chiodi della croce di ogni giorno, le sofferenze, le delusioni, le cose che non capiamo e che potano, recidono, passano al crogiuolo tutto quanto vi è di inautentico.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><em>Perdere la vita che ci ha condotto alla morte, e ricevere in cambio la vera Vita, l&#8217;eterno esistere nell&#8217;eterno Essere</em>. Seguire il Signore nella sua umiliazione per essere partecipi della sua resurrezione. Il crogiuolo della Passione lo ha infatti proclamato Kyrios-Signore proprio perchè il fuoco della Croce ne ha rivelato il valore;<em>rinnegato e rinnegatosi perchè il Padre lo affermi davanti a tutti</em>, e mostri in Lui la verità di un amore più forte della morte. Ecco il cammino per noi, spogliarsi per rivestirsi, perdere per trovare, rinnegarsi per vedersi affermati. Ciò significa, probabilmente, essere disprezzati e umiliati, senza un briciolo di vita carnale per essere ricolmi di Vita Celeste. Il suo perdono ci strappa dalla schiavitù del <em>dover essere</em>, annulla la condanna all&#8217;auto-affermazione, e ci dona la Grazia di camminare in una nuova vita, quella che arde di un amore che <em>deve</em> consegnarsi, senza riserve, sino all&#8217;ultimo respiro, per la salvezza di questa generazione.</div>
<div align="justify"></div>
<div>
<div></div>
<p><strong>Liturgia orientale. Ufficio dell’Esaltazione della Santa Croce</strong></p>
<div></div>
</div>
<p><center><strong>« Prenda la sua croce e mi segua »</strong></center><center><strong><br />
</strong></center>Salve, croce vivificante, trofeo invincibile della pietà, porta del Paradiso, conforto dei credenti, baluardo della Chiesa. Da te la corruzione è stata annientata, la potenza della morte è stata inghiottita ed abolita, e noi siamo stati innalzati dalla terra alle cose celesti. Sei l’arma invicibile, l’avversario dei demoni, la gloria dei martiri, il vero ornamento dei santi, la porta della salvezza&#8230;<br />
Salve, croce del Signore, per mezzo tuo l’umanità è stata liberata dalla maledizione. Tu sei il segno della vera gioia; quando sei elevata, spezzi contro terra i nostri nemici. Ti veneriamo, sei il nostro soccorso, la forza dei re, la fermezza dei giusti, la dignità dei peccatori&#8230;<br />
Salve, croce preziosa, guida dei ciechi, medico dei malati, risurrezione di tutti i morti. Ci ha rialzati mentre eravamo caduti nella sozzura. Per mezzo tuo è stato messo fine alla corruzione e l’immortalità è fiorita; per mezzo tuo noi mortali siamo stati divinizzati, e il demonio è stato completamente schiacciato&#8230;<br />
O Cristo, la tua croce è preziosa, la veneriamo oggi con le nostre labbra indegne, noi che siamo peccatori. Noi cantiamo te che hai voluto esservi legato; e a te gridiamo come il buon ladrone: “Rendici degni del tuo Regno!”.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/giovedi-dopo-le-ceneri-2/chiesa/giovedi-dopo-le-ceneri-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Danimarca uccidono i feti dei bambini Down per eliminare la malattia. «Evviva l&#8217;imperfezione»</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/in-danimarca-uccidono-i-feti-dei-bambini-down-per-eliminare-la-malattia-evviva-limperfezione/cultura-e-societa/in-danimarca-uccidono-i-feti-dei-bambini-down-per-eliminare-la-malattia-evviva-limperfezione/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/in-danimarca-uccidono-i-feti-dei-bambini-down-per-eliminare-la-malattia-evviva-limperfezione/cultura-e-societa/in-danimarca-uccidono-i-feti-dei-bambini-down-per-eliminare-la-malattia-evviva-limperfezione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 08:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Post-it]]></category>
		<category><![CDATA[Segni dei tempi]]></category>
		<category><![CDATA[Amore]]></category>
		<category><![CDATA[Carità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenetica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17801</guid>
		<description><![CDATA[Intervista a Josephine Quintavalle, la più nota esponente laica del movimento pro-life britannico, che davanti al tentativo della Danimarca di eliminare la sindrome di Down uccidendo chi ne è affetto, elogia l&#8217;imperfezione<br />
di Benedetta Frigerio<br />
Tratto da Tempi<br />
«Mentono perché non è stata fatta alcuna scoperta per combattere la malattia. La verità è che rimediano uccidendo chi ne è affetto. Ma siamo sicuri di preferire la perfezione alla carità?», si chiede in un&#8217;intervista a tempi. it Josephine Quintavalle, la più nota esponente laica ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Intervista a <strong>Josephine Quintavalle</strong>, la più nota esponente laica del movimento pro-life britannico, che davanti al tentativo della Danimarca di eliminare la sindrome di Down uccidendo chi ne è affetto, elogia l&#8217;imperfezione<br />
di <strong>Benedetta Frigerio</strong><br />
Tratto da Tempi</p>
<p style="text-align: justify;">«Mentono perché non è stata fatta alcuna scoperta per combattere la malattia. La verità è che rimediano uccidendo chi ne è affetto. Ma siamo sicuri di preferire la perfezione alla carità?», si chiede in un&#8217;intervista a tempi. it Josephine Quintavalle, la più nota esponente laica del movimento pro-life britannico, fondatrice e direttrice del Comment on Reproductive Ethics, l’osservatorio sulle tecniche riproduttive umane. Quintavalle si riferisce alla notizia del quotidiano danese Berlingske secondo cui entro il 2030 la sindrome di Down (trisomia 21) somparirà in Danimarca grazie alla diagnosi prenatale, che permette di individuare ed eliminare prima della nascita i bambini affetti dalla malattia genetica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale principio è sotteso a questa mentalità?</strong><br />
Pare che l&#8217;uomo voglia superare ogni limite. È la notizia stessa data dal giornale danese a dirlo: «Nel 2030 – è il titolo dell&#8217;articolo – nascerà l&#8217;ultimo bambino Down». Il problema è che eliminare l&#8217;imperfezione è impossibile e così si usa un linguaggio fuorviante per far sembrare che la malattia sarà debellata. In realtà non c&#8217;è nessuna scoperta medica che elimini la trisomia 21. Semplicemente verranno abortiti tutti i bambini down. La realtà è che per eliminare la malattia si uccide l&#8217;uomo. E questo è un controsenso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché è un&#8217;illusione pensare di eliminare l&#8217;imperfezione?</strong><br />
Ora si eliminano i bambini Down, ma chi può determinare cosa sia l&#8217;imperfezione? In Inghilterra, ad esempio, lo fa lo Stato che ora si è spinto anche più in là, ritenendo inaccettabile qualsiasi anomalia fisica: la legge consente l&#8217;aborto fino al nono mese se il bambino ha il labbro leporino o se ha un dito in più. Anche il naso storto o le orecchie a sventola sono difetti: se seguiamo la logica perfezionista pure i bambini con queste imperfezioni dovrebbero essere abortiti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutti nascono con dei difetti. </strong><br />
E infatti la prossima vittima, a seconda dei parametri di normalità decisi dagli Stati, potrebbe essere chiunque.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che spazio c&#8217;è in un mondo così per l&#8217;amore? Come può finire l&#8217;uomo che per raggiungere l&#8217;efficienza rinuncia alla carità?</strong><br />
In una società come la nostra, perfezionista e con il mito dell&#8217;efficienza, il bisogno è visto come un peso: lo si vede nella vita fragile dei bambini (infatti oggi è forte il fenomeno della denatalità) e degli anziani (l&#8217;eutanasia è un rimedio sempre più diffuso). Questo significa scegliere di privarsi dell&#8217;affetto e dell&#8217;aiuto reciproco, della bontà di un atto gratuito. L&#8217;uomo, insomma, vuole essere efficiente per non aver bisogno. Il problema è che in questo modo non è felice, ma solo. E infatti molti chiedono il suicidio quando capiscono che iniziano ad avere bisogno: a quel punto, senza legami d&#8217;amore reali, si percepiscono solo come un peso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sta dicendo che l&#8217;imperfezione ci dà la possibilità di domandare e di accogliere l&#8217;affetto di cui si ha bisogno per vivere?</strong><br />
Nel libro sulla vita di Jérôme Lejeune &#8211; lo scienziato che ha scoperto la trisomia 21 e che ha utilizzato la diagnosi prenatale per aiutare i bambini con la sindrome di Down a curarsi (non nascose la sofferenza portata per il resto della vita per il fatto che la sua scoperta venne usata contro di loro) &#8211; c&#8217;è un episodio bellissimo: mentre riceveva un premio, un ragazzo Down gli saltò al collo per ringraziarlo per quanto l&#8217;avesse aiutato e si fosse sentito amato da lui. È preferibile una società di uomini imperfetti ma che si sentono voluti o di persone efficienti che non possono chiedere mai e quindi nemmeno ricevere amore?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/in-danimarca-uccidono-i-feti-dei-bambini-down-per-eliminare-la-malattia-evviva-limperfezione/cultura-e-societa/in-danimarca-uccidono-i-feti-dei-bambini-down-per-eliminare-la-malattia-evviva-limperfezione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Perchè tanta gioia?&#8221;</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/perche-tanta-gioia/chiesa/perche-tanta-gioia/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/perche-tanta-gioia/chiesa/perche-tanta-gioia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Conversione]]></category>
		<category><![CDATA[Vocazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17799</guid>
		<description><![CDATA[Prima parte<br />
Intervista con il vicario del patriarcato di Gerusalemme, padre David Neuhaus, S.I., convertito dall&#8217;ebraismo<br />
ROMA, martedì, 21 febbraio 2012 (ZENIT.org) &#8211; Padre David Neuhaus è nato in una famiglia ebrea e, ancora in giovane età, si è convertito al cristianesimo. In collaborazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre, Mark Riedemann ha intervistato per Where God Weeps (Dove Dio piange), padre Neuhaus, vicario del patriarcato latino di Gerusalemme per i cattolici di lingua ebraica.<br />
<br />
Padre, lei è cresciuto in una ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Prima parte</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intervista con il vicario del patriarcato di Gerusalemme, padre David Neuhaus, S.I., convertito dall&#8217;ebraismo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">ROMA, martedì, 21 febbraio 2012 (ZENIT.org) &#8211; Padre David Neuhaus è nato in una famiglia ebrea e, ancora in giovane età, si è convertito al cristianesimo. In collaborazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre, Mark Riedemann ha intervistato per <em>Where God Weeps</em> (Dove Dio piange), padre Neuhaus, vicario del patriarcato latino di Gerusalemme per i cattolici di lingua ebraica.</p>
<div id="article" style="text-align: justify;">
<p><strong>Padre, lei è cresciuto in una famiglia ebraica. Ha ricevuto una profonda educazione religiosa?</strong></p>
<p>Padre David Neuhaus: Ho ricevuto quella che si potrebbe definire una tradizionale educazione ebraica. Mi hanno mandato ad una scuola ebraica diurna, una scuola meravigliosa. Se avessi figli, li manderei a studiare lì anche adesso. E così siamo stati educati nella tradizione ebraica a casa. I miei genitori erano molto aperti e non molto praticanti.</p>
<p><strong>Come Lei percepiva il cristianesimo in quel momento?</strong></p>
<p>Padre David Neuhaus: Era una questione molto complessa. I miei genitori sono rifugiati della Germania nazista e così siamo cresciuti con la consapevolezza molto forte della storia. Naturalmente, la storia è un luogo dove ebrei e cristiani si incontrano in un’interazione piuttosto traumatica. Ma allo stesso tempo i miei genitori sono molto aperti e molto cordiali e così questo messaggio dei traumi della storia è stato equilibrato con un’apertura verso i nostri vicini.</p>
<p><strong>Si è convertito al cristianesimo in età giovane. Che cosa l’ha ispirata a prendere in considerazione la conversione al cristianesimo?</strong></p>
<p>Padre David Neuhaus: Fu all’età di 15 anni, arrivando per la prima volta in Israele, che ho fatto conoscenza con una delle grandi figure spirituali di quel momento a Gerusalemme, una suora ortodossa russa, che era la badessa di un convento e il suo nome era Madre Barbara.</p>
<p><strong>Crede che fosse persino della nobiltà russa?</strong></p>
<p>Padre David Neuhaus: Sì, era una contessa, un membro dell’aristocrazia russa e attraverso di lei ho incontrato Gesù Cristo. Era una donna, che al momento che la incontrai aveva già 89 anni, paralizzata, incapace di muoversi dal suo letto, ma splendente con la gioia di Cristo ed è questo che mi ha colpito. Non sono andato ad incontrarla perché ero interessato al cristianesimo, ma piuttosto perché ero interessato alla storia russa ed incontrarla è stato veramente un incontro con Gesù Cristo. Non ero molto credente in quel momento e la religione non mi interessa affatto, ma ciò che ha attirato la mia attenzione è stata la grande gioia con la quale parlava di tutto ed era una gioia che mi ha spinto a chiederle: “Perché Lei è così gioiosa? Ha 89 anni, non può camminare, non può muoversi, vive in una minuscola squallida stanzetta. Cosa La rende così felice?”. E questo l’ha spinta a sua volta a testimoniare la sua fede. Questo mi ha semplicemente carpito, catturato. Il passo intermedio, naturalmente, è stato ritornare a casa e raccontare ai miei genitori che avevo incontrato Madre Barbara e attraverso di lei quell’uomo, Gesù.</p>
<p><strong>Qual è stata la loro reazione?</strong></p>
<p>Padre David Neuhaus: I miei genitori erano sotto shock. Mi avevano mandato in Israele. Non se lo aspettavano che il loro figlio ebraico, mandato ad una scuola ebraica in Israele, ritornasse parlando di Gesù e nel corso della conversazione, feci la promessa che avrei aspettato dieci anni. Avevo solo quindici anni. Dissi: “aspetterò fino ai miei 25 anni. Se questo sarà ancora vero quando avrò quell’età, voi accetterete”; e loro furono subito d’accordo. Credo che abbiano pensato: “Sta crescendo e lo supererà”. E infatti hanno accettato e ora ho un rapporto molto, molto stretto con i miei genitori. Ciò successe nel periodo intermedio fu un tentativo di patteggiare sempre più con ciò che questo implicava; credere in Gesù e poi, lentamente ma inesorabilmente, cercare di integrarsi nel suo Corpo nella Chiesa.</p>
<p><strong>Che cosa implica questo?</strong></p>
<p>Padre David Neuhaus: In primissimo luogo, come ebreo, implicava cercare di affrontare in qualche modo i temi molto duri e difficili delle relazioni ebraico-cristiane nella storia, essere attirato dalla Chiesa cattolica a causa del tentativo della Chiesa di affrontare questa storia, un cammino per chiedere perdono e un cammino verso la riconciliazione. La Chiesa Ortodossa, specialmente di tradizione bizantina, mi attirava enormemente, esteticamente mi piacciono molto la liturgia e i canti, è bello, ma quello che ho trovato nella Chiesa cattolica romana era un vero tentativo di assumere la nostra responsabilità come corpo storico nella storia del mondo. La persona che ha aperto la porta è stato papa Giovanni XXIII. La sua volontà di convocare il Concilio e di affrontare questi temi molto, molto difficili riguardo la nostra responsabilità per la storia del mondo, mi ha permesso di pensare che potevo essere cattolico e potevo essere ebreo, quindi ho potuto andare alla mia famiglia e dire: “non sto tradendo il popolo al quale appartengo”. Con i miei genitori, il dialogo è andato avanti per dieci anni e, come ho detto, quando sono stato battezzato all’età di 26 i miei genitori si erano un po’ riconciliati con l’idea di avere un figlio che era una vera e propria “pecora nera” e, come sto dicendo, il rapporto con loro è molto forte.</p>
<p><strong>A che punto di questo processo di conversione ha sentito la vocazione?</strong></p>
<p>Padre David Neuhaus: È venuto quasi subito, ad essere onesto, all’età di 15 anni, tre mesi dopo l’incontro con la Madre Barbara. I ragazzi della mia scuola si chiedevano l’un l’altro di scrivere dove saremmo stati a 30 anni, cioè quindici anni dopo. Io avevo scritto di essere un monaco in un monastero. In quel momento pensavo ancora in termini di Chiesa Ortodossa, ma credo che allora avessi già la netta sensazione dio aver vissuto la mia vita cristiana, dedicandomi al popolo di Dio e tentando di vivere una vita dedicata alla riconciliazione.</p>
<p><strong>Quale è il sacramento con cui ha maggiore affinità?</strong></p>
<p>Padre David Neuhaus: È stato molto chiaro fin dall’inizio della mia vita cristiana, che sono stato molto attratto dall’Eucaristia, dal contatto con il Corpo di Cristo nell’Eucaristia. E, naturalmente, lo ripeto di nuovo, per dieci anni ho assistito regolarmente all’Eucaristia senza essere in grado di parteciparvi.</p>
<p><em>(La seconda ed ultima parte verrà pubblicata venerdì 24 febbraio)</em></p>
<p><em>Questa intervista è stata condotta da Mark Riedemann per Where God Weeps, un programma televisivo e radiofonico settimanale, prodotto da Catholic Radio and Television Network, in collaborazione con l’organizzazione internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre.</em></p>
<p><em>In rete:</em><br />
<em>Aiuto alla Chiesa che soffre: www.acn-intl.org</em><br />
<em>Aiuto alla Chiesa che soffre Italia: www.acs-italia.glauco.it</em><br />
<em>Where God Wheeps: www.wheregodweeps.org</em></p>
<p><em>[Traduzione dall’inglese a cura di Paul De Maeyer]</em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><a title="Tweet This" href="http://www.zenit.org/article-29649?l=italian#"><br />
</a></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/perche-tanta-gioia/chiesa/perche-tanta-gioia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Proibito criticare l’islam. Difendere l’Europa pure</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/proibito-criticare-lislam-difendere-leuropa-pure/cultura-e-societa/proibito-criticare-lislam-difendere-leuropa-pure/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/proibito-criticare-lislam-difendere-leuropa-pure/cultura-e-societa/proibito-criticare-lislam-difendere-leuropa-pure/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Post-it]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17797</guid>
		<description><![CDATA[Aiuto! L’invasione islamica è ormai una realtà. A sfondare la fragilissima prima linea valoriale e identitaria dell’Occidente è stata la potente armata dei taglia-lingua nel nome di Allah.<br />
<br />
Il loro obiettivo è mettere al bando, qui dentro casa nostra, nella nostra culla della libertà, nella nostra patria dei diritti fondamentali della persona, qualsiasi critica e meno che mai condanna dell’islam come religione. L’islamofobia verrà bandita per legge in tutti gli stati europei, in ottemperanza ad una prima risoluzione, la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Aiuto! L’invasione islamica è ormai una realtà. A sfondare la fragilissima prima linea valoriale e identitaria dell’Occidente è stata la potente armata dei taglia-lingua nel nome di Allah.</p>
<div id="media_1" style="text-align: justify;">
<div id="info_img_media_1">Il loro obiettivo è mettere al bando, qui dentro casa nostra, nella nostra culla della libertà, nella nostra patria dei diritti fondamentali della persona, qualsiasi critica e meno che mai condanna dell’islam come religione. L’islamofobia verrà bandita per legge in tutti gli stati europei, in ottemperanza ad una prima risoluzione, la 16/18 approvata dalla Commissione per i diritti dell’uomo delle Nazioni Unite a Ginevra nel marzo 2011 che contempla la lotta contro l’intolleranza, gli stereotipi negativi, la stigmatizzazione della discriminazione, l’incitamento alla violenza, l’uso della violenza contro le persone sulla base della loro appartenenza religiosa. Per la verità quest’insieme è esattamente ciò che ritroviamo nel Corano e nella predicazione d’odio, di violenza e di morte delle moschee, ma incredibilmente si ritorcerebbe contro coloro che non vogliono sottomettersi all’islam, al Corano, a Maometto e alla sharia, la legge imposta dal loro Allah.</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Ed è così che lo scorso 15 e 16 febbraio a Bruxelles, con il benestare dell’Unione Europea, l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (Oic), finanziata dai sauditi e il cui attuale segretario generale è il turco Ekmeleddin Ihsanoglu, ha organizzato un seminario per denunciare la campagna anti-islamica presente in alcuni mezzi di comunicazione di massa in Occidente, con l’obiettivo di indicare ai partecipanti, compresi i giornalisti occidentali non islamici ma conniventi con gli islamici, come contrapporsi alla campagna mediatica anti-islamica. Questa iniziativa avrebbe già il sostegno di Obama e della Clinton.<br />
Come è possibile che finiremo per imporci da soli il bavaglio? I teorici del relativismo nostrano, compresi quelli che si annidano nella Chiesa, per screditare il valore delle radici giudaico-cristiane della civiltà laica e liberale dell’Occidente, spesso fanno riferimento al versetto tratto dal Vangelo secondo Luca (6,43-49) che recita «ogni albero si riconosce dal suo frutto». A loro avviso non sono tanto importanti le radici bensì i frutti dell’albero. Una tesi che mira a mettere aprioristicamente e acriticamente sullo stesso piano tutte le religioni, le culture e le ideologie a prescindere dai loro contenuti perché, secondo i relativisti, si può aderire ai valori non negoziabili della sacralità della vita, della dignità della persona e della libertà di scelta partendo da radici diverse e finendo per condividere lo stesso frutto. Bene, ai relativisti nostrani ricordiamo la prima parte del versetto evangelico che chiarisce: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono». A che cosa mi riferisco? Dopo la sbornia ideologica che ha trascinato in modo pressoché compatto l’Occidente succube del materialismo e ammalato di relativismo ad infervorarsi per la cosiddetta «Primavera araba», caldeggiando l’indizione delle elezioni con il coinvolgimento delle forze d’opposizione islamiche che sono esplicitamente ostili ai diritti fondamentali della persona e alla democrazia sostanziale, oggi tocchiamo con mano i frutti dell’operato degli islamici che si sono imposti al vertice del potere.<br />
Ovunque sta montando una campagna di condanna a morte, con l’emissione di fatwe (responsi giuridici), contro i «nemici dell’islam». In Arabia Saudita rischia di essere giustiziato il giovane giornalista Hamza Kashghari per essersi rivolto su Twitter in modo colloquiale a Maometto nella ricorrenza del suo compleanno scrivendo: «Non pregherò per te. Non m’inchinerò davanti a te. Non ti bacerò la mano». In Egitto Naguib Sawiris, cristiano copto, magnate della comunicazione mondiale, è già stato portato in tribunale per avere pubblicato sempre su Twitter l’immagine di Topolino e Minnie, l’uno con la barba da salafita, l’altra con il velo integrale.</p>
<p style="text-align: justify;">In Tunisia sono sotto processo sia il direttore della tv Nessma fondata da Tarak Ben Ammar sia il direttore del settimanale Attounisia per oltraggio all’islam. Tanti altri casi di censura alla libertà d’espressione, nel nome dell’islam, si susseguono anche in Marocco, Algeria, Libia, Yemen, Pakistan, Nigeria, Indonesia e Malaisia. Ma il problema vero è che ormai non possiamo più permetterci il lusso di dissertare a distanza delle sciagure altrui. Dobbiamo occuparci direttamente e immediatamente delle nostre sciagure di cui noi siamo i veri responsabili. Sveglia Occidente!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Magdi Cristiano Allam da Il Giornale</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/proibito-criticare-lislam-difendere-leuropa-pure/cultura-e-societa/proibito-criticare-lislam-difendere-leuropa-pure/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le due strade</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/le-due-strade/scienza/bioetica/le-due-strade/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/le-due-strade/scienza/bioetica/le-due-strade/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Segni dei tempi]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17795</guid>
		<description><![CDATA[Dibattito in Francia sull&#8217;eutanasia<br />
di Ferdinando Cancelli<br />
Tratto da L&#8217;Osservatore Romano<br />
Creato in Francia con un decreto del 19 febbraio 2010, l&#8217;Observatoire national de la fin de la vie ha per missione di indicare i bisogni di informazione del pubblico e dei professionisti del mondo sanitario a partire dallo studio delle condizioni di fine vita e di promuovere la ricerca medica nello stesso ambito. In questi giorni è stato pubblicato, ed è consultabile nel portale del Governo francese, il rapporto 2011, il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dibattito in Francia sull&#8217;eutanasia<br />
di <strong>Ferdinando Cancelli</strong><br />
Tratto da L&#8217;Osservatore Romano</p>
<p style="text-align: justify;">Creato in Francia con un decreto del 19 febbraio 2010, l&#8217;Observatoire national de la fin de la vie ha per missione di indicare i bisogni di informazione del pubblico e dei professionisti del mondo sanitario a partire dallo studio delle condizioni di fine vita e di promuovere la ricerca medica nello stesso ambito. In questi giorni è stato pubblicato, ed è consultabile nel portale del Governo francese, il rapporto 2011, il primo dalla nascita dell&#8217;osservatorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il documento, di quasi trecento pagine, redatto da medici, epidemiologi, infermieri, psicologi e sociologi operanti a vario titolo nel campo della medicina palliativa, è destinato al ministero della Sanità e al Parlamento ma offre a chiunque la possibilità di farsi un&#8217;idea della situazione e dei problemi che si incontrano in tema di fine vita. Il dato che più di ogni altro emerge dalle pagine del rapporto è quello di una scarsa conoscenza e di una ancor più insufficiente applicazione della legge Leonetti &#8211; il provvedimento normativo votato all&#8217;unanimità dall&#8217;Assemblea Nazionale &#8211; che dal 2005 integra il codice di sanità pubblica a tutela dei diritti dei malati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora più a monte di questa grave lacuna si situa però il forte ritardo nella conoscenza dei principi della medicina palliativa stessa e quindi di quella troisième voie che, con umanità e competenza, permette di scartare sia la sproporzione dei trattamenti sia la falsa soluzione eutanasica: il numero globale di professionisti sanitari formati con i diplomi universitari post-laurea in cure palliative &#8211; sottolinea il rapporto &#8211; &#8220;resta ad oggi basso&#8221;. La situazione risulta ancora peggiore se si considerano solo i medici liberi professionisti: di questi nel 2009 solo 18. 809 (il 15 per cento dei 122. 778 totali) hanno ottenuto un finanziamento per accedere alla formazione e tra costoro solo 432 (poco più del 2 per cento) hanno scelto la tematica &#8220;fine vita&#8221; per formarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">A fronte di tutto ciò vi sono nel dibattito attuale alcuni elementi che lasciano perplessi soprattutto coloro che da anni si occupano dei malati giunti al termine della loro esistenza. Su &#8220;Le Monde&#8221; del 17 febbraio è intervenuta Marie de Hennezel, psicologa e scrittrice, notissima non solo in Francia per alcune opere di riferimento nel campo della medicina palliativa. Cominciamo ad applicare la legge prima di discutere di eutanasia è il titolo del suo intervento nel quale inoltre annuncia pubblicamente di essersi da poco dimessa dal ruolo di membro del comitato di coordinamento dell&#8217;Osservatorio della fine della vita. &#8220;La legge Leonetti resta mal applicata e i francesi ne soffrono&#8221; scrive la specialista, invocando come priorità &#8220;azioni concrete per una migliore comprensione e applicazione della legge&#8221; a fronte di un atteggiamento, anche dell&#8217;osservatorio, troppo descrittivo e poco operativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è possibile che in un Paese come la Francia, che ha una delle legislazioni più accurate, dettagliate e moderne in materia, non si mettano &#8220;tutti gli sforzi nella pedagogia di questa legge misconosciuta dal pubblico e dai curanti&#8221;, magari, come scrive ancora Marie de Hennezel, organizzando &#8220;forum in tutte le strutture sanitarie&#8221;? Perché il recente dibattito in vista delle prossime presidenziali vede il riemergere di tentazioni eutanasiche, pur in presenza di una legge che, tra l&#8217;altro, permette a chiunque sia in grado di manifestare il proprio dissenso nei confronti di trattamenti giudicati straordinari di rinunciare agli stessi? La rivoluzione culturale proposta dalla psicologa francese va nella direzione del maggior rispetto dei diritti dei pazienti alla fine della vita, paradossalmente gli stessi invocati da coloro che sostengono l&#8217;eutanasia. Le due strade però divergono: sulla prima si cammina insieme fino all&#8217;ultimo nell&#8217;esercizio di una vitale e responsabile libertà, sulla seconda si viene lasciati soli, illusi di esseri liberi di scegliere la morte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/le-due-strade/scienza/bioetica/le-due-strade/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Congo, i cristiani ancora nel mirino</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/congo-i-cristiani-ancora-nel-mirino/cultura-e-societa/congo-i-cristiani-ancora-nel-mirino/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/congo-i-cristiani-ancora-nel-mirino/cultura-e-societa/congo-i-cristiani-ancora-nel-mirino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:58:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa sofferente]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà religiosa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17793</guid>
		<description><![CDATA[<br />
di Anna Bono da La Bussola Quotidiana<br />
<br />
<br />
Permane alta la tensione nella Repubblica Democratica del Congo per l’arresto di tre sacerdoti e di due religiose avvenuto il 16 febbraio durante la marcia dei cristiani, una manifestazione indetta nella capitale Kinshasa dal Consiglio dell’apostolato dei laici cattolici congolesi, Calcc, per commemorare i cristiani uccisi nello stesso giorno del 1992.<br />
Allora la guardia presidenziale e altri reparti militari aprirono il fuoco, sparando ad altezza d’uomo, per reprimere una protesta pacifica ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: justify;"><strong><em>di Anna Bono da La Bussola Quotidiana</em></strong></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Permane alta la tensione nella Repubblica Democratica del Congo per l’arresto di tre sacerdoti e di due religiose avvenuto il 16 febbraio durante la marcia dei cristiani, una manifestazione indetta nella capitale Kinshasa dal Consiglio dell’apostolato dei laici cattolici congolesi, Calcc, per commemorare i cristiani uccisi nello stesso giorno del 1992.</p>
<p><strong>Allora la guardia presidenziale</strong> e altri reparti militari aprirono il fuoco, sparando ad altezza d’uomo, per reprimere una protesta pacifica organizzata per chiedere la riapertura della Conferenza nazionale sovrana, un organismo istituito per introdurre la democrazia nel paese e che l’allora capo dello stato, il dittatore Sese Seko Mobutu, aveva deciso di sospendere. Un milione di persone avevano risposto all’appello dei promotori dell’iniziativa. Il bilancio delle vittime fu tragico: centinaia di morti, migliaia di feriti e, nei giorni successivi, altre centinaia di persone sparite nel nulla. 20 anni dopo le forze dell’ordine si sono “limitate” a disperdere la folla con i gas lacrimogeni. Inoltre, accampando motivi di sicurezza, le autorità hanno oscurato l’emittente radiotelevisiva cattolica Elikya e altre quattro emittenti private espressione dell’opposizione politica.</p>
<p><strong>A distanza di 20 anni</strong>, dunque, l’ex Zaire di democratico continua ad avere soltanto il nome. Il dittatore Mobutu, sconfitto più dal cancro che dagli avversari in armi, ha ceduto nel 1996 la leadership a Laurent Désiré Kabila, un avventuriero, noto come tale fin dai tempi di Che Guevara che nel 1965, per avergli dato credito, rischiò la vita mentre tentava di esportare la rivoluzione in Africa. Assassinato nel 2001, Laurent Kabila è stato rimpiazzato dal figlio Joseph il che di fatto ha trasformato quella presidenziale in una carica ereditaria, come poi è successo anche in Togo e in Gabon. Le elezioni presidenziali e legislative del dicembre 2006 sono infatti state caratterizzate da brogli in favore di Kabila e del suo schieramento ed è stato ancora peggio in quelle svoltesi lo scorso 28 novembre: a Kinshasa, ad esempio, dove il leader dell’opposizione Etienne Tshisekedi gode di ampio sostegno, sono andati persi i voti di quasi 2.000 seggi, pari a un quinto del totale, e in diversi distretti del Katanga quasi tutti i voti sono andati a Kabila, ma si sono registrati inverosimili tassi di astensione addirittura del 99%. In vista del secondo appuntamento con le urne, Joseph Kabila aveva per di più ottenuto la soppressione del doppio turno per le presidenziali e questo gli ha consentito di vincere con soltanto il 49% delle preferenze.</p>
<p><strong>Tanta arroganza</strong> nel violare apertamente le regole democratiche spiega come mai nessun capo di stato abbia presenziato alla cerimonia ufficiale di insediamento, il 20 dicembre scorso, ad eccezione di Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe. Quanto alle legislative, i risultati ufficiali, ma non ancora completi, sono stati pubblicati soltanto il 1° febbraio e naturalmente la vittoria è andata alla coalizione che sostiene Kabila. Benché ci siano un centinaio di ricorsi da esaminare e in diversi distretti si debbano ripetere le consultazioni a causa di irregolarità troppo vistose per essere ignorate, il parlamento si è riunito per la prima volta proprio il 16 febbraio nonostante la decisione dei due maggiori partiti d’opposizione di boicottare la seduta.</p>
<p><strong>Contestare l’esito del voto</strong>, palesemente manipolato, era quindi il secondo obiettivo della marcia dei cristiani che, partendo da diverse parrocchie cittadine, avrebbe dovuto raggiungere la chiesa di Matonge dove, oltre a ricordare le vittime del 1992, il Calcc intendeva rilanciare le critiche espresse l’11 gennaio dalla Conferenza episcopale congolese in un coraggioso documento in cui i risultati del voto sono stati giudicati “non conformi alla realtà e alla giustizia” al punto da invalidare l’intero processo elettorale. Vale la pena di ricordare che, malgrado le sue immense risorse naturali, il Congo è il paese più povero del pianeta, un primato che si deve senza ombra di dubbio ai leader che si sono succeduti alla sua guida: dal dittatore Mobutu, che non faceva mistero della propria ricchezza, acquisita grazie alla propria carica, a Joseph Kabila che da solo si ritiene abbia già dilapidato 5,5 miliardi di dollari. Nel 2002, all’unisono per una volta, i politici congolesi risposero alle accuse di una commissione delle Nazioni Unite che stava indagando sullo sfruttamento e sul cattivo uso delle risorse nazionali da parte della leadership al potere: “Noi siamo congolesi e quindi possiamo fare quel che vogliamo del nostro paese, le sue risorse ci appartengono, non si può dire che le stiamo saccheggiando”.</p>
<p><strong>Resta un mistero,</strong> a questo proposito, il criterio in base al quale, tuttavia, la Repubblica Democratica del Congo è stata inserita nell’iniziativa di cancellazione del debito estero dei paesi poveri, nota come HIPC, avviata nel 1996, alla quale l’Italia contribuisce con un fondo pari a 4,78 miliardi di euro. Proprio per questo nel 1996 un gruppo di congolesi cattolici inviò una lettera alla rivista del Pontificio Istituto Missioni Estere Mondo e Missione. Il parroco di un villaggio aveva riunito i membri del suo consiglio parrocchiale per informarli che dalla capitale era arrivato un documento da sottoscrivere per sollecitare le nazioni ricche ad annullare appunto il debito estero di quelle povere: anche il Papa – disse – stava intercedendo presso i governi occidentali per coinvolgerli nel progetto. Ma i consiglieri non vollero firmare il testo e invece scrissero quella lettera, per spiegare: “Se chiediamo e otteniamo l’annullamento di questo debito, si otterrà solo di accrescere i capitali in mano ai nostri leader e noi cittadini non vedremo un soldo. Aiutateci piuttosto a liberarci dei nostri capi politici”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/congo-i-cristiani-ancora-nel-mirino/cultura-e-societa/congo-i-cristiani-ancora-nel-mirino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Decidersi per Dio</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/decidersi-per-dio/chiesa/decidersi-per-dio/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/decidersi-per-dio/chiesa/decidersi-per-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Post-it]]></category>
		<category><![CDATA[Cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[Quaresima]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17791</guid>
		<description><![CDATA[<br />
Per comprendere la Quaresima bisogna fare riferimento ai quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto prima di compiere la sua missione. Quaranta giorni nei quali Gesù si è preparato alla lotta contro il principe delle tenebre, contro Satana: quaranta giorni di digiuno e di preghiera. Questi quaranta giorni facevano a loro volta riferimento ai quaranta anni che il popolo di Israele ha trascorso nel deserto, deserto che secondo la Sacra Scrittura è un tempo di prova ma anche ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: justify;">Per comprendere la Quaresima bisogna fare riferimento ai quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto prima di compiere la sua missione. Quaranta giorni nei quali Gesù si è preparato alla lotta contro il principe delle tenebre, contro Satana: quaranta giorni di digiuno e di preghiera. Questi quaranta giorni facevano a loro volta riferimento ai quaranta anni che il popolo di Israele ha trascorso nel deserto, deserto che secondo la Sacra Scrittura è un tempo di prova ma anche un tempo di comunione con Dio, ed è comunque il passaggio verso la Terra promessa.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Per noi è fondamentale il significato di questi quaranta giorni che Gesù ha trascorso nel deserto vivendo nel digiuno e nella preghiera. Sono infatti proprio questi i due connotati fondamentali che ci accompagnano nella Quaresima.<strong>Il primo connotato è la preghiera.</strong> Gesù ha trascorso quaranta giorni in intima comunione col padre, la preghiera è uno dei motivi fondamentali di tutta la vita apostolica del Signore: non solo i quaranta giorni prima della sua missione, ma anche durante tutta la sua missione Gesù ha vissuto una intensa preghiera personale, dedicando molte volte l’intera notte a pregare.  E usciva dalla preghiera trasfigurato. Questa è certamente la prima caratteristica della Quaresima, senza la quale ne perdiamo il significato. E qui sta anche la differenza fondamentale tra la Quaresima cristiana e il Ramadan musulmano. La Quaresima cristiana è prima di tutto tempo di comunione con Dio. La comunione con Dio è invece lontana mille miglia dall’islam, per cui davanti a Dio c’è solo la  sottomissione.</p>
<p><strong>Dunque Gesù ha trascorso quaranta giorni di intima comunione col padre</strong>. E lì ha umanamente ha preso tutta quella forza che la preghiera dà e che noi vediamo così espressa in un altro momento della vita di Gesù, quello del Getsemani: lì, attraverso la preghiera il Signore acquista quella forza per cui dice al termine della preghiera, agli apostoli “Alzatevi, andiamo”. E nell’ora delle tenebre affronta la grande battaglia. Nell’uno e nell’altro caso Gesù attraverso la preghiera si è preparato alla grande battaglia contro il principe delle tenebre.</p>
<p><strong>Portando la cosa sul piano della nostra vita cristiana,</strong> la Quaresima è anzitutto tempo di preghiera. Preghiera vera, preghiera del cuore, preghiera che è colloquio con Dio, ascolto di Dio, della sua volontà, ascolto delle sue ispirazioni, ascolto di quello che ci dice, il suo richiamo a una vita più santa, più cristiana, una vita più vera. E nella preghiera esporre anche la nostra condizione esistenziale, di persone fragili, affaticate, di persone che molte volte sono scorate, che non hanno ben chiaro il fine della vita, non hanno ben chiare le scelte fondamentali della vita. Quindi vorrei suggerire molto concretamente: la prima cosa da fare in Quaresima è riaccendere la preghiera, almeno le preghiere fondamentali. Al mattino conquistare Dio con il cuore, in cui Dio porta la sua luce, la sua pace, la sua gioia. Molte volte bastano pochi minuti per essere in comunione con Dio, ma poi si deve riattivare durante la giornata questa comunione. E soprattutto la sera, per cui vorrei suggerire una preghiera tipica della Quaresima, che è la preghiera davanti alla croce, cioè mettersi veramente davanti alla croce, meditare sul significato della croce.</p>
<p><strong>Pietro nella prima predica dopo la Pentecoste ha detto</strong>, comprendendo finalmente la Passione : “Patì per i nostri peccati”. Quindi meditare la croce, meditare che attraverso la croce Cristo, il Padre attraverso il Figlio, ci perdona i peccati. Cristo è l’agnello di Dio che porta i peccati del mondo, li ha espiati al nostro posto, per nostro amore, per donarci il perdono nella vita eterna, per cui quando andiamo a confessarci – e il pensiero va soprattutto alla confessione pasquale che deve essere particolarmente significativa – per quanto grandi i delitti che noi abbiamo potuto commettere Gesù ci dà l’assoluzione.</p>
<p><strong>Nel pentimento c’è l’assoluzione dei peccati perché Cristo ha espiato lui al nostro posto</strong>, un atto d’amore estremo, che vediamo nel Crocifisso. Quindi vorrei suggerire questa specifica  preghiera quaresimale, prima di andare a letto: sostare davanti alla croce, chiedere perdono per i propri peccati, pensare all’amore estremo con cui Dio ci ha amati, che ha fatto dire a santa Caterina da Siena, guardando la croce: “Chi è  quello stolto bestiale che vedendosi così amato non ami?”.<br />
La preghiera personale diventa più forte, più sostanziosa, se durante la Quaresima ci impegniamo ad andare alla messa quotidiana. Molti lo fanno. Dacci oggi il nostro pane quotidiano: ascoltiamo la parola di Dio, durante la messa riceviamo la comunione. In questo modo rafforziamo la nostra debole volontà per combattere contro il male.</p>
<p><strong>L’altro aspetto fondamentale della Quaresima è il digiuno:</strong> fin dai primi tempi i cristiani hanno digiunato il mercoledì e il venerdì, duramente. Poi, il digiuno più rigido a pane e acqua è continuato nella storia della Chiesa soprattuto nel tempo di Quaresima, di Avvento, e così via. Il popolo cristiano ha digiunato fino a qualche decennio fa in modo sostanzialmente serio. Non soltanto nel tempo di Quaresima ma ogni volta che si doveva fare la comunione, si era digiuni dalla mezzanotte. Abbiamo perso sicuramente qualcosa perdendo il digiuno. In tempi recenti la Chiesa ha tentato di ristabilirlo, ma a questo riguardo dobbiamo dire che la vera svolta è venuta dalle apparizioni di Medjugorje: è vero, devono essere ancora riconosciute dalla Chiesa, ma il loro aspetto pastorale lo abbiamo tutti davanti agli occhi.</p>
<p><strong>La Madonna fin da 30 anni fa ha introdotto un digiuno che adesso ha rinvigorito tutta la Chiesa</strong>, il digiuno a pane e acqua il mercoledì e venerdì con finalità ben precise: Oltre alla conversione personale c’è anche una finalità di carattere storico sociale: Gesù ha detto che certi demoni si cacciano con la preghiera e il digiuno; così la Madonna per il demonio dell’odio e della guerra, che vuole distruggere il mondo, ha chiesto la preghiera del santo rosario e il digiuno a pane e acqua mercoledì e venerdì.</p>
<p><strong>Questo digiuno è importantissimo ma attenzione a non intenderlo come una specie di dieta.</strong> La Madonna ha detto “digiunate con il cuore”, lo dice anche la Chiesa. Il digiuno cristiano ha un obiettivo ben preciso: è finalizzato al combattimento spirituale, è finalizzato alla mortificazione della fame di mondo, perché cresca in noi la fame di Dio. Questo è l’obiettivo finale del digiuno: portare alla rinuncia vera del peccato, perché attraverso la fame di mondo, le cose di questo mondo, Satana ci distrugge con quello che ci offre.</p>
<p><strong>Dobbiamo dunque innestare nella nostra vita questo tipo di digiuno:</strong> cibo, sacrifici, fioretti, c’è un’ampia letteratura a questo riguardo. Rinunciare al fumo, ai liquori durante la quaresima. Ovviamente i più deboli, quelli che si accontentano del digiuno come lo propone la Chiesa con materna accondiscendenza, possono digiunare mercoledì santo  e venerdì santo: la colazione, un pranzo leggero e poi astinenza. Tutti i venerdì di quaresima il minimo indispensabile. Suggerisco però un digiuno molto più rigido, magari rinunciando a quelle cose che fanno male anche la salute come il fumo e l’alcol. Ma tutto queste deve essere finalizzato a rafforzare la volontà in modo tale da rinunciare al peccato Questa è la vera rinuncia, ed è in questo modo che noi ci prepariamo per la Pasqua. Cioè rinunciando al peccato e attraverso la confessione pasquale.</p>
<p><strong>In questo periodo dobbiamo mettere una marcia in più nel nostro cammino verso la santità.</strong>Mettiamoci davanti a Dio, guardiamo alla nostra vita, guardiamo cosa c’è da cambiar;, se siamo sulla strada sbagliata, quella che porta alla perdizione, non aspettiamo a cambiarla, non aspettiamo che sia troppo tardi.</p>
<p><strong>Decidiamoci per Dio, decidiamoci per la conversione, decidiamoci per la santità.<br />
</strong>Questo è quel modo di vivere la quaresima che farà sì che la Pasqua sia una pasqua veramente di pace, del cuore riconciliato con Dio.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Infine c’è la terza dimensione caratteristica della Quaresima: la carità.</strong> Perché la sobrietà tipica della Quaresima, il rinunciare al superfluo, e tutto quanto finora descritto,  è sempre stato visto dalla Chiesa in funzione della carità, della condivisione, in funzione di quel “Avevo fame, e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere.…):  è la condivisione del pane con chi non ne ha, con chi è più povero. Vorrei aggiungere però che la carità si esprime anche attraverso le sette opere di misericordia spirituale e le sette di misericordia corporale. L’elemosina deve essere un atteggiamento di compassione, o di misericordia verso il prossimo sofferente. E questo può essere dare da mangiare a chi non ne ha, può essere una mano tesa, un incoraggiamento: visitare i carcerati, e tutte quelle opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, visitare i malati, tutta quella gamma di opere che ci portano al prossimo.</div>
<p><strong>Questo è il dinamismo della Quaresima:</strong> attraverso la preghiera tu ricevi l’amore di Dio nel tuo cuore e attraverso la carità tu lo doni agli altri.</p>
<p><em>di don Livio Fanzaga da La Bussola Quotidiana</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/decidersi-per-dio/chiesa/decidersi-per-dio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La onlus è ciellina, e Fo la boicotta</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/la-onlus-e-ciellina-e-fo-la-boicotta/cultura-e-societa/la-onlus-e-ciellina-e-fo-la-boicotta/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/la-onlus-e-ciellina-e-fo-la-boicotta/cultura-e-societa/la-onlus-e-ciellina-e-fo-la-boicotta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ideologia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17788</guid>
		<description><![CDATA[<br />
di Roberta Vinerba da La Bussola Quotidiana<br />
<br />
<br />
Adesso ha 37 anni, una militanza anticlericale che lo ha portato fino allo “sbattezzo” ci siamo ritrovati: ha cercato la sua “vecchia” educatrice per riaprire un dialogo con la Chiesa.  Alcune colazioni, alcuni pranzi dal “Cinese” e un’intesa fatta di rispetto e di voglia sincera di capirsi. La maturità ha portato con sé i ripensamenti, le domande senza più rabbia, soprattutto la certezza che di un bene e di un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div style="text-align: justify;"><strong><em>di Roberta Vinerba da La Bussola Quotidiana</em></strong></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Adesso ha 37 anni, una militanza anticlericale che lo ha portato fino allo “sbattezzo” ci siamo ritrovati: ha cercato la sua “vecchia” educatrice per riaprire un dialogo con la Chiesa.  Alcune colazioni, alcuni pranzi dal “Cinese” e un’intesa fatta di rispetto e di voglia sincera di capirsi. La maturità ha portato con sé i ripensamenti, le domande senza più rabbia, soprattutto la certezza che di un bene e di un male oggettivo c’è bisogno e che l’uomo, a qualunque religione appartenga o non appartenga è capace di comunione davanti alla sofferenza. “Ero affamato, ero assetato, ero carcerato e mi hai soccorso”. Il mio amico si dice convinto che non solo su un ordine morale oggettivo si può e si deve capirsi, ma anche sul piano della carità, quella che soccorre l’uomo quando è <strong>incappato nei briganti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché racconto di questo spaccato privato della mia vita e delle relazioni che la costellano? </strong>Perché il mio amico mi frulla in testa da ieri, da quando ho letto di come Dario Fo, il premio Nobel per la letteratura nel 1997, (Nobel per la <em>letteratura</em> si noti bene, dato ad un attore: si vede che l’idea di letteratura a Stoccolma è piuttosto relativa), ha di fatto negato ad un gruppo di volontari cattolici di svolgere una raccolta di beneficienza ai margini di un suo spettacolo. Siamo a Varese, Fo mette in scena<em> Mistero buffo</em> e al contempo fa dire ai volontari dell’associazione cattolica “Banco nonsolopane onlus” che non avrebbe fatto nessun annuncio dal palco in favore della raccolta fondi per i meno abbienti (come richiesto, in accordo con il direttore del teatro dai volontari), perché il suo pubblico di <em>sinistra</em> non avrebbe capito la presenza, contigua al suo spettacolo, di un banchetto di volontari ciellini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La notizia di per sé si commenta da sola. </strong>L’uomo in questione, l’artista che è universalmente (<em>sic</em>) riconosciuto come libero e ribelle, geniale, l’inquieto cantore dell’animo umano, si mostra invece ossequiosamente, miseramente obbediente e asservito alle logiche della più crassa e vecchia ideologia. Sì perché a interessare non è l’uomo che ha fame, che ha bisogno di una casa, che deve pagare le bollette, no, si sa: le ideologie hanno sempre avuto problemi con il principio di realtà. Per esse, la realtà è ciò che <em>deve</em>diventare a partire da un’idea geniale di uomo e di umanità che è sempre un a-priori. L’uomo e il suo mondo devono piegarsi ad entrare nelle categorie ideologiche che confezionano il mondo perfetto, chi non ci stà è cacciato fuori dal consesso umano. Le ideologie hanno l’abitudine di disegnare un mondo dove i buoni e i cattivi sono ben distinti e vi è un potere, buono s’intende, incaricato di distinguere e di rieducare, nel caso vi fosse bisogno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ideologia non vede l’uomo, vede l’uomo-che-vorrebbe-fosse. Così Fo ha voluto vedere l’uomo come un essere-di-sinistra rispetto ad uno-di-destra.</strong> Quello di sinistra ha i suoi codici e i suoi<em>benefattori</em> che non devono assolutamente interagire con i poveri e i benefattori di destra. Viene da ridere, lo ammetto, se non fosse che di questo pensiero miserabile ne sono ancora intessuti non solo i dinosauri come Fo, ma anche i tanti  loro nipotini prigionieri anch’essi di un  pensiero ideologico che non ha mai ripudiato quella falce e quel martello che insieme alla svastica hanno massacrato, nel nome del <em>loro</em> uomo, milioni di esseri umani. Veri, quelli, tragicamente di carne ed ossa. Il mio amico che non è cristiano ma che è alla ricerca sincera della verità e senza i paraocchi dell’ideologia, è anni luce avanti rispetto a Fo e a chiunque si lasci accecare da un pensiero allineato e irrealistico. Dimenticavo: il raffinato filantropico pubblico di Dario Fo ha offerto ben 15 euro per i poveracci. Ma si sa, il pane è per il popolino, le arti per gli intellettuali. Così è, se vi pare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/la-onlus-e-ciellina-e-fo-la-boicotta/cultura-e-societa/la-onlus-e-ciellina-e-fo-la-boicotta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mercoledì delle ceneri</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/mercoledi-delle-ceneri-3/chiesa/mercoledi-delle-ceneri-3/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/mercoledi-delle-ceneri-3/chiesa/mercoledi-delle-ceneri-3/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Liturgia]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17786</guid>
		<description><![CDATA[dal Vangelo secondo Mt 6,1-6.16-18<br />
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l&#8217;elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l&#8217;elemosina, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>dal Vangelo secondo Mt 6,1-6.16-18</strong></p>
<p><em>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. Quando dunque fai l&#8217;elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l&#8217;elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà ». </em></p>
<p><strong>IL COMMENTO di don Antonello Iapicca</strong></p>
<p>Silenzio. E&#8217; Quaresima. E&#8217; tempo di chiudere la porta del cuore e cercare nostro Padre. Scendere le scale del cuore e scoprire di vivere come <em>orfani </em>che fanno tutto per essere <em>notati e amati, ammirati e lodati</em>; anche quando ci nascondiamo scappando dagli altri, in fondo è perchè la nostra vita dipende da chi ci è intorno, dal loro affetto. <em>Pericolosissima situazione di chi è vuoto dentro, nel cuore come nella mente, e vagabonda mendicando qualsiasi cosa pur di riempire la voragine che stordisce e rapisce gioia e pace</em>; pericolosa per <em>i giovani</em>, che avvelenano con perversioni di ogni tipo occhi, mente e carne ancora verdi e perciò vulnerabilissimi, sporcando l&#8217;immagine dell&#8217;amore, della sessualità, delle relazioni tra uomo e donna, tra gli amici. Pericolosa per <em>gli adulti,</em> che possono bruciare le Grazie ricevute barattando la primogenitura dei figli di Dio con un po&#8217; di consolazione: lenticchie fumanti di prestigio, considerazione, ossequi e falsità senza limite e fine, che incensano il tempo sufficiente ad arraffarci la poca vita che ci rimane per abbandonarci più soli e disperati di prima. Pericolosa per<em> gli anziani</em>, che possono cadere nella trappola dell&#8217;insoddisfazione, della solitudine, del sentirsi abbandonati da tutti, lasciandosi andare così alla mormorazione, al giudizio per figli e parenti, e trasformarsi in gocce di acido che sfregiano tutto ciò a cui si avvicinano. Pericolosa per <em>i sacerdoti e i religiosi</em>, che si possono trasformare in esecutori freddi di culto e dispensatori routinari di sacramenti, che usano e pervertono le cose sante per saziare la propria carne ridotta a spugna secca.</p>
<p>La vita di chiunque spende il proprio tempo al di fuori del <em>segreto</em>, perchè impaurito e traumatizzato dal buio, dal vuoto e dal fetore che albergano là dentro. La vita di chi non ha un <em>luogo segreto</em> dove tornare, e mangiare e riposare, un luogo certo di rifugio dove non v&#8217;è delusione; la vita di chi ha perduto l&#8217;intimità segreta, la parte nascosta e non barattabile dell&#8217;esistenza, il cuore dove si è figli di un Padre, con il suo amore, con il senso autentico e fondante per la propria vita. La vita di chi vive in un permanente <em>reality</em>,<em> la vita sempre in diretta</em>, <em>surfando</em> sulla superficie dei giorni, uno spot di se stessi sempre in onda, cercando senza posa acquirenti per il proprio prodotto. L&#8217;anima barattata su Fecebook, e ogni esperienza sfiorata, amicizia approcciata, amore appena sognato, ogni istante vissuto è subito<em> twittato</em>, cinguettato al mondo intero perchè si accorgano di noi, che esistiamo, che possono amrci, come e quando vogliono, meglio presto che tardi&#8230; <em>La vita di chi non ha segreti perchè tutto è tragicamente pubblico</em>, perchè angosciosamente grigio, vuoto, senza un valore in sè, che non dipenda dal grado di visibilità, dallo share della serata, in discoteca come al condominio, in casa come a scuola e al lavoro: la vita che pare ancorata solo sulla quantità di cliccate sul link del <em>mi piace </em>ai post che esibiamo e per i quali forse ci muoviamo; la vita che deve attingere dall&#8217;esterno il peso che impedisca al tutto di volare via.</p>
<p>E le lacrime, i sentimenti, come le preghiere, le elemosine e i digiuni, amore che scorre sulle guance come quando si fa lo struscio al paese la domenica pomeriggio: sentimenti ostentati, mai segreti: &#8220;Piangono tutti, fanno gran spreco di occhi rossi, bagnati, gonfi, di smorfie di dolore, col labbro inferiore che sporge in avanti, come i bambini quando vengono messi in punizione. Le lacrime sono i nuovi coriandoli, sparsi in giro per mostrare agli altri qualcosa di nuovo, inedito, mai visto prima: l’anima. Come a uno show del pomeriggio, in cui più si è se stessi e più bisogna farsi colare il rimmel&#8230; <em>Piangono tutti, egotici, per sé</em>. Per la grandezza delle loro gesta, per l’autocommozione che si provocano. Piangono perché sono grandi artisti e il mondo dovrebbe celebrarli di più, anche. Piangono perché è così forte l’amore per se stessi da farli piangere&#8221; (Annalena Benini,<em> Lezioni di pianto</em>, Il Foglio del 21 febbraio 2011).</p>
<p>Vita prostituita, perchè senza amore autentico. Vita ipocrita, perchè illusoria, mascherata, come il carnevale che è appena scivolato via. Per questo oggi inizia la Quaresima, a raccogliere la carne sgonfiata dei mascherati, i fallimenti di chi ha rincorso affetto e felicità indossando la vita inesistente di ideali drogati. Arriva la Quaresima come un seno di misericordia, amore gratuito e senza condizione preparato dal Padre per i figli perduti e affamati di vita e di amore autentici. La Quaresima è una buona notizia: c&#8217;è speranza. C&#8217;è la <em>conversione</em>, la<em> Teshuvà</em> direbbe un pio israelita, il ritorno, smettere la maschera per indossare il sacco dell&#8217;umile riconoscimento dei propri peccati.</p>
<p><em>La conversione è il figlio prodigo</em>, la fitta che gli percuote il petto, la percezione chiara d&#8217;aver buttato la vita e di essere ormai un relitto in secca; l&#8217;esperienza dura della solitudine &#8211; anticipo dell&#8217;inferno che è assenza eterna di Dio &#8211; il nulla nel cuore, nessun viso, nessuna parola. Tutto perduto, scivolato via. Ma, per una Grazia misteriosa &#8211; la stessa Presenza che non l&#8217;ha abbandonato mai, rispettosa della sua libertà e nascosta al fondo della sua anima &#8211; al termine della discesa nell&#8217;abisso,<em>rientra in se stesso</em>. Rientra nel segreto, nella stanza più intima, e incontra lo sguardo dell&#8217;unico che vede nel segreto della sua anima, che non ha mai smesso di considerarlo suo figlio, nonostante quello che abbia fatto, sia quel che sia. Il figlio ritrova il segreto, la verità, l&#8217;autentico che si nasconde dietro l&#8217;apparenza, il luogo, l&#8217;unico, dove è fondata e da dove scaturisce e prende vita la sua esistenza. Il figlio rientra in sé e intuisce, e comprende quel che ha smarrito: suo Padre. &#8220;Mi alzerò e tornerò da mio Padre&#8221;. La Quaresima è rientrare nel proprio cuore e scoprire, <em>dentro la solitudine di un segreto fecondo</em>, lo sguardo di misericordia del Padre, un amore senza limiti, neanche quelli dettati dal peccato più atroce.</p>
<p>Il digiuno, l&#8217;elemosina, la preghiera, sono allora innanzi tutto segni della nostra realtà che il mondo e il demonio ci occultano, <em>il segno di una assenza e quindi, di un bisogno insopprimibile. In noi è sparita la memoria del Padre: di Lui, del suo amore abbiamo assoluto bisogno, </em>per spegnere le luci della ribalta su cui gettiamo la vita e vivere, <em>nel segreto, nella verità</em>, l&#8217;amore autentico che si dona, che perdona, che accoglie, che scioglie le catene inique che schiavizzano e legano gli altri&#8230; Inizia la Quaresima e ci prende lì dove siamo <em>per condurci in un luogo segreto </em>dove conoscere <em>il segreto del Padre</em>. Come il figlio prodigo, ci ritroviamo con una vita in cenere, polvere senza radici. Il segno che oggi riceveremo ci aiuta a rientrare in noi stessi, a fare verità e riconoscere il destino che ci attende. Solo un abbraccio di misericordia può <em>trasformare la polvere in oro</em>, solo l&#8217;amore di nostro Padre può rendere immortale ciò che è mortale.</p>
<p>Quaresima è ritorno a casa, da nostro Padre. E&#8217; alla finestra e freme nell&#8217;attesa di correrci intorno. La Sua ricompensa è il Suo abbraccio di misericordia, il Suo amore che non si esaurisce. &#8220;Dio si è commosso per il nostro niente, per il nostro tradimento, per la nostra povertà rozza, dimentica, per la nostra meschinità. Ho avuto pietà del tuo niente, ho avuto pietà del tuo odio a me. Mi sono commosso perché mi odi, come un padre e una madre che piangono di commozione per l&#8217;odio del figlio: che il figlio cambi, per il suo Destino. E&#8217; una compassione, una pietà, una passione!&#8221; (Luigi Giussani, Si può vivere così. La carità, pp.321 ss). La compassione è di Dio, ma il cammino è cosa nostra, senza di esso non c&#8217;è amore vero. Il Figlio lo ha aperto per noi, tornando a casa, risalendo dagli inferi prima di noi. Le Sue orme ci conducono in questa Quaresima, dalla morte alla vita, dalla solitudine all&#8217;intimità con nostro Padre, sino alla notte delle notti, la notte di Pasqua, la notte dei figli nel Figlio.</p>
<p>Buona Quaresima dunque, buon ritorno a casa.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a href="http://vangelodelgiorno.blogspot.com/2010/02/omelia-di-benedetto-xvi-nel-mercoledi.html" target="_blank">Omelia di Benedetto XVI nel Mercoledì delle Ceneri</a></h3>
<div style="text-align: justify;">
<h3><a href="http://vangelodelgiorno.blogspot.com/2010/02/benedetto-xvi-omelie-per-il-mercoledi.html" target="_blank">Benedetto XVI. Omelie per il Mercoledì delle ceneri</a></h3>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<h3><a href="http://vangelodelgiorno.blogspot.com/2010/02/omelia-del-mercoledi-delle-ceneri-card.html" target="_blank">Omelia del mercoledì delle ceneri. Card. Biffi</a></h3>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>San Leone Magno</strong> ( ?-circa 461), papa e dottore della Chiesa<br />
Quarta Omelia sulla Quaresima, n° 1 et 2</p>
<p><strong>« Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza » (2 Cor 6, 2)</strong></p>
<p>« Ecco ora il giorno della salvezza ! » Certo, non c&#8217;è tempo che non sia pieno dei doni divini. In ogni tempo, la grazia di Dio ci apre l&#8217;accesso alla sua misericordia. Tuttavia, ecco ora il momento in cui occorre che tutti i cuori siano stimolati con un ardore più grande, nel progresso spirituale, con maggiore fiducia. Infatti il ritorno del giorno in cui siamo stati riscattati ci invita ad ogni opera spirituale. Così celebreremo, il corpo e l&#8217;anima purificati, il mistero che prevale su tutti gli altri : il sacramento della Pasqua del Signore.<br />
Tali misteri esigerebbero uno sforzo spirituale continuo, in modo tale che rimanessimo sempre, sotto lo sguardo di Dio, così come dovremmo essere trovati nella festa di Pasqua. Ma questa virtù si trova soltanto in pochi uomini ; per noi, in mezzo alle attività di questa vita, a causa della debolezza della carne, lo zelo si infiacchisce&#8230; Per rendere la purezza alle nostre anime, il Signore ha preparato il rimedio di un allenamento di quaranta giorni, nei quali le colpe commesse durante gli altri tempi possano essere riscattate dalle opere buone, e consumate dai santi digiuni. Prendiamoci cura, quindi, di obbedire al comandamento dell&#8217;Apostolo : « Purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello Spirito » (2 Cor 7, 1).<br />
Tuttavia, il nostro modo di vivere si accordi con la nostra astinenza. L&#8217;essenziale del digiuno non è la sola astensione dal cibo ; non c&#8217;è nessun profitto nel sottrare il cibo al corpo se il cuore non si distoglie dall&#8217;ingiustizia, se la lingua non si astiene dalla calunnia&#8230; Questo è il tempo della mitezza, della pazienza, della pace&#8230; Ora, che l&#8217;anima forte si abitui a perdonare le ingiustizie, a non contare gli affronti, a dimenticare le ingiurie&#8230; Tuttavia, che il contegno dello spirito non sia triste ; che sia santo. Che non si senta il mormorio dei gemiti ; che ci sia una vera gioia.</p>
<p><strong>San Massimo di Torino</strong> ( ? – circa 420), vescovo<br />
Discorsi, 28, PL 57, 587s</p>
<p><strong>Quaranta giorni per condurci verso il battesimo nella morte e nella risurrezione di Cristo</strong></p>
<p>« Al tempo della misericordia ti ho ascoltato, nel giorno della salvezza ti ho aiutato » (Is 49,8). L’apostolo Paolo prosegue con queste parole : « Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza ». A mia volta, vi prendo a testimoni, ecco ora i giorni della redenzione, ecco, in un certo senso, il momento della cura spirituale; possiamo curare tutte le macchie dei nostri vizi, tutte le ferite dei nostri peccati, se preghiamo costantemente il medico delle nostre anime, se… non trascuriamo nessuna delle sue prescrizioni&#8230;</p>
<p>Il medico è il nostro Signore Gesù, il quale ha detto: “Sono io che do la morte e faccio vivere” (Dt 32,39). Il Signore prima dà la morte, poi ridà la vita. Mediante il battesimo, distrugge in noi adulteri, omicidi, crimini e furti; poi ci fa rivivere, quali uomini nuovi, nell’immortalità eterna. Moriamo ai nostri peccati, ovviamente mediante il battesimo, riprendiamo vita nello Spirito di vita&#8230; Consegnamo noi stessi al nostro medico con pazienza per recuperare la salute. Quanto avrà scoperto in noi di indegno, di macchiato per il peccato, di consumato dalle ulcere, egli lo taglierà, lo poterà, lo toglierà per lasciare sussistere in noi, una volta eliminate tutte le ferite del demonio, soltanto quello che appartiene a Dio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/mercoledi-delle-ceneri-3/chiesa/mercoledi-delle-ceneri-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Grazie all’Ungheria di Orban che antepone l’interesse popolare a quello delle plutocrazie europee</title>
		<link>http://www.segnideitempi.org/grazie-allungheria-di-orban-che-antepone-linteresse-popolare-a-quello-delle-plutocrazie-europee/cultura-e-societa/grazie-allungheria-di-orban-che-antepone-linteresse-popolare-a-quello-delle-plutocrazie-europee/</link>
		<comments>http://www.segnideitempi.org/grazie-allungheria-di-orban-che-antepone-linteresse-popolare-a-quello-delle-plutocrazie-europee/cultura-e-societa/grazie-allungheria-di-orban-che-antepone-linteresse-popolare-a-quello-delle-plutocrazie-europee/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baltazzar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Segni dei tempi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Valori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.segnideitempi.org/?p=17783</guid>
		<description><![CDATA[di Marco Rusconi<br />
Tempo fa in un mio articolo dal titolo “Servire! Non Servirsi!” abbracciai la teoria secondo la quale i politici sono i camerieri dei banchieri.<br />
Non è che abbia cambiato idea, di questi tempi sarebbe anche difficile farlo, però sono doverose alcune precisazioni, come si suol dire, non possiamo fare di tutta l’erba un fascio.<br />
Dopo Nigel Farage, che considero una delle poche voci adibite al controcanto all’interno del lobotomizzato coro formato dalla stragrande maggioranza dei parlamentari europei, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">di Marco Rusconi</p>
<p style="text-align: justify;">Tempo fa in un mio articolo dal titolo “Servire! Non Servirsi!” abbracciai la teoria secondo la quale i politici sono i camerieri dei banchieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è che abbia cambiato idea, di questi tempi sarebbe anche difficile farlo, però sono doverose alcune precisazioni, come si suol dire, non possiamo fare di tutta l’erba un fascio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Nigel Farage, che considero una delle poche voci adibite al controcanto all’interno del lobotomizzato coro formato dalla stragrande maggioranza dei parlamentari europei, c’è un’altra figura politica che inizia a godere della mia stima, si tratta del premier ungherese Viktor Orban.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Ungheria di Orban, approvando il testo della nuova Costituzione, ha dato il via ad un processo mirato a riqualificare il ruolo delle proprie istituzioni mettendo al centro Dio,la persona e la profonda identità del suo popolo legata alla tradizione cristiana che si identifica con la figura del Re Stefano, la cui sacra corona rappresenta l’unità della nazione. Viene stabilito in modo inequivocabile che il matrimonio è da intendersi solo ed esclusivamente come l’unione tra uomo e donna, che la vita dell’embrione deve essere protetta fin dal suo concepimento e che il cristianesimo è elemento fondante della nazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a ciò sono stati limitati i margini di manovra della BCE attraverso il controllo di istituzioni statali democraticamente elette, sono state poste in essere misure finalizzate alla statalizzazione dei fondi pensione e sono nate nuove tasse nei confronti di grandi gruppi stranieri che operano in settori chiave come alimentare, telecomunicazioni e credito.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte regole basate su principi che fanno rima con “autodeterminazione” e che per questo motivo debbono essere banditi, censurati, considerati “junk” (il declassamento ad orologeria da parte delle agenzie di rating è puntualmente arrivato) da ogni persona amante di questo grosso contenitore di persone ma non di valori, nonché super-stato, chiamato UE.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelli sopra elencati sono provvedimenti presi da uno stato sovrano, il cui parlamento è stato democraticamente eletto che sente il bisogno di vedere riaffermati all’interno dei propri confini quei principi e quei valori fondanti la nostra società che per millenni hanno rappresentato al di là di valori morali, valori tradizionali e culturali dai quali nessuna agenzia di rating potrà mai separarci.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensare che oggi, nella nostra Europa nata da interessi economici, che perirà per interessi economici, vi siano governanti disposti a mettere la propria faccia contro i poteri forti in difesa dell’identità del proprio popolo mi rincuora e mi fa pensare che qualcuno ancora non si sia arreso a questo modello per cui uno stato è democratico e responsabile solo ed esclusivamente se d’accordo con la burocrazia bancaria che comanda l’Europa serva di Moody’s, Fitch e Standard &amp; Poor’s.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi dicono che Budapest sia una città bellissima, chissà che presto non vi faccia visita per rendere onore a chi ha anteposto l’interesse del proprio popolo a quello delle plutocrazie europee.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.segnideitempi.org/grazie-allungheria-di-orban-che-antepone-linteresse-popolare-a-quello-delle-plutocrazie-europee/cultura-e-societa/grazie-allungheria-di-orban-che-antepone-linteresse-popolare-a-quello-delle-plutocrazie-europee/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

