​ Condividere il momento di festa. Dare la possibilità – a chi non ha i mezzi per permettersela – di abbracciare il Papa. E poi rispondere alla chiamata all’universalità della Chiesa, collaborando concretamente con le diocesi e con le parrocchie.

Sono centomila le famiglie di Milano e della Lombardia cui è stato chiesto, in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie del prossimo giugno, di aprire la porta a quelle che vengono da lontano, offrendo loro uno spazio fisico, oltre a quello “del cuore”. E cinquemila i volontari attesi per far sì che l’evento si svolga al meglio, dal punto di vista logistico e organizzativo.

La grande “macchina” è coordinata dal Comitato organizzatore dell’Incontro mondiale, in collaborazione con gli uffici di pastorale familiare delle diocesi, le associazioni e i movimenti. Le famiglie interessate possono scegliere periodi diversi di accoglienza: quello che permetterà agli ospiti di godere di tutto le iniziative dell’evento (dal 28 maggio pomeriggio al 3 giugno mattino); quello relativo alla sola visita e Messa di Benedetto XVI (dall’1 giugno pomeriggio al 3 giugno pomeriggio) oppure, eventualmente, per un periodo più ampio. Così per i volontari, che potranno scegliere un impegno prolungato (per un migliaio di loro è già iniziato) o uno più “leggero”, ristretto ai giorni che vedranno la città protagonista del raduno.

Sono i parroci a raccogliere le proposte o le adesioni: le inviano al Comitato, che (previa valutazione) stila l’elenco delle famiglie e dei volontari accreditati, li contatta e provvede a inviare il modulo ufficiale di adesione. Per informazioni, basta consultare il sito www.family2012.com o scrivere all’indirizzo mail [email protected].

Viviana Daloiso